Cosmofarma 2026: la rigenerazione della farmacia
L'EVENTO
Cosmofarma 2026: la rigenerazione della farmacia
La ventinovesima edizione punta sul tema “Regeneration/NewGeneration” per affrontare le sfide del comparto salute. Al centro del dibattito, l’integrazione delle tecnologie digitali e l’evoluzione dei professionisti, chiamati a unire competenze cliniche e nuovi modelli di gestione
2 aprile 2026
a cura della Redazione
È stata presentata ufficialmente a Milano la nuova stagione fieristica di BolognaFiere dedicata alla salute. L’attenzione del settore è rivolta in particolare a Cosmofarma Exhibition, in programma dall’8 al 10 maggio 2026, preceduta dall’appuntamento con Exposanità, la biennale dedicata al panorama sanitario e sociosanitario (22-24 aprile). Se quest’ultima si concentrerà sulla tenuta del sistema con il tema “Planning Solutions”, Cosmofarma avrà come focus “Regeneration/NewGeneration”, che farà da fil rouge tra il concetto di rigenerazione come atto di rinnovamento e il confronto tra generazioni di farmacisti, fino all’apporto delle nuove tecnologie nel comparto health e beauty care.
La ventinovesima edizione della kermesse bolognese si preannuncia imponente: circa 400 aziende espositrici, oltre 100 convegni e più di 300 relatori animeranno un programma scientifico volto a ridefinire i confini della professione e a favorire l’integrazione tra pubblico e privato, in un contesto segnato da profondi cambiamenti demografici e digitali.
Unire i “puntini” per la presa in carico del paziente
Il futuro della farmacia è stato delineato con chiarezza dal presidente di Federfarma, Marco Cossolo, che ha sottolineato la necessità di passare dai singoli servizi a una visione d’insieme: «Il percorso iniziato nel 2006 con il documento della Fofi ha delineato tanti “puntini”: i vari servizi, le vaccinazioni ma soprattutto il riavvicinamento della farmacia alla cronicità, perché si rischiava di avere i servizi e perdere i farmaci, che invece come è noto stanno tornando nelle farmacie. Poi fondamentale è il DM 77 che crea sinergie tra i professionisti. Ora lo sforzo che si deve fare è unire tutti quei puntini, delineare con chiarezza il percorso del paziente, e questo sarà possibile solo con un’integrazione dell’atto di indirizzo della Convenzione, altrimenti ci si continua a focalizzare sui prodotti ma non vedendoli nel percorso del paziente».
Cossolo ha inoltre spiegato l’urgenza di concretizzare il modello hub e spoke, sfruttando la capillarità della rete per alleggerire le strutture ospedaliere: «Intorno alle case di comunità, che sono una ogni 50.000 abitanti, ci sono hub di farmacie, infermieri di comunità, servizi, una sorta di casa di comunità diffusa che si fa carico di piccole complessità e cronicità grazie anche alla telemedicina. Non serve costruire altre mura: indispensabile è il percorso informatico che accompagna il paziente dovunque sia e che consente di unire tutti i puntini a suo vantaggio».
Il farmacista come consulente di salute
L’evoluzione del ruolo professionale è stata ribadita dal presidente della FofI, Andrea Mandelli, che ha evidenziato come la farmacia sia diventata un presidio di consulenza globale: «Siamo sempre stati vicini ai pazienti ma l’evoluzione della professione del farmacista, fortemente voluta dalla Federazione degli Ordini, ci consente ora di essere consulenti di salute e benessere offrendo servizi diversi. Tutto quello che è stato fatto in questi anni è a vantaggio dei cittadini».
Guardando alle sfide future, Mandelli ha poi aggiunto: «La priorità è la capacità di tutti noi di riuscire a coinvolgere la totalità dei colleghi nel cambiamento: che tutti i farmacisti nelle farmacie facciamo tutti i servizi. Certo poi la diversità regionale è ancora un grande problema. Siamo però ottimisti, il DM 77 è fondamentale perché da solo non può farcela nessuno: tutti i professionisti sul territorio devono lavorare in sinergia».
Competenze e mercato: i numeri della crescita
Affinché questo processo di rigenerazione si compia, la formazione resta il pilastro fondamentale. Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Francesco Cannavò, ha confermato la vitalità della categoria in termini di aggiornamento professionale: «Il mercato compra competenze e, nonostante mille criticità, sovraccarico di obblighi e funzioni, i farmacisti continuano a formarsi con entusiasmo, basti pensare ai numeri altissimi dei colleghi che hanno partecipato ai nostri corsi sulle vaccinazioni».
La centralità della farmacia è supportata anche dai dati economici. Nel corso dell’evento di presentazione Claudia Rocco (Iqvia) ha parlato di come il mercato Retail farmaceutico italiano sia cresciuto del 4 per cento a valore nel 2025. Un ruolo trainante è svolto dal comparto beauty: Luigi Corvi (Cosmetica Italia) ha illustrato come il canale farmacia si confermi al secondo posto nel mercato cosmetico nazionale, con un valore di oltre 2,2 miliardi di euro (+2,5 per cento). In questo scenario, Cosmofarma 2026 si pone come il luogo ideale per gestire una transizione che, come sottolineato anche da Eugenio Leopardi (Utifar) e Roberto Valente (BOS), non è solo anagrafica ma profondamente culturale e organizzativa.
