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Basta un poco di zucchero…

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Basta un poco di zucchero…

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“… e la pillola va giù”. Ma è proprio vero? I bambini e la “palatabilità” degli antibiotici

Questa è una rubrica quindicinale che parla – da farmacista a farmacista – di aderenza terapeutica, che vuole trasmettere nozioni ma essere anche pratica, per poterne sfruttarne i consigli tutti i giorni al banco. Tutte le puntate qui

7 marzo 2025

di Sergio Cattani,
farmacista e formatore
www.sergiocattani.it

L’accettabilità dei medicinali è un fattore importante nell’aderenza terapeutica. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) l’ha definita “capacità e volontà complessive del paziente di utilizzare (e del suo caregiver di somministrare) il medicinale come previsto”. Molti studi hanno evidenziato l’impatto sulla percezione dell’utente di differenze di formulazione tra diversi prodotti antibiotici, in particolare le variazioni di aroma. Tuttavia, all’accettabilità del medicinale vanno a concorrere molti altri aspetti: deglutibilità, numero di dosi giornaliere, durata del trattamento, età, sesso, stato di salute, cultura, atteggiamento del caregiver e contesto di utilizzo.
La conoscenza dei fattori di accettabilità degli antibiotici orali aiuta a rafforzare la prescrizione/erogazione di formulazioni appropriate, garantendo un’adeguata aderenza del paziente e, di conseguenza, promuovendo anche un uso razionale degli antibiotici in pediatria. Per il farmacista è dunque fondamentale essere preparati sia sugli aromi dei farmaci per bambini sia sulle tecniche che possono aiutare il genitore a farlo accettare meglio.

I sapori degli antibiotici
Il sapore sgradevole degli antibiotici è costantemente citato come un ostacolo all’aderenza e dovrebbe quindi essere una considerazione chiave nella gestione di tutte le comuni condizioni infettive pediatriche. I bambini riescono spesso a deglutire senza grossi problemi le cefalosporine, sia perché hanno un sapore non sgradevole, sia perché il regime terapeutico di alcune (cefuroxima) è di una volta al giorno. Azitromicina, raramente di prima linea, è invece tra i farmaci più graditi dai bambini, anche in questo caso grazie allo schema terapeutico di una volta al giorno per tre giorni. Le penicilline sono solitamente ben gradite, sebbene lo schema di tre volte al giorno per 7-10 giorni le renda quelle a più bassa aderenza per l’intera terapia. Più difficile per i bambini è la deglutizione di trimetoprim, flucloxacillina e clindamicina.

Come aiutarli ad assumerli
Non ci sono studi che indicano chiaramente quali sono le tecniche di assunzione migliori. Con i bambini sembrano giocare un ruolo importante i fattori che permettono di superare la neofobia, aspetto tipico della loro psicologia: più un farmaco diventa familiare, meglio verrà accettato. Questo si associa a una maggiore esperienza dei genitori nel renderlo gradito e al progredire dell’età del paziente.

I consigli che come farmacisti possiamo dare per facilitare l’assunzione di forme orali liquide sono:

parlare col bambino, cercando di capire perché “la medicina” non piace: eludere il problema non permette di compiere passi avanti nell’aderenza;

non forzare il bambino, se non in casi di emergenza: a volte può funzionare, ma alla lunga fa crollare l’aderenza, sia della terapia presente sia di quelle future;

tenere i farmaci in frigorifero: la bassa temperatura ne attenua il sapore;

non diluire la dose con acqua: la quantità da assumere diventa più grande, a fronte di un sapore che resta sgradevole;

mescolare il farmaco con prodotti graditi, come sciroppi alimentari, mousse di frutta e prodotti che ne mascherino il sapore;

usare siringhe anziché cucchiai, che permettono di veicolare il farmaco nella parte della bocca meno sensibile ai sapori (a lato della lingua, vicino alle guance).

E quando non basta…
Se i farmaci non piacciono e le tecniche non funzionano, spesso non rimane che passare alle compresse. Ci sono in letteratura delle routine di training chiamate “pill school”, che permettono di accelerare la capacità di deglutire le compresse nei bambini. Acquistando una serie di dolciumi di dimensioni diverse, da quelli più piccoli a quelli via via più grandi, ogni giorno si possono dedicare cinque minuti per provare a deglutirne uno alla volta con un bicchiere d’acqua. Una volta arrivati alle dimensioni medie di un antibiotico, ci si potrà fermare e passare all’azione.

Key Takeaways

Come farmacisti, è necessario che conosciamo il sapore dei farmaci liquidi orali destinati soprattutto ai più piccoli. Se proponiamo la sostituzione con un equivalente, informiamoci prima sul suo sapore. L’aderenza alla terapia nei bambini è strettamente legata al sapore del farmaco e in questo campo i farmaci branded spesso segnalano una maggiore attenzione alla gradevolezza. Inoltre, oltre fornire ai genitori i consigli pratici sopra citati per superare la ritrosia del bambino, si può parlare loro della “pill school”, invitando a vedere anche i video disponibili su internet.

Bibliografia minima:

Seattle Children Hospital,
https://www.seattlechildrens.org/conditions/a-z/medicine—refusal-to-take/

Prescribing for children – taste and palatability affect adherence to antibiotics: a review,
https://adc.bmj.com/content/97/3/293

Exploring Acceptability Drivers of Oral Antibiotics in Children: Findings from an International Observational Study,
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34684014/

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