ESG e pharma: Egualia presenta le prime linee guida
LA FILIERA
ESG e pharma: Egualia presenta le prime linee guida

Risultato di un percorso avviato nel 2022 insieme a Nomisma, forniscono indicatori concreti per misurare l’impegno ESG lungo tutta la catena del valore. Ma il presidente Collatina avverte l’UE: alcune criticità normative potrebbero mettere a rischio la disponibilità di farmaci essenziali
18 settembre 2025
di Rossella Gemma
L’industria farmaceutica italiana compie un passo in avanti verso la sostenibilità. Egualia, l’associazione che rappresenta le aziende produttrici di farmaci equivalenti e biosimilari, ha presentato a Roma le prime Linee guida ESG pensate su misura per il settore. ESG, acronimo di Environmental, Social and Governance, identifica i criteri con cui oggi si misura non solo la solidità economica di un’impresa, ma anche il suo impatto ambientale, sociale e gestionale. Nel comparto farmaceutico ciò implica ridurre le emissioni, garantire sicurezza e diritti lungo la filiera e rafforzare la trasparenza dei processi produttivi, senza compromettere l’accesso ai medicinali critici.
Un framework per le aziende, ma i fornitori restano indietro
Le linee guida, frutto di un percorso avviato nel 2022 insieme a Nomisma, propongono un insieme di indicatori concreti per misurare e verificare l’impegno ESG lungo tutta la catena del valore. L’analisi condotta mostra segnali incoraggianti: la metà delle aziende associate pubblica già un report di sostenibilità, il 60 per cento ha figure dedicate all’ESG e una su quattro ha inserito strategie green nella pianificazione industriale. Il punto debole rimane la rete dei fornitori: solo il 28 per cento dispone di un bilancio di sostenibilità, nonostante da loro provenga gran parte dell’impatto ambientale e sociale del comparto.
Collatina: «Equilibrio tra transizione verde e competitività»
«Abbiamo costruito queste linee guida in un contesto europeo che evolve rapidamente, con obblighi sempre più stringenti come quelli previsti dalla Csrd (Corporate Sustainability Reporting Directive)», ha spiegato Stefano Collatina, presidente di Egualia. «Per molte piccole e medie imprese il rischio è di essere schiacciate da burocrazia e costi senza avere strumenti adeguati. Il nostro obiettivo è dare supporto e trasformare l’ESG in una leva di crescita e innovazione».
Collatina ha poi richiamato l’attenzione sulle criticità normative: «Alcune disposizioni ambientali, come la Direttiva sulle acque reflue urbane o la stretta sui Pfas, potrebbero avere un impatto diretto sulla disponibilità di farmaci essenziali. È indispensabile trovare un equilibrio tra la transizione verde e la competitività industriale. Le imprese sono pronte a fare la loro parte, ma le politiche vanno costruite insieme: altrimenti rischiamo di generare più ostacoli che benefici».
Il presidente di Egualia ha infine ribadito la visione dell’associazione: «Le aziende che rappresentiamo credono nella sostenibilità come motore di sviluppo e innovazione. Ma per diventare davvero un’opportunità, l’ESG deve poggiare su regole stabili e condivise. Solo così sarà una leva di crescita e non un peso burocratico».
Valentini: «ESG come strumento competitivo, non come onere»
Un concetto ripreso anche dal viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, che in un videomessaggio ha sottolineato come «i farmaci fuori brevetto siano un asset strategico per il Paese, con oltre 100 imprese attive e un impatto economico superiore a 8 miliardi di euro». Dal 2016 al 2024, ha ricordato, «l’uso di equivalenti e biosimilari ha garantito al SSN un risparmio di 7,4 miliardi». Valentini ha però avvertito: «Il settore è sotto pressione per l’aumento dei costi, i margini ridotti e i carichi regolatori. Per questo l’integrazione dei criteri ESG è decisiva: rende le imprese più solide, più attrattive per gli investitori internazionali e più resilienti sul piano produttivo. L’Italia in sede europea continuerà a sostenere un approccio pragmatico, con regole sostenibili e tempi realistici, per conciliare la transizione ambientale con la tenuta del tessuto industriale e la disponibilità di farmaci essenziali».

