informazione, partecipazione, condivisione

“Doveri di cura”, un confronto sulla sanità del futuro

LA PROFESSIONE

“Doveri di cura”, un confronto sulla sanità del futuro

La Cerimonia delle Medaglie dell’Ordine dei Farmacisti di Roma è stata l’occasione per uno scambio tra istituzioni e professioni sanitarie, per fare il punto sul presente e impegnarsi a ridefinire il modello di assistenza territoriale e la tutela dei pazienti fragili

12 febbraio 2026

di Gianni Scancariello, farmacista

La Cerimonia delle Medaglie dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, svoltasi alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, è stata quest’anno inserita nel contesto dell’evento “Doveri di cura”, momento di confronto tra istituzioni e professioni sanitarie sul presente e sul futuro dell’assistenza territoriale. Il tema dell’incontro ha orientato la riflessione sul ruolo delle professioni sanitarie nella tutela dei pazienti, in particolare dei più fragili, e sulla responsabilità sociale che accompagna l’esercizio della professione.

A guidare i lavori è stato il segretario dell’Ordine, Vladimiro Grieco, che ha introdotto il tema del ruolo del farmacista nei diversi contesti del sistema sanitario. Oggi il farmacista non opera soltanto nella farmacia territoriale, ma anche negli ospedali, nei servizi territoriali, nella prevenzione e nella farmacovigilanza. È una figura che attraversa il sistema salute e che deve saper evolvere insieme ai bisogni della popolazione.

Ad aprire la serata è stato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, che ha posto l’attenzione sulla dignità della persona malata. Il farmacista di prossimità entra quotidianamente in contatto con la fragilità umana e spesso rappresenta il primo riferimento sanitario per il cittadino. In un contesto segnato da digitalizzazione, farmacia on line e intelligenza artificiale, il rischio è perdere il valore della relazione. La prossimità, ha ricordato, deve restare prima di tutto umana.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha collocato il ruolo delle farmacie dentro l’ecosistema sanitario cittadino, riconoscendole come presidi fondamentali sul territorio. La farmacia dei servizi e le convenzioni con il Ssn mostrano un modello in evoluzione, ma la tecnologia, ha ribadito, non può sostituire il rapporto diretto con il cittadino.

La tavola rotonda

Il cuore del confronto si è sviluppato nel dibattito incentrato sulla nuova era della prescrizione. Raimondo Leone di Fondazione Noopolis, l’istituzione no profit che si impegna nella promozione della cultura scientifica e nel supporto ai giovani nel loro percorso di crescita accademica e professionale, ha messo in guardia dal rischio di una deriva commerciale del settore. La trasformazione delle farmacie in punti vendita orientati prevalentemente al mercato, ha osservato, rischia di indebolire l’identità sanitaria del farmacista. Da qui il richiamo a riscoprire la vocazione professionale come elemento distintivo.

Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha richiamato la necessità di collaborazione multidisciplinare, valorizzando anche il contributo dei farmacisti ospedalieri nella gestione del farmaco. Appropriatezza terapeutica e sostenibilità sono aspetti sempre più connessi. In questa direzione si inseriscono il protocollo d’intesa tra farmacisti, medici e infermieri e la sperimentazione delle case di comunità.

Sul piano delle politiche sanitarie, il sottosegretario Marcello Gemmato ha ricordato alcune misure recenti, dall’uscita delle gliflozine dalla Dpc all’inserimento stabile della farmacia dei servizi nel Ssn, fino alla ricetta annuale per i pazienti cronici. Interventi che puntano a semplificare l’accesso alle terapie e rafforzare il ruolo territoriale delle farmacie.

Il presidente del Consiglio Regionale Antonello Aurigemma ha ricordato il ruolo svolto dai farmacisti durante la pandemia, sottolineandone la funzione di presidio sanitario di prossimità e di prevenzione.

Su questa linea si è inserito l’intervento del presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, Giuseppe Guaglianone, che ha richiamato il valore etico della professione. Dopo i ringraziamenti istituzionali, ha sottolineato come la missione del farmacista sia innanzitutto servizio alla salute degli altri. Il riferimento a Mazzini ha collegato il lavoro alla dignità e alla responsabilità sociale, ricordando che al diritto di esercitare corrisponde sempre un dovere di cura. Il presidente ha poi toccato temi concreti come il nuovo Ccnl, la sostenibilità delle farmacie e la valorizzazione del farmacista. Non solo questioni economiche, ma riconoscimento del ruolo sanitario. La prossimità, ha evidenziato, significa essere parte della comunità e lavorare in sinergia con le altre professioni. La collaborazione con medici e infermieri, definita con una punta di ironia “santa alleanza”, rappresenta in realtà una necessità strutturale in un sistema sanitario sempre più complesso.

La dimensione formativa è stata richiamata dal presidente Fofi Andrea Mandelli, che ha evidenziato la necessità di aggiornare i percorsi professionali e sviluppare competenze in vaccinazioni, Poct e telemedicina. L’indennità sanitaria rappresenta un primo passo verso un riconoscimento più ampio del ruolo sanitario del farmacista.

A chiudere la parte di confronto sono stati il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Antonio Magi e il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche Maurizio Zega, che hanno ribadito l’importanza del dialogo tra professioni. In un sistema sanitario segnato da cronicità e carenza di risorse, la collaborazione non è più opzionale ma necessaria

Le medaglie

La dimensione umana della professione è emersa durante il conferimento della Medaglia al Valore a Bruno Silvestrini, medico e fondatore di Noopolis, per i suoi brevetti che hanno segnato il progresso della salute, secondo cui curare è prima di tutto un atto umano, e nell’iscrizione all’Albo d’Onore della giornalista Francesca Fagnani, per il suo impegno divulgativo sui temi della salute nella lotta all’antibiotico-resistenza.

La cerimonia si è infine conclusa con la premiazione dei farmacisti con 25 e 50 anni di attività e con il giuramento dei nuovi iscritti, rendendo evidente il filo di continuità tra generazioni e ricordando come la professione si rinnovi costantemente senza perdere il proprio patrimonio di esperienza.

Nel complesso, l’incontro ha restituito l’immagine di una professione in evoluzione, chiamata a coniugare competenza scientifica, responsabilità sociale e capacità di lavorare in rete. La prossimità non è solo presenza sul territorio, ma relazione di fiducia con il paziente. È su questa dimensione che la farmacia può continuare a costruire il proprio futuro.

0 Condivisioni

Altre news

12 Febbraio 2026 ,