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Farmacia solidale, alleanza sul territorio contro la povertà sanitaria

L'INIZIATIVA

Farmacia solidale, alleanza sul territorio contro la povertà sanitaria

A Milano il confronto promosso da iFarma con istituzioni, professionisti e terzo settore: i farmacisti si confermano indispensabili per contrastare le disuguaglianze e rafforzare l’accesso alle cure

26 marzo 2026

di Claudio Buono

La povertà sanitaria è in crescita: ogni anno circa tre milioni di persone rinunciano alle cure per motivi economici. Da questo dato nasce l’incontro “Farmacia solidale, un aiuto ai fragili in Lombardia”, promosso da iFarma con il supporto incondizionato di Chiesi Italia e moderato dal direttore Laura Benfenati, con l’obiettivo di accendere i riflettori sul ruolo sociale della farmacia. A Milano, martedì 24 marzo, istituzioni, professionisti sanitari e terzo settore si sono confrontati sulla farmacia come presidio di prossimità, evidenziando la necessità di mettere a sistema le esperienze territoriali per contrastare le disuguaglianze e rafforzare il legame tra salute e comunità.

Farmacia e valore sociale

In apertura di incontro, Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio Regione Lombardia nonché farmacista, ha evidenziato il valore sociale della farmacia come presidio di prossimità fondato sull’ascolto e sulla cura delle fragilità. È toccato poi a Emanuele Monti, presidente Commissione Welfare Regione Lombardia, richiamare l’urgenza di contrastare la povertà sanitaria – anche attraverso la nuova legge regionale lombarda – e la necessità di integrare salute ed economia per garantire sostenibilità e accesso equo alle cure. Infine, Gianluigi Pertusi, direttore della Business Unit Consumer Health Care di Chiesi Italia, ha sottolineato il contributo delle imprese, evidenziando l’impegno di Chiesi come società benefit nel generare valore sociale e nel rafforzare il ruolo della farmacia nelle comunità: «La nostra azienda da oltre dieci anni affianca Fondazione Rava, contribuendo ora anche all’Osservatorio Povertà Sanitaria del Banco Farmaceutico», e ha aggiunto che solo la collaborazione tra istituzioni, operatori del Terzo settore e una cultura condivisa della solidarietà possono rafforzare il ruolo sociale delle farmacie e garantire l’accesso alle cure a tutti.

Salute e disuguaglianze

Il convegno è poi proseguito con la lectio magistralis di Luca Pesenti, professore associato di Sociologia generale, Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha spiegato come la farmacia rappresenti un punto di contatto concreto tra sistema sanitario e vita quotidiana, in un’ottica in cui la salute va intesa come bene sociale e multidimensionale. Il professore ha sottolineato che «il sistema sanitario è oggi sotto pressione per invecchiamento, cronicità e sostenibilità economica, con una spesa che ha raggiunto i 185 miliardi nonché una quota privata elevata e in parte inefficiente». In questo contesto cresce la povertà sanitaria, legata alle disuguaglianze: le famiglie più fragili spendono meno per la salute e concentrano le risorse sui farmaci, riducendo prevenzione e altre cure. Da qui la necessità di un cambio di paradigma verso un “welfare mix” «che integri pubblico, privato e terzo settore, valorizzando un sistema sanitario solidale già esistente». In conclusione, Pesenti ha ribadito che «la salute è un bene comune e il farmacista, come presidio di prossimità, è chiamato a svolgere un ruolo chiave per una sanità più equa e inclusiva».

Dalla teoria all’azione

A seguire, l’intervento di Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia, che ha ribadito il principio guida “non lasciare indietro nessuno”, indicando come priorità «l’accesso alle cure per i più fragili attraverso la riduzione delle liste d’attesa e delle barriere economiche». L’assessore ha sottolineato il passaggio dall’analisi all’azione concreta grazie all’attuazione della legge regionale sulla povertà sanitaria, valorizzando il ruolo di farmacisti e terzo settore in una rete capace di ridurre sprechi e migliorare l’equità. In conclusione, ha rilanciato interventi operativi come il rafforzamento del progetto Arcturus – un articolato sistema sperimentale di servizi diffusi sul territorio rivolto alle persone che vivono in condizione di forte disagio – e l’avvio dell’Osservatorio, con l’obiettivo di costruire una collaborazione stabile tra pubblico e privato, orientata a risposte efficaci e durature per i bisogni di salute.

Welfare di prossimità

Lamberto Bertolé, assessore al welfare di Milano, nel suo videomessaggio ha sottolineato come «la sfida principale sia intercettare i bisogni e contrastare l’isolamento sociale, andando oltre la semplice erogazione di prestazioni». In questo quadro, l’assessore ha evidenziato il ruolo strategico delle farmacie come presidi di prossimità, capaci di orientare i cittadini e facilitare l’accesso ai servizi. Centrale anche il tema dell’aderenza terapeutica, su cui la collaborazione con i farmacisti può fare la differenza. Un’alleanza territoriale, quindi, per rendere il welfare più accessibile, vicino ed efficace.

La forza della rete

È stata poi la volta di Marcello Perego, vicepresidente del Banco farmaceutico, che ha illustrato numeri e metodo dell’associazione, capace, ha detto, «di sostenere oltre 2mila enti e più di 500mila persone grazie a una rete che coinvolge farmacie, aziende, volontari e istituzioni». Perego ha evidenziato l’efficacia del modello «che ha un alto valore generato rispetto alle risorse investite», e le principali attività: raccolta mirata, recupero dei farmaci validi e interventi anche internazionali, sempre orientati alla prossimità. In conclusione, ha ribadito il ruolo dell’Osservatorio sulla Povertà sanitaria come strumento operativo: «I dati nascono dall’azione sul campo e hanno reso visibile e misurabile la povertà sanitaria, base per interventi più mirati».

