Boomers e Zoomers insieme per le sfide del settore
L'INIZIATIVA
Boomers e Zoomers insieme per le sfide del settore
La terza edizione di Numbers, il progetto di formazione in ambito gestionale rivolto ai titolari di farmacia, realizzato grazie al supporto non condizionato di Dompé, vede quest’anno il coinvolgimento di Fenagifar oltre che di Federfarma, con una novità: il Numbers Lab
25 settembre 2025
di Laura Benfenati
«La collaborazione tra generazioni oggi è un fattore critico di successo: in un contesto di discontinuità, l’esperienza da sola rischia di diventare un limite. Eppure le generazioni X e i Boomers portano con sé la capacità di lettura critica della complessità e la visione lunga. I giovani, invece, incarnano l’attitudine al cambiamento rapido e la familiarità con il new normal, che non è solo digitale. La multigenerazionalità genera valore mettendo in dialogo prospettive diverse: memoria e futuro, resilienza e agilità, profondità e sperimentazione».
È tutto nelle parole di Erika Mallarini, docente alla Sda Bocconi, che ha coordinato il Numbers Lab a Roma questo martedì, il senso della terza edizione del progetto di formazione in ambito gestionale, ideato da iFarma con il patrocinio di Federfarma e con il coinvolgimento quest’anno dei giovani di Fenagifar. La realizzazione di Numbers è possibile grazie alla collaborazione con il Centro studi di Federfarma, coordinato da Marco Nocentini Mungai, e grazie al supporto non condizionante di Dompé.
La terza edizione, che è stata presentata a Roma ai presidenti regionali del sindacato dei titolari e al Consiglio di presidenza, sarà protagonista di PharmEvolution a Catania, con un convegno il sabato mattina in cui saranno presentati i risultati del Numbers Lab. Quest’anno infatti si sono confrontati Boomers e Zoomers su quattro tematiche fondamentali per il futuro della farmacia: impatto delle nuove tecnologie, gestione economica e finanziaria, rapporti con la distribuzione intermedia e con l’industria. Oggi, infatti, le decisioni nel nostro settore sono prese dai Boomers ma poi le conseguenze le subiranno i giovani, quindi si deve costruire insieme il futuro della farmacia: «Ragioniamo di più di sistema, con una strategia comune e un gioco di squadra con tutti i rappresentanti di categoria: solo così la professione vincerà», ha detto il presidente di Fenagifar Vladimiro Grieco.
Budget in farmacia e “carburante” finanziario
Marcello Tarabusi e Giovanni Trombetta, i commercialisti dello Studio Guandalini protagonisti delle due precedenti edizioni di Numbers, hanno spiegato l’importanza di stilare un budget e hanno proiettato interessanti slide – che vedrete a Catania e, quel giorno, in collegamento dalle vostre farmacie – su quanto personale serve, sul rapporto di numero di ore effettivamente lavorate rispetto al fatturato e al margine e sull’importanza della pianificazione finanziaria, perché le risorse finanziarie sono il carburante della farmacia.
«In farmacia è davvero necessario redigere un bilancio preventivo o un budget? Scelte di investimento legate all’ammodernamento tecnico, piuttosto che l’apertura a nuovi servizi, non dovrebbero essere fatte di pancia ma ponderate sulla scorta di un budget, come del resto un efficace controllo di gestione», ha spiegato Giovanni Trombetta. «Anche intrattenere rapporti bancari in logica collaborativa non dovrebbe prescindere dalla stesura di un bilancio preventivo».
Il “viaggio” della farmacia va pianificato ed è necessario sapere quante risorse servono per raggiungere la meta (equilibrio di lungo periodo), per sapere quanti chilometri si possono fare con quello che si ha in serbatoio (equilibrio di medio periodo), per raggiungere il prossimo distributore (equilibrio di breve periodo): «Nel bilancio della farmacia ci sono numeri “giovani” (capitale circolante e debiti a breve) e numeri “vecchi” (investimenti durevoli e finanziamenti a medio-lungo)», ha spiegato Marcello Tarabusi. «Nel check up finanziario della farmacia bisogna tener conto del rapporto tra circolante e debiti a breve, ma il principale indicatore della sostenibilità finanziaria nel lungo periodo è il rapporto tra indebitamento ed Ebitda. Una sana gestione finanziaria parte da queste semplici analisi, ma va integrata con la pianificazione, l’analisi periodica degli scostamenti e il confronto con le performance del mercato e dei concorrenti».
