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Digitalizzazione in sanità, opportunità per la farmacia

Il DIGITALE

Digitalizzazione in sanità, opportunità per la farmacia

Cresce l’interesse per i servizi di telemedicina, sia da parte dei professionisti sia dei cittadini. Aumentano gli investimenti negli ambiti di innovazione in sanità, pur con una cautela sul futuro, quando verranno meno i finanziamenti Pnrr e si evidenzieranno i problemi legati a una scarsa cultura digitale

12 giugno 2025

di Stefania Cifani

Qual è la situazione della sanità digitale in Italia? Quali passi nella digitalizzazione e automazione dei processi sono stati fatti e come procede la fase di attuazione delle azioni previste dal Pnrr? Di questi ed altri temi si è occupato il recente convegno Sanità Digitale: i germogli della trasformazione, tenuto dall’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano.

L’evento è stato l’occasione per avere un quadro della situazione attuale (dati riferiti al 2024), oltre che per descrivere gli ambiti di innovazione ritenuti prioritari dalle strutture sanitarie e comprendere la diffusione della telemedicina, della cartella clinica elettronica, del fascicolo sanitario elettronico e dell’AI.

Investimenti in crescita, ma restano dubbi sul futuro

Gli investimenti nella digitalizzazione in sanità sono aumentati e hanno raggiunto nel 2024 i 2,47 miliardi di euro, con una crescita del 12 per cento rispetto all’anno precedente.

Gli ambiti di maggior rilevanza e nei quali aumentare in futuro gli investimenti sono, secondo la dirigenza delle strutture sanitarie, la cybersicurezza, la cartella clinica elettronica, la telemedicina e i sistemi di integrazione tra sistemi regionali e nazionali.

Finora le risorse stanziate dal Pnrr hanno contribuito allo sviluppo di piattaforme di telemedicina, processi di digitalizzazione a livello ospedaliero e del FSE. A ostacolare parzialmente lo sviluppo dell’innovazione digitale, tuttavia, vi sono le incertezze sul permanere della disponibilità di fondi al termine dei finanziamenti Pnrr, la mancanza di competenze per l’uso di strumenti digitali e la scarsa cultura digitale.

Le analisi dell’Osservatorio si sono basate su indagini relative a particolari segmenti della popolazione, dalle figure dirigenziali delle strutture sanitarie, ai medici di medicina generale e specialisti, fino a infermieri, pazienti cronici e cittadini. Rilevato anche il punto di vista di 849 farmacisti, con una ricerca svolta in collaborazione con Federfarma.

Telemedicina e altre opportunità da strutturare

Ai farmacisti è stato chiesto di descrivere la propria esperienza nella erogazione di prestazioni di telemedicina; l’80 per cento delle farmacie eroga già servizi di telecardiologia, mentre per altri servizi si conferma l’interesse, ancora maggiore rispetto all’effettiva attuazione: telemonitoraggio (il 25 per cento dei farmacisti dichiara di offrirlo, il 43 per cento non lo offre ma si dice interessato); telespirometria (15 per cento e 48 per cento); teledermatologia (14 per cento e 56 per cento); telepolisonnografia (13 per cento e 44 per cento).

Secondo i farmacisti coinvolti nell’indagine, la telemedicina rappresenta un’opportunità per assumere un ruolo più attivo nella gestione della salute dei cittadini, oltre la dispensazione del farmaco, e rafforzare il proprio contributo nella medicina primaria. Il coinvolgimento delle farmacie territoriali potrebbe amplificare l’impatto della telemedicina, specie nelle aree periferiche e rurali.

Salute in farmacia

Come si muovono i cittadini e i pazienti nell’utilizzo di servizi digitali per la salute in farmacia? Secondo l’indagine (Doxa Pharma, campione di 1.000 cittadini e 367 pazienti cronici), i più utilizzati sono la prenotazione di prestazioni specialistiche, la somministrazione di vaccini, i servizi di checkup, i test di prevenzione. Sono invece ritenuti particolarmente interessanti per il futuro la consegna a domicilio dei farmaci, il monitoraggio dell’aderenza alla terapia e servizi di telemedicina in generale.

Se il medico curante è il principale riferimento per ottenere informazioni, il farmacista viene identificato, soprattutto dai cittadini, come una fonte affidabile e vicina.

La ricerca di informazioni sulla salute attraverso Google e altri motori di ricerca interessa il 26 per cento dei cittadini e il 36 per cento dei pazienti; non manca comunque la consultazione di siti specifici legati alla salute (19 per cento e 22 per cento per cittadini e pazienti cronici, rispettivamente), di siti istituzionali (16 per cento e 47 per cento) e di siti di associazioni pazienti (6 per cento e 31 per cento). Anche i chatbot basati sull’AI sono utilizzati, nell’ambito della salute, dall’11 per cento dei cittadini e dal 17 per cento dei pazienti cronici, in quanto ritenuti facili e veloci.

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