Il cuore del farmacista

In un videomessaggio, Andrea Mandelli, presidente Fofi, ha richiamato il valore umano e sociale della professione farmaceutica, sottolineando come «il “dono” del farmacista vada oltre il ruolo tecnico». Mandelli ha elogiato l’esperienza dei Farmacisti volontari per la Protezione Civile, di cui è presidente onorario, affermando che «è espressione di un impegno che prosegue anche fuori dalla farmacia, in collaborazione con il terzo settore. Un contributo che rafforza la dimensione di prossimità e racconta una professione capace di unire competenza e solidarietà».

L’impegno della farmacia sul territorio

Cuore del convegno è stata la tavola rotonda che ha visto la partecipazione di un nutrito panel di colleghi volontari coinvolti in diverse iniziative solidali. Dal confronto è emersa con forza la funzione sociale della farmacia e l’impegno quotidiano dei farmacisti nel supporto alle fragilità, tra prossimità, ascolto e intervento concreto sul territorio.

Anna Rosa Racca, presidente Federfarma Lombardia, ha ricordato la crescita del Banco Farmaceutico da iniziativa locale a rete nazionale e internazionale, sottolineando l’importanza dell’Osservatorio come evoluzione di questo percorso. Ha inoltre ribadito il ruolo centrale della farmacia, che «non è solo dispensazione del farmaco, ma presidio di prossimità che affianca anziani e fragili, con un’attenzione particolare alla prevenzione». Fondamentale per Racca la collaborazione con enti, aziende e volontari per sostenere concretamente chi è in difficoltà.

Enrica Bianchi, presidente nazionale dei Farmacisti Volontari per la Protezione civile, ha ricordato che «i Farmacisti Volontari sono nati con il terremoto dell’Aquila, un’esperienza che ha segnato profondamente il loro impegno umano e professionale», e oggi costituiscono una rete nazionale strutturata, integrata con la Protezione civile, pronta a intervenire nelle emergenze per garantire la continuità del servizio farmaceutico. Un’attività che unisce competenza e solidarietà, riconosciuta anche a livello internazionale come modello unico.

Emanuela Ambreck, fondatrice con Maria Vittoria Rava di In farmacia per i bambini – Fondazione Francesca Rava, ha raccontato la nascita e la crescita dell’iniziativa, avviata nel 2013 per valorizzare la responsabilità sociale del farmacista con un focus sui minori in difficoltà. La campagna, oggi diffusa in oltre 3mila farmacie e a supporto di più di 1.000 enti, raccoglie farmaci e prodotti pediatrici grazie a una rete di volontari, istituzioni e aziende (dal 2013 a oggi sono stati raccolti più di due milioni di prodotti). «Un progetto che, oltre alla raccolta annuale, ha generato nel tempo una rete stabile di solidarietà sul territorio. Operiamo anche con un corner farmaceutico a Baranzate, la periferia più multietnica d’Italia», ha ricordato Ambreck.

Ernesto De Amici, presidente Farmacisti Volontari per la Protezione Civile – sezione Lombardia, ha evidenziato le attività dell’associazione, tra impegno locale e coordinamento nazionale. Tra le iniziative principali, la collaborazione con Opera San Francesco, progetti con Croce Rossa e Federfarma su prevenzione e aderenza terapeutica, e attività di screening come quello sul diabete. «Nonostante una struttura ancora in crescita, l’obiettivo è rafforzare la presenza sul territorio, coniugando organizzazione e risposta concreta ai bisogni delle comunità», ha concluso.

Carlo Costantini, direttore sanitario Poliambulatorio Opera San Francesco per i poveri di Milano, ha ricordato l’evoluzione dell’Opera San Francesco, nata nel 1959 e oggi poliambulatorio con numerosi volontari, che offre cure gratuite a persone senza accesso al Servizio sanitario, soprattutto migranti e italiani in forte marginalità. Lo Sportello Farmaceutico, con due farmaciste dipendenti, cinque farmacisti volontari al banco e 17 volontari, nel 2023 ha gestito fino a oggi circa 50mila confezioni di farmaci, di cui l’80 per cento da donazioni e il 20 per cento acquistate. Costantini ha infine evidenziato la crescita della domanda, soprattutto per farmaci innovativi, benzodiazepine e metotrexato, spesso difficili da reperire. «Un presidio essenziale che risponde a bisogni sanitari complessi e in aumento», ha ribadito, rilanciando l’appello a coinvolgere più farmacisti volontari.

Da ultimo, Santo Barreca, farmacista volontario Caritas, ha richiamato il valore etico della professione farmacistica, sottolineando come accanto alla dimensione imprenditoriale resti centrale quella del “servire”: «Attraverso l’esperienza personale nel volontariato, è emersa l’importanza di riscoprire questo senso, soprattutto per le nuove generazioni. Il lavoro alla Caritas, anche in piccole realtà locali, mostra come la collaborazione tra persone diverse possa generare una forte ricchezza sociale, confermando che il servizio agli altri è parte fondamentale dell’identità del farmacista». Barreca ha suggerito di far fare il tirocinio agli studenti universitari anche nelle farmacie solidali, «perché lì si comprende davvero l’essenza della professione di farmacista, l’essere a servizio dei più fragili».

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