Farmaceutica, il Governo spinge per una nuova governance
IL CONVEGNO
Farmaceutica, il Governo spinge per una nuova governance

Al convegno della scorsa settimana a Roma, promosso dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, si è parlato della necessità di aggiornare il quadro normativo nazionale, in vista dell’impianto legislativo in discussione in sede UE. La proposta: un nuovo “Testo Unico” per fornire un riferimento chiaro agli operatori
15 maggio 2025
di Rossella Gemma
Il comparto farmaceutico si conferma uno dei pilastri dello sviluppo economico e sociale del Paese. Lo dimostrano i numeri: nel 2024 la produzione ha superato i 56 miliardi di euro e l’export ha toccato quota 54 miliardi, rafforzando la posizione dell’Italia tra i leader europei del settore. Un ruolo strategico non solo dal punto di vista industriale, ma anche per l’accesso dei cittadini a cure innovative ed efficaci.
Nel corso del convegno “La nuova legislazione farmaceutica Ue e la governance italiana: impatti e prospettive”, promosso dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, è emersa con forza la volontà del Governo di aggiornare il quadro normativo nazionale e accompagnare il settore in una fase di cambiamento profondo. Il nuovo impianto legislativo europeo, attualmente in discussione, è destinato ad avere un impatto rilevante anche sulla governance italiana.
Attenzione a non penalizzare l’industria
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato la necessità di coniugare innovazione, equità e sostenibilità. «Non siamo contrari alla modernizzazione – ha spiegato – ma servono regole che assicurino un accesso tempestivo e omogeneo ai farmaci in tutta Europa. È importante non ostacolare la capacità innovativa delle imprese, che rischia di essere messa a dura prova da alcune delle proposte attualmente sul tavolo, come la riduzione della data protection».
Schillaci ha richiamato l’attenzione sulla concorrenza internazionale, ricordando come Cina e Giappone stiano rafforzando le proprie industrie farmaceutiche con politiche mirate e investimenti strategici. «L’Europa – ha aggiunto – deve accelerare, semplificando i processi autorizzativi e garantendo condizioni competitive per attrarre ricerca e sviluppo».
Un Testo Unico per riordinare le regole
In Italia, uno dei nodi più urgenti è quello della stratificazione normativa. Per questo, il sottosegretario Gemmato ha rilanciato l’idea di un “Testo Unico sulla farmaceutica”, che riordini le regole in vigore e fornisca un quadro chiaro a operatori, investitori e istituzioni. «Oggi – ha dichiarato – convivono norme spesso in contrasto tra loro, che rallentano lo sviluppo e creano incertezze. Serve una cornice unica, chiara e moderna”.
Tra gli altri obiettivi indicati dal sottosegretario: il rafforzamento della produzione nazionale di principi attivi, oggi per l’80 per cento localizzata all’estero, e la revisione del sistema di finanziamento della spesa farmaceutica, che non risponde più ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e alle sfide dell’innovazione terapeutica. «Il tetto del 15,3 per cento destinato alla farmaceutica – ha sottolineato – rischia di non essere più sostenibile».
Sul fronte regolatorio, il presidente dell’Aifa, Robert Nisticò, nel suo messaggio ha fatto il punto sull’avanzamento della riforma legislativa a livello europeo, evidenziando la volontà di rafforzare il ruolo dell’Ema e affrontare in maniera strutturale il problema delle carenze di medicinali. Allo stesso tempo, ha ribadito la necessità di non appesantire ulteriormente il lavoro delle autorità regolatorie nazionali, puntando invece su un sistema più efficiente e reattivo.
Dal mondo industriale, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, ha espresso apprezzamento per l’impegno del Governo a tutela del comparto: «Negli anni passati, misure come il payback hanno frenato lo sviluppo. Oggi si intravede finalmente una direzione chiara. È il momento di correre».
Più critica la voce di Stefano Collatina, presidente di Egualia, che ha lanciato l’allarme sulle difficoltà crescenti affrontate dalle aziende di farmaci equivalenti e biosimilari. «Siamo in una situazione insostenibile per molti farmaci essenziali – ha avvertito – Servono interventi rapidi, a partire dall’abolizione del payback dell’1,83 per cento, l’introduzione di meccanismi che riconoscano il risparmio generato dai generici e la revisione del sistema delle gare, promuovendo modelli multiaggiudicatari».
A chiudere il quadro è stato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, che ha insistito sulla necessità di semplificare il sistema e dare risposte concrete a cittadini e professionisti: «Tutta la filiera della salute ha bisogno di norme più snelle e coerenti, che valorizzino il ruolo dei farmacisti e garantiscano accesso rapido e uniforme alle cure».
Il settore farmaceutico italiano è pronto a fare la sua parte. Ma ora tocca alle istituzioni creare le condizioni normative e regolatorie per trasformare il potenziale in crescita concreta, sostenibile e al servizio della salute pubblica.