Cosa fare per valorizzare la pensione
LA PREVIDENZA
Cosa fare per valorizzare la pensione

II calcolo delle quote, l’impatto delle scelte contributive e l’opportunità del procrastino: conoscere le regole fondamentali del sistema pensionistico Enpaf aiuta a pianificare le scelte professionali e ottimizzare il trattamento finale
16 luglio 2026
di Paolo Giuliani,
dirigente del Servizio Contributi e prestazioni Enpaf
Comprendere il funzionamento della pensione è importante per ogni professionista. Eppure, i sistemi previdenziali vengono spesso percepiti come complessi e difficili da interpretare. Anche per quanto riguarda l’Enpaf è diffusa l’idea che il meccanismo di calcolo della pensione sia poco comprensibile. In realtà, conoscere le regole del sistema previdenziale dell’Ente consente di orientarsi meglio e di programmare con maggiore consapevolezza il proprio futuro.
Come funziona?
Per comprendere come si costruisce il trattamento pensionistico Enpaf occorre partire dal sistema di calcolo della prestazione. Il sistema di liquidazione delle pensioni dell’Enpaf è “a prestazione definita”: per ogni anno in cui l’iscritto versa la contribuzione previdenziale in misura intera, il Regolamento di previdenza individua una quota di pensione corrispondente a quel versamento. La somma delle quote maturate nel corso della vita professionale determina l’importo finale della pensione.
Nel caso in cui la contribuzione venga versata in misura ridotta – per esempio usufruendo della riduzione dell’85 per cento, che rappresenta l’ipotesi più frequente – anche la quota di pensione maturata per quell’anno si riduce proporzionalmente. Per semplificare: se un anno di contributo a quota intera produce cento in termini di controvalore di pensione per quell’anno, un anno di contributo ridotto dell’85 per cento produce quindici. La misura della pensione finale dipende quindi anche dalle scelte contributive effettuate nel corso della carriera professionale.
Ogni anno gli importi delle pensioni vengono adeguati all’andamento dell’inflazione. Lo stesso meccanismo si applica anche ai coefficienti utilizzati per determinare le future pensioni, così da preservare nel tempo il potere d’acquisto dei trattamenti previdenziali.
Pensione di vecchiaia: i requisiti
Una volta compreso il funzionamento del sistema di calcolo, è utile soffermarsi sui requisiti previsti per l’accesso alle prestazioni pensionistiche.
Le pensioni ordinarie dirette previste dall’Enpaf sono due: la pensione di vecchiaia e la pensione di inabilità. La pensione di anzianità è stata invece abrogata dal 1° gennaio 2016 e continua a trovare applicazione solo pro-quota nell’ambito degli istituti della totalizzazione e del cumulo contributivo.
Per maturare la pensione di vecchiaia sono richiesti 30 anni di iscrizione e contribuzione effettive, 20 anni di attività professionale e il raggiungimento dell’età pensionabile.
L’età pensionabile è collegata all’incremento della speranza di vita accertato dall’Istat, secondo un meccanismo analogo a quello previsto per le pensioni Inps. Dal 1° gennaio 2027 è previsto un incremento di tre mesi, che porterà il requisito anagrafico a 69 anni.
Per quanto riguarda il requisito dell’attività professionale, il sistema oggi è pienamente a regime dopo un lungo periodo transitorio conclusosi nel 2024. I criteri applicati rispondono al principio del maggior favore per l’iscritto: nell’arco dell’anno solare è sufficiente svolgere attività professionale per almeno sei mesi e un giorno per maturare un anno utile. Inoltre, periodi più brevi svolti in anni diversi possono essere sommati tra loro fino al raggiungimento dell’anno intero.
Per la nozione di “attività professionale di farmacista” si fa riferimento ai casi in cui la legge imponga l’obbligo di iscrizione all’Albo quale condizione per poterla esercitare, a questo criterio si aggiunge l’elenco di attività contenuto nell’art. 1 del decreto n. 258/1991 sul diritto di stabilimento dei farmacisti nei Paesi dell’Unione. In sostanza si tratta di una serie di attività caratterizzate dalla connessione con il farmaco come, per esempio, la fabbricazione e il controllo dei medicinali o l’immagazzinamento, la conservazione e la distribuzione dei medicinali nella fase del commercio all’ingrosso. Recentemente sono stati aggiunti alcuni profili professionali altamente specializzati nel campo dei dispositivi medici, degli integratori alimentari e dei prodotti destinati ad una alimentazione particolare e dei cosmetici.
Posticipare il pensionamento
Una volta maturati tutti i requisiti previsti, resta comunque necessario presentare la domanda di pensione per consentire all’Ente di avviare la procedura di liquidazione della prestazione.
Il sistema previdenziale Enpaf prevede alcuni strumenti che consentono all’iscritto di incidere sulla costruzione del proprio futuro pensionistico. Tra questi vi è il “procrastino”, che consente all’iscritto di posticipare il pensionamento pur avendo già maturato il diritto alla pensione di vecchiaia, ottenendo così un incremento percentuale del futuro importo di pensione, crescente in relazione agli anni di posticipo. Si tratta di uno strumento che può risultare utile per chi intende proseguire l’attività professionale evitando un’eccessiva incidenza fiscale derivante dal cumulo tra reddito da lavoro e reddito pensionistico.
La pensione di inabilità
Accanto alla pensione di vecchiaia, l’Enpaf eroga inoltre la pensione di inabilità agli iscritti che, pur non avendo raggiunto l’età pensionabile, si trovino in una condizione di inabilità assoluta e permanente all’attività lavorativa. In questo caso sono richiesti almeno cinque anni di iscrizione e contribuzione, di cui tre maturati nel quinquennio precedente la domanda. La condizione sanitaria viene accertata da un medico incaricato dall’Ente ed è necessario cessare ogni attività lavorativa. L’importo della pensione viene comunque calcolato considerando almeno venti anni di contribuzione, anche se quelli effettivamente versati sono inferiori.
Scegliere con consapevolezza
Il tema dell’adeguatezza delle pensioni riguarda oggi l’intero sistema previdenziale, comprese le Casse professionali. Per questo motivo diventa sempre più importante conoscere gli strumenti disponibili per costruire nel tempo una tutela previdenziale coerente con le proprie esigenze. Nel sistema Enpaf, oltre alla contribuzione ordinaria, esistono diverse soluzioni che consentono di incrementare il futuro trattamento pensionistico, come la contribuzione volontaria aggiuntiva o, come abbiamo visto, il procrastino della pensione.
Una maggiore consapevolezza previdenziale consente agli iscritti di compiere scelte più informate durante il percorso professionale, comprendendo meglio gli effetti delle decisioni contributive e delle opportunità offerte dall’Ente. Tutti i dettagli sui requisiti, sulle modalità di accesso e sugli strumenti previdenziali disponibili sono consultabili sul sito istituzionale dell’Enpaf