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Calcio e vitamina D, binomio chiave per la salute delle ossa

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Calcio e vitamina D, binomio chiave per la salute delle ossa

(c) Freepik.com

Due elementi fondamentali per la salute ossea, contro carenze e osteoporosi. Equilibrio nutrizionale, prevenzione e integrazione mirata sono essenziali, specialmente in età avanzata e nello sport

26 marzo 2026

di Claudio Buono

Di fronte a un contesto demografico segnato dall’invecchiamento progressivo della popolazione e da stili di vita sempre più sedentari, la salute delle ossa torna al centro dell’attenzione in quanto risultato di un equilibrio articolato che coinvolge alimentazione, attività fisica e prevenzione. In questo scenario, calcio e vitamina D rappresentano un binomio imprescindibile, capace di agire in modo sinergico e complementare. Da un lato, il calcio è il principale costituente delle ossa e svolge funzioni essenziali anche nella contrazione muscolare, nella coagulazione del sangue e nella trasmissione degli impulsi nervosi. Dall’altro, la vitamina D ne favorisce l’assorbimento intestinale e contribuisce al corretto funzionamento del sistema muscolare e immunitario.

Eppure, nonostante la crescente consapevolezza di un adeguato apporto di tali sostanze, le carenze di calcio e vitamina D restano ancora oggi ampiamente diffuse, con conseguenze che possono incidere in modo significativo sulla qualità della vita. Un dato su tutti: in Italia una patologia come l’osteoporosi, che vede la riduzione della densità e della qualità ossea, interessa circa cinque milioni di persone, confermandosi una delle principali criticità in ambito di salute pubblica. Di questi temi si è parlato nel corso di un evento, “Vitamina D e calcio: alleati fondamentali per la salute delle ossa”, organizzato il 24 marzo a Milano da IBSA Italy e che ha visto la partecipazione di Orazio Falla, specialista endocrinologo e responsabile ambulatorio Osteoporosi ASL Roma 5 e Cesare Liberali, medico di medicina generale, Asst Milano ovest.

Fabbisogni variabili e popolazioni a rischio

Il fabbisogno di calcio negli adulti si aggira intorno agli 800-1.000 mg al giorno, ma può aumentare fino a 1.200 mg in specifiche condizioni come adolescenza, età avanzata, gravidanza e allattamento. Accanto all’età, esistono numerosi fattori di rischio che possono compromettere la salute ossea. Le donne in post menopausa rappresentano una delle categorie più esposte, ma anche gli uomini anziani, a causa della riduzione degli ormoni sessuali, possono andare incontro a una progressiva perdita di densità ossea. Non vanno poi trascurati altri profili: pazienti con disturbi alimentari, celiachia o malattie infiammatorie intestinali, così come chi segue regimi dietetici restrittivi o pratica attività sportiva intensa. In tutti questi casi, l’assorbimento o l’apporto di nutrienti può risultare compromesso.

Una patologia silenziosa da prevenire

Orazio Falla, nel suo intervento ha sottolineato come l’osteoporosi sia una patologia subdola, spesso asintomatica fino al momento in cui si verifica una frattura. Proprio per questo motivo, la prevenzione gioca un ruolo cruciale: «Garantire un adeguato apporto di calcio e vitamina D lungo tutto l’arco della vita diventa una strategia fondamentale, soprattutto alla luce di uno stile di vita sedentario e di abitudini alimentari non sempre equilibrate, a cui si aggiunge una ridotta esposizione alla luce solare. Inoltre, nei pazienti già affetti da osteoporosi, l’integrazione di questi nutrienti rappresenta un supporto indispensabile alla terapia farmacologica specifica, come previsto anche dalle raccomandazioni ufficiali dell’Aifa».

Aderenza e tollerabilità: i veri nodi dell’integrazione

Un argomento spesso sottovalutato è quello dell’aderenza. A tale proposito, Cesare Liberali ha evidenziato che «la continuità nell’assunzione è strettamente legata alla tollerabilità e alla praticità del prodotto. In questo senso, la scelta della forma di calcio diventa determinante. Il calcio citrato, per esempio, offre un vantaggio concreto: è generalmente meglio tollerato a livello gastrointestinale e può essere assunto anche lontano dai pasti, facilitando la gestione quotidiana, soprattutto nei pazienti già sottoposti a politerapie».

Non solo prevenzione: il ruolo nello sport

Il tema della salute delle ossa non riguarda solo l’invecchiamento o le condizioni patologiche, ma anche il mondo dello sport. Le ossa, infatti, rappresentano la struttura portante del movimento e sono sottoposte a carichi ripetuti, soprattutto nelle attività agonistiche. In questo contesto, un adeguato apporto di calcio e vitamina D diventa essenziale per sostenere le performance e prevenire infortuni. Come ha ricordato l’ex calciatore Fabio Galante, intervenuto all’incontro, «il corpo può essere paragonato a un motore in cui ogni componente deve funzionare in armonia: rafforzare la struttura ossea è quindi tanto importante quanto allenare i muscoli».

Praticità e biodisponibilità di un nuovo integratore

È proprio da queste esigenze che nasce una nuova proposta nel panorama nutraceutico: Calcio IBSA, un integratore la cui formulazione a base di calcio citrato garantisce un’elevata biodisponibilità, mentre la forma in compresse masticabili al gusto di arancia rende l’assunzione semplice, senza bisogno di acqua e in qualsiasi momento della giornata. Un elemento non secondario, soprattutto in un’ottica di lungo periodo, dove la semplicità d’uso può fare la differenza nella costanza dell’integrazione. Con il lancio di Calcio IBSA, si rafforza un orientamento chiaro: rendere l’integrazione non solo efficace, ma anche sostenibile nel tempo, rispondendo alle reali esigenze di pazienti e consumatori. Il nuovo prodotto, oltre a integrarsi con le formulazioni di vitamina D già presenti nel portfolio IBSA, si inserisce in un impegno più ampio dell’azienda nell’area della Bone Health, con l’obiettivo di costruire un’offerta completa e coerente nell’ambito della salute ossea, offrendo soluzioni sempre più mirate, efficaci e facilmente gestibili nella quotidianità.

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