Bpco, in arrivo il primo biologico mirato per pazienti non controllati
L'AGGIORNAMENTO
Bpco, in arrivo il primo biologico mirato per pazienti non controllati

Presentato a Milano il nuovo scenario terapeutico per la broncopneumopatia cronica ostruttiva: dupilumab, già approvato dall’Ema, sarà presto disponibile anche in Italia come trattamento aggiuntivo nei pazienti con infiammazione di tipo 2 e riacutizzazioni
12 gennaio 2026
a cura della Redazione
La Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) resta una delle principali sfide sanitarie a livello globale. È la terza causa di morte nel mondo e nel solo 2021 ha provocato 3,5 milioni di decessi, pari al 5 per cento di tutte le morti. Colpisce tra 300 e 400 milioni di persone, con una proiezione di quasi 600 milioni di casi entro il 2050. In Italia è spesso diagnosticata in fase avanzata, quando la funzione respiratoria può essere già ridotta fino al 50 per cento.
Il tema è stato al centro dell’evento “La Bpco ha un nuovo respiro”, promosso da Sanofi e Regeneron presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che ha messo in evidenza peso clinico, impatto sociale e bisogni ancora insoddisfatti. Nonostante la massima terapia inalatoria disponibile, circa il 50 per cento dei pazienti continua a presentare riacutizzazioni, episodi di peggioramento acuto dei sintomi che aumentano il rischio di ospedalizzazione, accelerano la progressione della malattia e incidono sulla mortalità.
Fame d’aria
«La quotidianità di chi convive con la Bpco, specie nelle forme più gravi, è spesso dominata dalla “fame d’aria” e dalla costante paura delle riacutizzazioni», ha ricordato Simona Barbaglia, presidente Respiriamo Insieme Aps. «Il carico della patologia coinvolge dunque anche i caregiver, che devono supplire alla crescente mancanza di autonomia del paziente con un’assistenza continua».
In questo contesto si inserisce l’arrivo di dupilumab, anticorpo monoclonale già approvato dall’Ema a luglio 2024 come trattamento aggiuntivo di mantenimento negli adulti con Bpco non controllata nonostante terapia inalatoria ottimale e caratterizzata da infiammazione di tipo 2 con aumento degli eosinofili. Secondo i dati clinici presentati, in aggiunta allo standard of care dupilumab riduce in modo significativo le riacutizzazioni moderate e gravi e migliora funzione polmonare, sintomi e qualità di vita.
«Le raccomandazioni GOLD (Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease, 2023-2026, che rappresentano lo standard internazionale per la gestione della Bpco, NdR) pongono l’accento sul ruolo cruciale delle riacutizzazioni», ha spiegato Alberto Papi, professore ordinario di malattie dell’apparato respiratorio all’Università di Ferrara e membro della commissione scientifica GOLD. «Dupilumab è infatti il primo farmaco biologico ad agire su una popolazione mirata […] e offre un’opzione innovativa per un miglior controllo della malattia».
Un approccio olistico
Accanto all’innovazione farmacologica, durante l’incontro è stata sottolineata la necessità di un approccio integrato. La Bpco è spesso associata ad ansia, depressione e senso di colpa, soprattutto nei pazienti fumatori, fattori che possono ritardare la diagnosi o compromettere l’aderenza. «La Bpco porta con sé ferite invisibili come ansia, depressione e la costante paura delle crisi respiratorie», ha osservato Maria Dolores Listanti, fisioterapista. «È fondamentale un approccio orientato a un benessere olistico del paziente». Riabilitazione respiratoria e supporto psicologico sono indicati come strumenti complementari alla stabilità clinica.
La ricerca continua
Dupilumab non è un immunosoppressore e conta oltre un milione di pazienti trattati a livello globale nelle diverse indicazioni. È già approvato in oltre 60 Paesi per varie patologie infiammatorie di tipo 2, tra cui dermatite atopica, asma grave, rinosinusite cronica con poliposi nasale, esofagite eosinofila, prurigo nodularis e orticaria cronica spontanea.
Lo sviluppo clinico è frutto della collaborazione tra Sanofi e Regeneron, che stanno conducendo ulteriori studi di fase 3 in altre condizioni infiammatorie di tipo 2. Per le indicazioni attualmente in sperimentazione, sicurezza ed efficacia non sono ancora state valutate dalle autorità regolatorie.
Bibliografia
Baratta F, Pignata I, Ravetto Enri L, Brusa P (2022) “Cannabis for Medical Use: Analysis of Recent Clinical Trials in View of Current Legislation”. Front Pharmacol. 2022 May 25;13:888903. doi: 10.3389/fphar.2022.888903.