La “nuova” farmacia dei servizi richiede più che mai investimenti e accurata gestione economica e finanziaria ma non si può prescindere da questa strada tracciata, come ha sottolineato con forza il vicepresidente di Federfarma Alfredo Procaccini: «La farmacia non può fare i servizi, DEVE farli. Noi sappiamo dove dobbiamo andare, c’è una responsabilità dei dirigenti sindacali, dobbiamo trasmetterlo con chiarezza ai colleghi: non c’è oggi alternativa al modello di farmacia che il servizio sanitario si aspetta da noi».
Distribuzione e industria
Molto interessanti anche le relazioni sui rapporti in evoluzione delle farmacie con distribuzione intermedia e industria. Michele Palumbo, dell’università Cattolica, ha sottolineato quanto il margine della distribuzione intermedia subisca una continua erosione, mitigata soltanto dalle misure dell’ultima Finanziaria: «Nel 2024 si è registrato un ulteriore incremento dei costi della manodopera, dei canoni di locazione e del denaro, mentre i prezzi energetici hanno proseguito il loro percorso di stabilizzazione dopo il picco del 2022. Le sfide dei distributori intermedi prevedono oggi il recupero di marginalità, le carenze di farmaci e l’imprevedibilità della domanda, la razionalizzazione del servizio, l’integrazione a monte e a valle, l’ampliamento della gamma di servizi. Oltre agli interventi normativi a favore dei distributori, le possibili strategie comprendono nuovi modelli di riordino con intelligenza artificiale e digitalizzazione, razionalizzare costi di trasporto, gestione, padroncini monomandatari, network di farmacie e siti e-commerce, allargare il campo d’azione ad altre aree specialistiche come Rsa e case di cura». I farmacisti devono comprendere le esigenze dei distributori e, come ha sottolineato il presidente di Federfarma Servizi Antonello Mirone, devono imparare a scegliere i partner giusti che hanno a cuore la farmacia indipendente: le catene sono oggi infatti un pericolo concreto.
Partner e non solo fornitore della farmacia vuole essere anche l’industria farmaceutica, lo ha ribadito il direttore vendite di Dompé Riccardo Colafrancesco, che ha spiegato come iniziative di formazione come Numbers nascano con l’obiettivo di essere sempre più vicini alla farmacia in modo concreto.
Daniele Marazzi del Consorzio Dafne ha riassunto i 4 trend che ridisegnano la filiera: aggregazioni (consolidamenti a vari livelli della catena del valore), e-commerce e home delivery (nuove abitudini per momenti di acquisto e livelli di servizio), intelligenza artificiale (potenziale enorme per recuperare efficienza e aumentare l’efficacia), serializzazione (nuovo modello con impatti anche “indiretti” da non sottovalutare): «Esempi di applicazione concreta dell’intelligenza artificiale nella filiera sono nella previsione della domanda e nella gestione delle scorte, nelle proposte di riordino automatizzate, nella personalizzazione delle raccomandazioni terapeutiche, nella gestione dinamica delle strategie di pricing, nelle analisi predittive dei trend di mercato, nell’automazione delle attività di back office, nel supporto per una migliore customer experience». Proprio sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro in farmacia, a Catania si terrà una lectio magistralis di Giorgio Grasso, dell’università di Catania.
Il Numbers Lab
«I ragazzi non hanno auto così ruggenti come le nostre ma hanno più chilometri da fare» ha sottolineato Marcello Tarabusi. Al Numbers Lab coordinato da Erika Mallarini hanno partecipato i rappresentanti di Fenagifar Francesco Ferro Russo, Giacomo Operti, Federica Faccitondo e Ginevra Giannantonio con il presidente Vladimiro Grieco. Una sintesi dei loro interventi riassume il senso della giornata (il report del Numbers Lab ve lo racconteremo a Catania): «Siamo cresciuti con la narrativa della farmacia in crisi, non ne possiamo più, questo è il momento delle responsabilità e di darci una mano. La farmacia non può prescindere dall’attenzione alle nuove abitudini di acquisto e dai problemi reali che adesso ci sono al suo interno, dalla carenza di organico alle scarse competenze gestionali. E basta con una società perennemente in conflitto, noi vogliamo stabilità, collaborazione con le nostre associazioni di categoria e con quelle di altri professionisti, per lavorare sul territorio in maniera proattiva».
Giovani preparati e appassionati: la farmacia non solo del futuro ma anche del presente deve partire da loro. Appuntamento l’11 ottobre a Catania, in collegamento con un link che vi forniremo su iFarma Digital.

