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Farmacie protagoniste della sfida One Health

LA FORMAZIONE

Farmacie protagoniste della sfida One Health

Università Campus Bio-Medico di Roma

Un percorso formativo mette al centro i farmacisti per integrare nelle competenze salute, ambiente e impatto sociale. L’iniziativa, promossa dall’Università Campus Bio-Medico di Roma con il supporto non condizionante di Zambon, debutta nel 2026 con un programma Ecm dedicato

4 dicembre 2025

a cura della Redazione

Dal 2026 la sostenibilità entrerà in modo più strutturato nel lavoro quotidiano delle farmacie italiane. L’Università Campus Bio-Medico di Roma ha infatti presentato “From One Health to Open Health”, un nuovo programma formativo che mira a rafforzare il ruolo del farmacista nelle grandi sfide globali della salute. Il progetto, sviluppato con il supporto non condizionante di Zambon, punta a costruire una rete di farmacie capaci di coniugare benessere, tutela dell’ambiente e impatto sociale positivo, secondo la visione integrata del modello One Health.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la farmacia dei servizi non è più solo un presidio sanitario, ma un attore capace di influenzare comportamenti virtuosi nella popolazione. Oltre a fornire consulenza terapeutica, la farmacia è oggi chiamata a contribuire alla diffusione di pratiche sostenibili – dall’uso appropriato dei medicinali al corretto smaltimento dei farmaci scaduti – fino alla comunicazione efficace in tema di prevenzione, monitoraggio e stili di vita.

Secondo l’ateneo romano, la sfida consiste nell’integrare queste competenze nella quotidianità professionale, rendendo il farmacista un punto di riferimento attivo anche nell’ambito ambientale e sociale. Il programma intende quindi facilitare la nascita di iniziative e servizi ispirati ai principi della sostenibilità, mettendo le farmacie in condizione di orientare cittadini, pazienti e caregiver verso scelte informate e responsabili.

Strumenti adeguati per attività concrete

La cornice One Health – che sottolinea l’interdipendenza tra salute umana, animale e ambientale – è oggi riconosciuta a livello internazionale come un paradigma imprescindibile. L’International Pharmaceutical Federation (FIP) ha recentemente evidenziato come il cambiamento climatico rappresenti una minaccia crescente per la salute pubblica, ma anche come molti farmacisti non dispongano ancora di strumenti operativi chiari per agire in modo coerente. Da qui la necessità di percorsi formativi qualificati e condivisi, capaci di tradurre i principi teorici in attività concrete sul territorio.

Il progetto dell’Università Campus Bio-Medico vuole fornire una risposta a questa esigenza. Il percorso ECM prevede due webinar interattivi live (proposti in doppia edizione) e sette pillole formative da 30 minuti, fruibili tramite piattaforma e-learning. Una struttura pensata per garantire accessibilità e flessibilità, consentendo ai professionisti di apprendere senza interferire con la normale attività in farmacia. Il board scientifico dedicato accompagnerà i partecipanti nella costruzione di una propria roadmap verso la sostenibilità, utile per sviluppare nuovi servizi e modalità di relazione con la comunità.

Università e industria per lo stesso percorso etico

Con “From One Health to Open Health” la sostenibilità entra così nel cuore dell’evoluzione professionale del farmacista, chiamato a interpretare un ruolo sempre più proattivo. Una transizione che non riguarda solo la dimensione ambientale, ma l’intero modo di intendere la relazione con i cittadini e il territorio.

«La formazione dei farmacisti sul paradigma One Health riveste un ruolo cruciale», ha dichiarato Laura De Gara, delegata del Rettore per il Progetto One Health dell’Ateneo. «Questi professionisti possono contribuire in modo significativo a diffondere abitudini orientate al benessere individuale e alla tutela del pianeta». De Gara ha sottolineato come l’integrazione delle diverse competenze presenti nell’Università – dall’alimentazione alla medicina fino all’ingegneria – favorisca una visione sistemica, che il programma punta a trasferire ai professionisti del territorio.

Sul fronte dell’industria, Zambon vede nell’iniziativa un tassello coerente con il proprio percorso etico. «Ridare centralità alla salute elevandola a sistema integrato e interconnesso è una sfida che ci riguarda tutti», ha affermato Elena Zambon, presidente dell’azienda. Alla vigilia dei 120 anni dalla fondazione, la società ribadisce l’impegno verso un approccio responsabile al futuro, sostenuto dalla volontà di coinvolgere attivamente il maggior numero di attori della filiera. Una visione condivisa anche dal Ceo Giovanni Magnaghi, secondo cui il progetto rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra mondo accademico e impresa possa valorizzare la farmacia come presidio vicino ai bisogni sociali e ambientali del territorio. «Supportare i farmacisti nella preparazione sui temi della sostenibilità – ha affermato – significa rafforzare la capacità del settore di anticipare le esigenze emergenti della popolazione».

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