A Pavia nasce il Laboratorio di Farmacia Virtuale
LA FORMAZIONE
A Pavia nasce il Laboratorio di Farmacia Virtuale
La simulazione preparerà i farmacisti di domani: il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Pavia ha inaugurato il primo ambiente simile in Italia, che consente agli studenti di esercitarsi su casi clinici realistici in un ambiente sicuro
23 luglio 2026
di Carlo Buonamico
C’è un luogo dove gli studenti di Farmacia possono sbagliare senza mettere a rischio alcun paziente. È il nuovo Laboratorio di Farmacia Virtuale dell’Università di Pavia, nato per avvicinare la formazione universitaria alla pratica professionale attraverso simulazioni realistiche di dispensazione dei medicinali, consulenza al cittadino e gestione delle ricette.
Il progetto, sviluppato dal dipartimento di Scienze del Farmaco nell’ambito delle iniziative di didattica innovativa dell’Università di Pavia, si basa sull’adozione, per la prima volta in Italia, del software MyDispense, sviluppato dalla Monash University australiana e già diffuso in numerosi Paesi anglosassoni. Il gruppo pavese ne ha però realizzato un profondo adattamento al contesto italiano, riscrivendo casi clinici, procedure e percorsi decisionali per renderli coerenti con la normativa nazionale e con il modello organizzativo della farmacia italiana.
«Siamo partiti da una piattaforma sviluppata nel mondo anglosassone, ma l’abbiamo adattata completamente alla nostra legislazione e alla nostra farmacia», spiega la professoressa Simona Collina, direttrice del dipartimento di Scienze del Farmaco. «Abbiamo costruito casi realistici in cui il paziente entra in farmacia, chiede un farmaco, un consiglio per un problema di salute o presenta una ricetta. Lo studente deve prendere decisioni proprio come farebbe nella pratica professionale».
L’obiettivo è colmare il tradizionale divario tra teoria e pratica. Attraverso il simulatore, gli studenti affrontano situazioni che spaziano dalla dispensazione dei medicinali con prescrizione ai farmaci da banco, fino ai consigli su integratori e prodotti per l’automedicazione. Il sistema restituisce un feedback immediato sulle decisioni prese, permettendo di correggere gli errori e consolidare l’apprendimento.
«Il futuro farmacista si cimenta nella professione senza che eventuali errori abbiano ricadute negative», sottolinea Collina. «È un modo per prepararsi al tirocinio in un ambiente protetto, dove l’errore diventa uno strumento di apprendimento e non un rischio per il paziente».
Il laboratorio però non è soltanto un software. L’Università ha infatti realizzato un’aula dedicata che riproduce l’ambiente di una farmacia: banchi mobili per il lavoro di gruppo, pannelli che richiamano il contesto professionale e persino antichi vasi da farmacia donati dall’Ordine dei Farmacisti della provincia di Pavia. Uno spazio pensato per favorire simulazioni, confronto e didattica attiva.
L’utilizzo del laboratorio accompagna così progressivamente il percorso formativo dei futuri farmacisti. Illustra la direttrice: «Gli studenti iniziano a familiarizzare con la piattaforma già al terzo anno durante gli insegnamenti di legislazione farmaceutica e di farmacologia, e proseguono con le attività dedicate agli integratori; al quinto anno, prima del tirocinio professionalizzante, possono esercitarsi in modo intensivo sotto la supervisione dei docenti».
Un aspetto interessante è che le simulazioni possono essere svolte individualmente oppure in gruppo. In alcuni casi gli studenti interpretano i diversi ruoli della relazione professionale, mentre in altri è il software stesso a guidare l’interazione.
«Non serve necessariamente un compagno che interpreti il paziente e uno che faccia la parte del farmacista», osserva Collina. «Il programma presenta il caso, lo studente formula le domande e prende le decisioni. Se qualcosa non è corretto, il sistema lo segnala e invita a riconsiderare il percorso seguito».
Una caratteristica distintiva del progetto è che i casi clinici non sono generati dall’intelligenza artificiale. Tutti gli scenari sono stati progettati e validati da un gruppo multidisciplinare composto da docenti universitari di tecnologia farmaceutica, farmacologia e chimica farmaceutica, insieme a farmacisti e medici.
«Ogni caso è stato pensato dai nostri docenti con il contributo dei farmacisti e dei medici», precisa la docente. «Non potevamo utilizzare quelli sviluppati nei Paesi anglosassoni perché le modalità di dispensazione e la normativa sono profondamente diverse. Abbiamo quindi costruito contenuti specifici per la realtà italiana».
Attualmente la piattaforma comprende circa cinquanta casi di studio, ma il programma di sviluppo è già definito. «L’obiettivo per il prossimo anno è raddoppiare il numero dei casi e continuare ad ampliare progressivamente il progetto», anticipa Collina. Tra gli sviluppi futuri sono previsti nuovi scenari dedicati ai prodotti di origine naturale e, successivamente, anche alle preparazioni galeniche.
Le esercitazioni sono spesso seguite da momenti di confronto collettivo. Il docente propone un caso, gli studenti discutono le scelte effettuate e insieme analizzano criticità e possibili soluzioni. «Il debriefing di gruppo è una parte fondamentale dell’esperienza perché consente di riflettere sul processo decisionale e favorisce la crescita professionale», conclude Collina.
Il Laboratorio di Farmacia Virtuale rappresenta una delle prime applicazioni strutturate della simulazione digitale nella formazione del farmacista in Italia. Un’iniziativa che risponde anche all’evoluzione del percorso di laurea abilitante, offrendo agli studenti la possibilità di acquisire competenze operative prima dell’ingresso in farmacia e di affrontare il tirocinio con maggiore consapevolezza e sicurezza.
