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Al convegno Aifa le farmacie protagoniste

L'ATTUALITÀ

Al convegno Aifa le farmacie protagoniste

L’Agenzia del farmaco riparte dei territori: un’occasione per discutere del modello di sanità lombardo in cui le farmacie «sono una vera ricchezza», come ha detto il presidente della Regione Attilio Fontana

11 dicembre 2025

di Laura Benfenati

Le farmacie sono state protagoniste del bel convegno organizzato ieri in Regione Lombardia da Aifa, in occasione della prima riunione a Milano del consiglio di amministrazione dell’Agenzia del farmaco.

«La nuova era di Aifa parte dall’ascolto dei territori», ha rivolto il suo saluto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana all’inizio dell’evento dal titolo “Farmaceutica, le sfide tra innovazione legislativa, ricerca e sostenibilità”, sottolineando che «la peculiarità della Lombardia è utilizzare molto le sue farmacie territoriali, che sono una vera ricchezza».

Concetto ribadito con forza dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, ieri attaccato per l’ennesima volta sul Corriere della Sera da Milena Gabanelli e Simona Ravizza proprio sui servizi in farmacia, tanto apprezzati dai cittadini: «La farmacia dei servizi nasce nel 2009 e ha sempre trovato consenso da forze politiche sia di destra sia di sinistra» ha detto Gemmato. «Avvicinare il farmaco al cittadino è un obiettivo dell’Aifa e lo è anche del nostro Governo: distribuire sempre più farmaci in convenzionata, in un presidio del servizio sanitario pubblico come le farmacie. Consentire ai cittadini di sottoporsi lì a vaccinazioni o a specifici servizi li aiuta, li agevola nella prevenzione e nella cura. Durante il Covid si è visto quanto le farmacie siano state preziose per la cittadinanza. Curandosi meglio si rende sostenibile il Servizio sanitario pubblico: non bastano finanziamenti ulteriori del Fondo sanitario nazionale ma servono anche nuovi modelli organizzativi».

Partire dalle peculiarità dei territori è uno degli obiettivi della nuova Aifa: il presidente dell’Agenzia Robert Giovanni Nisticò ha spiegato che «servono regole semplificate e flessibili per essere al passo con i tempi e sono necessarie decisioni prese in base ai dati. Dobbiamo capire quale è la vera innovazione e renderla sostenibile, lavorare sulla sostenibilità e sull’accesso al farmaco, che è questione delicata e prioritaria».

Nuovi modelli regolatori e organizzativi

Che non ci saranno risorse per tutti in futuro, con terapie sempre più costose e l’invecchiamento della popolazione, è evidente: non sarà sufficiente incrementare i finanziamenti, serviranno necessariamente altri interventi.

Molto concreto in questa direzione è stato l’intervento di Marco Alparone, farmacista, assessore al Bilancio e vicepresidente di Regione Lombardia, che ha focalizzato un punto essenziale legato all’accesso al farmaco: «La territorialità è il primo tema della sostenibilità. L’accessibilità è legata alla territorialità, alla presa in carico del paziente, che diventa poi sostenibilità economica. Servono nuovi modelli regolatori e organizzativi e misurabilità di quello che si fa. Dobbiamo passare dalla rimborsabilità alla responsabilità condivisa, non discutere solo di quante risorse servono ma da quali bisogni si deve partire e lavorare sull’educazione su questi temi dei pazienti».

Tremila farmacie a disposizione

Che l’utilizzo dei dati sia fondamentale l’ha ribadito anche il direttore generale del welfare della Regione Lombardia Mario Melazzini, ribadendo l’importanza della rete delle farmacie: «La sostenibilità è fatta di conoscenza, noi abbiamo qui in Regione 3.000 farmacie a disposizione e sono un grande valore: la domanda vera e propria di salute deve essere governata dal territorio e dobbiamo avere gli strumenti per farlo, per arrivare a un percorso di interoperabilità di dati, piani terapeutici e note».

La lezione della pandemia, l’efficienza delle farmacie, il loro ruolo fondamentale non può essere dimenticato: il presidente della Fofi Andrea Mandelli ha sottolineato quanto in Lombardia la collaborazione delle farmacie con la Regione sia unica e vera e si traduca in sostegno concreto alle persone: «Aumentando le vaccinazioni in farmacia aiutiamo le persone, le agevoliamo nell’accesso al sistema sanitario; effettuando gli elettrocardiogrammi e gli holter in farmacia abbassiamo le liste d’attesa. La sinergia dei professionisti favorisce i cittadini e la farmacia, presidio di prevenzione in cui si promuove l’aderenza alla terapia, toglie i pazienti dagli ambulatori».

Peccato non fossero presenti al convegno le due giornaliste del Corriere della Sera che hanno attaccato la farmacia dei servizi pesantemente, concludendo il loro articolo con queste parole, evidentemente ideologiche: «Non è difficile intuire che la volontà sia quella di spianare sempre più la strada ai privati».

Il sistema hub e spoke

«In questa Regione i farmaci si distribuiscono nelle farmacie», ha sottolineato la presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca, con il giusto orgoglio di chi sa che qui il sistema farmacia funziona meglio che in tante altre parti d’Italia. «La farmacia dei servizi è utile ai cittadini, i farmaci innovativi sono più accessibili, qui da noi si può leggere il fascicolo sanitario, abbiamo vaccinato più di tutti, siamo protagonisti della sanità di questa Regione».

Che il modello organizzativo vincente sia l’integrazione ospedale-territorio lo ha ribadito anche Federico Riboldi, assessore alla Sanità, Livelli essenziali di assistenza, Prevenzione e sicurezza sanitaria, Edilizia sanitaria della Regione Piemonte, ma ha sottolineato che per rafforzarla servono strumenti che favoriscano la continuità assistenziale: «Dobbiamo valorizzare le case di comunità, le farmacie di comunità e l’équipe multiprofessionale, deve essere effettuata la riconciliazione terapeutica a ogni transizione assistenziale, va migliorata l’appropriatezza prescrittiva. Ci devono essere hub per la gestione delle terapie croniche ad alta complessità e spoke come le farmacie, fondamentali nel controllo dell’aderenza e nella gestione domiciliare della terapia».

L’eccellenza della sanità lombarda

Le conclusioni della giornata le ha tratte l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso, che si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: «Ieri sono usciti i dati Agenas che ci dicono che tra i 15 migliori ospedali del Paese cinque sono in Lombardia, dove risiede il 17-18 per cento della popolazione: Agenas con i suoi dati ci conferma che la sanità lombarda è migliore di tutte le altre Regioni. E il mondo delle farmacie è un elemento essenziale del nostro sistema di welfare, un punto di riferimento di eccellenza. Provate ad andare in un’altra Regione a cambiare il medico di medicina generale, che da noi si può fare in un minuto in farmacia. Sono piccole grandi cose che aiutano in concreto i cittadini, come i servizi, come le vaccinazioni. Poi sicuramente ci sono cose che possiamo migliorare, stiamo lavorando sulle liste d’attesa, ma l’eccellenza del sistema sanitario lombardo non è in discussione». Un messaggio, neanche tanto subliminale, a chi si è concentrato sul caso San Raffaele dei giorni scorsi più che sui dati oggettivi di Agenas.

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