Farmaci e apparecchi obbligatori: la check list da rivedere
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Farmaci e apparecchi obbligatori: la check list da rivedere

Dalla dotazione minima prevista dalla Farmacopea alla gestione in sicurezza dell’ossigeno, fino alle attrezzature indispensabili per il laboratorio galenico: un promemoria operativo
Questa rubrica vuole fornire ai direttori di farmacia territoriale convenzionata una serie di informazioni e strumenti pratici per organizzare al meglio la gestione tecnico-legislativa e rispondere con professionalità alle ispezioni. Tutte le puntate qui
5 marzo 2026
di Alessandro Malossi,
presidente dell’Ordine dei farmacisti di Forlì-Cesena, consulente sulla materia tecnico-legislativa tramite audit in farmacia e per la formazione ai colleghi che svolgono o vogliono intraprendere l’attività di direttore
La dotazione obbligatoria di farmaci e apparecchiature non è un dettaglio formale, ma un requisito strutturale dell’esercizio professionale. In sede ispettiva, la verifica parte proprio da qui: presenza, conformità, corretta conservazione e, dove previsto, adeguata manutenzione. Vale quindi la pena dedicare un controllo periodico interno a questi elementi, partendo dalla normativa di riferimento.
Farmaci obbligatori
La Tabella n. 2 della Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana riporta l’elenco delle sostanze medicinali di cui la farmacia deve essere obbligatoriamente provvista. L’ultima revisione è stata introdotta con il DM 17 maggio 2018 (GU n. 129 del 6 giugno 2018).
È opportuno verificare che tutte le sostanze previste siano effettivamente presenti e disponibili: qui si trova un elenco aggiornato di specialità utile per l’autocontrollo. In caso di carenze, l’assenza deve essere giustificabile (per esempio per indisponibilità documentata sul mercato) e non riconducibile a mera dimenticanza.
Ossigeno: gestione e sicurezza
L’ossigeno medicinale rientra tra i farmaci obbligatori. In farmacia si tratta di ossigeno gassoso per dispensazioni d’emergenza o per terapie domiciliari di breve durata; l’ossigeno liquido destinato a terapie croniche segue invece canali distributivi specifici.
La gestione richiede particolare attenzione sotto il profilo della sicurezza, considerata la capacità del gas di alimentare la combustione:
- Le bombole devono essere conservate in locali asciutti, freschi e ben ventilati, lontano da materiali combustibili, sostanze infiammabili e fonti di calore.
- Devono essere mantenute in posizione verticale e assicurate con sistemi di ancoraggio per evitare cadute accidentali.
- Durante stoccaggio e trasporto è necessario montare il cappellotto di protezione della valvola.
- È inoltre obbligatorio separare chiaramente le bombole piene da quelle vuote, con adeguata segnaletica.
Dal punto di vista documentale, è consigliabile acquisire dal fornitore la dichiarazione relativa ai certificati di collaudo delle bombole presenti in farmacia. Fondamentale anche il controllo periodico delle scadenze e dello stato delle bombole.
Apparecchi obbligatori
La farmacia deve essere dotata delle apparecchiature previste dalla normativa per garantire la corretta esecuzione delle preparazioni. Tra queste rientrano:
- una bilancia sensibile al milligrammo con portata di almeno 500 g, oppure due bilance distinte (una sensibile al mg con portata di 50 mg e una con sensibilità di 0,50 g e portata di 2 kg);
- un bagno maria o apparecchiatura equivalente resistente fino a 100 °C;
- un armadio frigorifero idoneo ad assicurare le corrette condizioni di conservazione;
- un apparecchio per la determinazione del punto di fusione;
- vetreria chimica comune e graduata in quantità adeguata.
Alcune dotazioni sono obbligatorie solo per le farmacie che eseguono specifiche preparazioni:
- percolatore per chi allestisce estratti;
- incapsulatrice per capsule;
- comprimitrice per compresse;
- sistema di aspirazione polveri per compresse, capsule, tisane, bustine e miscele;
- stampi per ovuli o supposte per chi esegue tali forme farmaceutiche;
- strumentazione e dispositivi idonei a garantire la sterilità nelle preparazioni sterili.
Anche in questo caso non è sufficiente la mera presenza: le attrezzature devono essere funzionanti, adeguatamente manutenute e coerenti con l’effettiva attività dichiarata in laboratorio.
Un controllo interno periodico, documentato e tracciabile, consente di prevenire rilievi in sede ispettiva e di dimostrare una gestione consapevole della responsabilità tecnica del titolare. In materia di dotazioni obbligatorie, la regola è semplice: meglio verificare prima, piuttosto che dover giustificare dopo.