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“Cuore in farmacia” per la salute al femminile

L’INIZIATIVA

“Cuore in farmacia” per la salute al femminile

I risultati della campagna promossa da Cittadinanzattiva e Federfarma in 234 farmacie di sei Regioni. Più di duemila donne coinvolte: oltre un terzo mostra alterazioni all’Ecg, ma i dati incoraggiano sul fronte della prevenzione e dell’educazione sugli stili di vita

6 novembre 2025

a cura della Redazione

Le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte tra le donne, ma la prevenzione, se accessibile e diffusa, può fare la differenza. È quanto emerge dai risultati della campagna “Cuore in farmacia”, iniziativa di informazione e screening promossa da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma, con il contributo non condizionante di Boehringer Ingelheim Italia, EG STADA Group, Merck e il supporto tecnico di HTN e Roche, che tra il 9 giugno e l’11 luglio 2025 ha coinvolto 2.328 donne tra i 40 e i 60 anni in 234 farmacie di sei Regioni – Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia.

90 per cento a rischio

Il progetto, dedicato alla salute cardiovascolare femminile e realizzato nell’ambito della medicina di genere, ha offerto gratuitamente misurazioni di pressione, peso e circonferenza vita, analisi del profilo lipidico ed elettrocardiogramma refertato in tempo reale tramite telemedicina.

Dall’elaborazione dei dati su 30 parametri clinici e di stile di vita, è emerso che il 90 per cento delle donne presenta almeno un fattore di rischio cardiovascolare. Il 37,4 per cento mostra anomalie all’Ecg, prevalentemente legate al ritmo cardiaco (50 per cento) o alla conduzione intraventricolare (41,2 per cento). Tra le partecipanti con esiti anomali, una su quattro è in sovrappeso e una su dieci in condizione di obesità.

Cattive abitudini tra i fattori di rischio

L’analisi del profilo lipidico restituisce un quadro più equilibrato: l’Hdl “protettivo” risulta nella norma nell’86,9 per cento dei casi e i trigliceridi nel 76,1 per cento, ma solo il 44,7 per cento delle donne ha livelli ottimali di colesterolo Ldl (inferiori a 100 mg/dl). A incidere sul rischio complessivo contribuiscono sedentarietà (57,2 per cento), fumo (31,8 per cento) e ipercolesterolemia pregressa (28,2 per cento). Particolarmente significativo il dato sulle donne già in trattamento antipertensivo: quasi tre su dieci mostrano ancora valori pressori elevati, un segnale che rimanda a problemi di aderenza terapeutica o di efficacia dei farmaci.

La prevenzione funziona

«La campagna conferma che una parte significativa della popolazione femminile convive con fattori di rischio multipli, oltre un quarto delle partecipanti ne presenta tre o più», ha spiegato Francesca Moccia, vicesegretaria generale di Cittadinanzattiva. «Allo stesso tempo, i dati positivi mostrano come la prevenzione funzioni, se sostenuta da informazione, screening accessibili e monitoraggio costante. “Cuore in farmacia” valorizza anche il ruolo delle farmacie di comunità come presidi di prossimità, capaci di intercettare bisogni sommersi e rendere concreti i principi della medicina di genere».

Sulla stessa linea Marco Cossolo, presidente di Federfarma, che ha evidenziato il valore strategico della rete: «La farmacia è il presidio sanitario più vicino al cittadino, soprattutto nei piccoli centri, dove accedere ai servizi può essere difficile. Grazie alla telemedicina e alla collaborazione tra farmacisti, medici e associazioni civiche, la prevenzione diventa realmente alla portata di tutti. L’iniziativa, inoltre, contribuisce a promuovere l’equità di accesso, territoriale e di genere, a servizi sanitari fondamentali».

Il Report pubblicato contiene anche alcune proposte operative rivolte alle istituzioni e agli attori della sanità. Tra le raccomandazioni principali: rafforzare le iniziative di prevenzione cardiovascolare nelle donne; promuovere campagne di sensibilizzazione sui fattori di rischio; consolidare la collaborazione multiprofessionale attraverso strumenti come il Fascicolo sanitario elettronico; ampliare l’offerta di servizi di telemedicina nelle farmacie, soprattutto nelle aree interne del Paese; intensificare i programmi di educazione sanitaria rivolti ai cittadini.

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