Farmacie di prossimità, gli italiani promuovono il modello
L'INDAGINE
Farmacie di prossimità, gli italiani promuovono il modello
Il rapporto Censis presentato a Roma conferma il ruolo della rete territoriale come presidio sanitario di prossimità. Ampio consenso anche per il passaggio di alcuni medicinali dalla distribuzione diretta ospedaliera alla dispensazione in farmacia, considerata più semplice e accessibile
12 marzo 2026
di Rossella Gemma
La farmacia è sempre più percepita come un presidio sanitario di prossimità e non soltanto come luogo di dispensazione dei farmaci. È quanto emerge dal rapporto “La farmacia nella sanità di prossimità. La dispensazione del farmaco nel nuovo modello di assistenza territoriale”, realizzato dal Censis con il supporto di Federfarma e presentato a Roma da Giorgio De Rita, Segretario generale Censis, e Chiara Ryan, Ricercatrice Area Consumi, mercato e welfare Censis, alla presenza – tra gli altri – di Marcello Gemmato, sottosegretario alla salute, Marco Cossolo, presidente Federfarma, Luigi D’Ambrosio Lettieri, vicepresidente Fofi, Alessandro Dabbene, vicesegretario nazionale Fimmg, Annalisa Mandorino di Cittadinanzattiva, e Gianni Petrosillo, presidente Sunifar.
Secondo l’indagine, il 76 per cento degli italiani considera la farmacia un presidio sociosanitario integrato nel Servizio sanitario nazionale, mentre l’85 per cento la identifica come un punto di riferimento per la sanità del territorio. Ancora più significativo è il dato relativo alla percezione complessiva del servizio: il 97,2 per cento dei cittadini considera la farmacia un presidio fondamentale per la comunità.
A incidere è soprattutto la capillarità della rete: per il 92,8 per cento degli intervistati la farmacia garantisce una presenza sanitaria continua e facilmente accessibile, elemento che assume un valore ancora maggiore nelle aree più periferiche. Non a caso, il 93 per cento degli italiani ritiene che nelle aree rurali la presenza delle farmacie sia essenziale, in particolare per anziani e persone con difficoltà di spostamento.
Uno dei punti centrali dell’indagine riguarda la dispensazione dei farmaci normalmente distribuiti attraverso ospedali e Asl. Il trasferimento della distribuzione verso le farmacie territoriali incontra un ampio consenso: oltre il 93 per cento degli italiani valuta positivamente questa modalità, perché consente di ridurre spostamenti, tempi di attesa e passaggi burocratici per i pazienti.
I risultati della ricerca, secondo il presidente di Federfarma Marco Cossolo, confermano una crescente consapevolezza da parte dei cittadini del ruolo svolto dalle farmacie nella sanità territoriale. «Gli italiani riconoscono la farmacia come un presidio sociosanitario di prossimità capace di portare farmaci e servizi vicino ai bisogni delle persone», ha osservato.
Un esempio concreto è rappresentato dal passaggio di alcuni farmaci antidiabetici dalla distribuzione diretta ospedaliera alla distribuzione convenzionata in farmacia. «Per molti pazienti, soprattutto cronici, significa poter ritirare la terapia direttamente nella farmacia sotto casa, con vantaggi evidenti in termini di accessibilità e minori spostamenti», ha spiegato Cossolo.
Dall’indagine emerge inoltre una richiesta di maggiore integrazione tra i professionisti della sanità territoriale. «I cittadini chiedono una collaborazione sempre più stretta tra medici di medicina generale e farmacisti, per rendere più efficace la presa in carico del paziente», ha aggiunto il presidente di Federfarma.
Il rafforzamento della rete territoriale e della farmacia di comunità rappresenta infatti uno degli elementi centrali nel processo di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria, con l’obiettivo di rendere i servizi più vicini ai cittadini e più facilmente accessibili.
A chiudere la conferenza di presentazione dell’indagine è stato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che ha indicato le prossime mosse del governo sul fronte della distribuzione dei medicinali. Dopo il passaggio alla distribuzione convenzionata di alcune classi di farmaci per il diabete, come gliptine e gliflozine, il ministero sta lavorando con l’Agenzia Italiana del Farmaco per ampliare ulteriormente il numero dei farmaci disponibili nelle farmacie territoriali.
«Entro la fine del mese individueremo nuove categorie di medicinali da trasferire dalla distribuzione per conto alla distribuzione convenzionata», ha spiegato Gemmato, sottolineando come l’obiettivo sia facilitare l’accesso alle terapie e migliorare l’aderenza ai trattamenti, soprattutto per i pazienti cronici. Il sottosegretario ha inoltre ricordato che il Governo sta lavorando anche al Testo unico sulla legislazione farmaceutica, un intervento di riordino normativo volto a semplificare e rendere più coerente il quadro delle regole del settore.

