Farmacia digitale, il futuro è già al banco
SPECIALE INNOVAZIONE DIGITALE
Farmacia digitale, il futuro è già al banco
Automazione, integrazione dei dati e strumenti intelligenti stanno ridisegnando organizzazione e servizio in farmacia. Francesco Trecate, Inside Sales Manager di BD Rowa Italy, racconta come robotica e piattaforme digitali possano migliorare efficienza, relazione con il paziente e sostenibilità operativa
25 giugno 2026
di Claudio Buono
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Dalla gestione del magazzino alla relazione al banco, l’automazione sta cambiando in profondità l’organizzazione della farmacia. In questo scenario, sistemi robotizzati, piattaforme integrate e analisi dei dati non rappresentano più soltanto strumenti di efficienza, ma diventano parte di un nuovo modello operativo e di servizio. Ne abbiamo parlato con Francesco Trecate, Inside Sales Manager di BD Rowa Italy, azienda specializzata in soluzioni per l’automazione e la digitalizzazione della farmacia.
Come vede l’evoluzione della farmacia alla luce dei cambiamenti fino a oggi prodotti dalla digitalizzazione?
Tecnologie come automazione del magazzino, telemedicina e intelligenza artificiale sono ormai strumenti centrali per migliorare efficienza, sostenibilità e qualità del servizio. L’automazione, per esempio, ottimizza le scorte e libera tempo e risorse per attività a maggior valore strategico, mentre software gestionali e AI consentono di analizzare flussi di vendita e comportamenti d’acquisto in tempo reale, supportando decisioni più rapide e strategiche. La telemedicina, da parte sua, sta ampliando progressivamente il ruolo della farmacia come presidio sanitario territoriale. In questo scenario, la vera sfida sarà integrare tutti questi strumenti in un ecosistema connesso, integrato nella rete assistenziale e sempre più orientato al paziente.
Qual è oggi l’atteggiamento dei farmacisti verso la digitalizzazione?
I titolari mostrano una crescente apertura verso il digitale, indipendentemente da età o territorio. Se un tempo prevalevano prudenza e diffidenza, oggi l’approccio è assai più concreto e consapevole: la digitalizzazione è ormai percepita come una leva di competitività e crescita, non solo come un adeguamento al mercato o un’opportunità legata agli incentivi fiscali. Del resto, nelle catene e nei gruppi organizzati è già parte integrante delle strategie aziendali, ed è altrettanto vero che un gran numero di farmacie indipendenti non si chiedono più se investire nel digitale, ma come farlo nel modo migliore.
C’è consapevolezza del valore strategico dell’innovazione nel rapporto con i pazienti?
Come dicevo, la consapevolezza è sicuramente in crescita, anche perché molte farmacie hanno compreso che per mantenere centralità e competitività devono evolvere verso un modello più digitale e orientato ai servizi, soprattutto in un contesto in cui aumenta la pressione di e-commerce, marketplace e piattaforme sanitarie digitali. Tuttavia, questa consapevolezza resta ancora disomogenea: accanto alle realtà più evolute, esistono farmacie che percepiscono l’innovazione come un costo o un cambiamento complesso da gestire. In particolare, nelle realtà meno strutturate permane una certa diffidenza verso strumenti percepiti come difficili da integrare nella quotidianità o bisognosi di competenze avanzate. A ciò si aggiungono dubbi sugli investimenti iniziali, sulla gestione del cambiamento e sull’impatto organizzativo. Per questo diventano fondamentali attività di formazione, consulenza e assistenza continua, utili ad accompagnare il farmacista lungo tutto il percorso di adozione delle nuove tecnologie e a trasformare la digitalizzazione in un vero investimento strategico.
In che modo sta cambiando il lavoro al banco, concretamente?
È innegabile che i sistemi automatizzati di dispensazione del farmaco aiutano a ridurre i tempi di attesa e aumentano precisione ed efficienza, con un impatto immediato anche sulla percezione della qualità del servizio. È un processo già in corso che continuerà ad accelerare nei prossimi anni. Ma il cambiamento più importante riguarda il ruolo del farmacista che, liberato da compiti ripetitivi e a basso valore aggiunto, può dedicare più tempo a consulenza e ascolto, a tutto vantaggio della qualità del servizio ai pazienti. La tecnologia, in questo senso, non sostituisce la relazione umana ma la valorizza. In futuro, l’integrazione tra CRM, gestionali, dati clinici e sistemi di supporto decisionale basati sull’intelligenza artificiale renderà le interazioni in farmacia più mirate ed efficaci, grazie a informazioni in tempo reale e suggerimenti utili per l’aderenza terapeutica e per proposte di cross-selling non meccaniche ma coerenti con il profilo individuale. Ritengo quindi che il rapporto con i pazienti-clienti diventerà sempre meno legato alla semplice vendita e sempre più orientato alla consulenza e alla presa in carico di questi ultimi.
Sul fronte del back office, invece, quali effetti si stanno verificando?
Il back office è probabilmente l’area in cui la digitalizzazione mostra gli effetti più immediati e misurabili. L’automazione del magazzino, tramite sistemi robotizzati integrati, rende molto più efficiente la gestione delle scorte, riducendo il rischio di esaurimento degli stock e di capitale immobilizzato. Grazie alla disponibilità di dati in tempo reale e all’integrazione con i gestionali, le farmacie possono effettuare riordini basati sui consumi reali, ottimizzando la rotazione dei prodotti e gli spazi disponibili, il che è particolarmente utile nelle farmacie più piccole, dove ogni metro quadrato è strategico. La digitalizzazione aumenta inoltre tracciabilità dei flussi e funzionalità, riducendo errori e semplificando attività come inventari, gestione delle scadenze e resi. Il risultato è una farmacia più organizzata, efficiente e resiliente, premiata da migliori numeri a fine anno.
Quali nuove soluzioni sta sviluppando BD Rowa per supportare l’evoluzione digitale della farmacia?
Da oltre 30 anni BD Rowa sviluppa soluzioni di automazione avanzata e software intelligenti a supporto della farmacia. Oggi, però, il nostro percorso innovativo abbraccia un ecosistema digitale più ampio, che include piattaforme cloud per l’analisi dei dati, strumenti per il monitoraggio di stock e performance del punto vendita, nonché sistemi di analisi predittiva, in grado di migliorare durata, continuità operativa ed efficienza delle macchine. E a breve prenderà il via un progetto pilota finalizzato a rendere l’interazione con il robot sempre più semplice e intuitiva. In questa direzione si inserisce myRowa, la nuova piattaforma presentata di recente a Cosmofarma Exhibition, che consentirà di dialogare con il robot direttamente da smartphone o computer in modo rapido e immediato, trasformandolo in un vero assistente operativo digitale ancora più integrato nei processi quotidiani della farmacia.
Per concludere, come immagina la farmacia dell’immediato futuro?
Penso che sarà una farmacia sempre più data-driven, realmente connessa ai bisogni del paziente e supportata da automazione e strumenti digitali. Il banco diventerà uno spazio di consulenza avanzata, dove competenza del farmacista e tecnologia lavoreranno insieme per garantire alle persone un supporto ad alto valore aggiunto. Nel back office, invece, cresceranno integrazione e autonomia dei sistemi nella gestione di magazzino, logistica e processi operativi. Come BD Rowa continueremo a investire nell’integrazione con gestionali, piattaforme sanitarie e nello sviluppo di ecosistemi digitali interoperabili, sempre più aperti e connessi. Il nostro obiettivo è rendere l’innovazione concreta e accessibile a tutte le farmacie, indipendentemente dalla loro dimensione o dal loro livello di digitalizzazione iniziale.
