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Febbre in età pediatrica: attenzione agli antipiretici

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Febbre in età pediatrica: attenzione agli antipiretici

(c) freepik.com

In caso di scarso apporto d'acqua, con ibuprofene esiste un rischio renale da non sottovalutare: perché molti genitori lo preferiscono a paracetamolo?

Questa è una rubrica quindicinale che parla – da farmacista a farmacista – di aderenza terapeutica, che vuole trasmettere nozioni ma essere anche pratica, per poterne sfruttarne i consigli tutti i giorni al banco. Tutte le puntate qui

2 ottobre 2025

di Sergio Cattani,
farmacista e formatore
www.sergiocattani.it

Poco tempo fa, noi farmacisti abbiamo dovuto affrontare un periodo di scarsità di scorte di ibuprofene sciroppo, il Fans destinato all’uso pediatrico. Questa particolare circostanza ci ha dato l’occasione di indagare con maggior attenzione sull’uso che i genitori facevano di questo farmaco, svolgendo una volta di più il nostro ruolo di professionisti della salute. Ne sono emerse diverse sorprese.

La febbre e gli antipiretici

La febbre, specialmente nei bambini, è una delle motivazioni più frequenti per la richiesta di consulenza al banco della farmacia. Il razionale per l’intervento antipiretico non è l’eliminazione della piressia in sé, ma il miglioramento del comfort generale del paziente pediatrico. La febbre, quale risposta fisiologica a mediatori pirogeni, è un meccanismo che supporta l’eliminazione dell’agente patogeno e non è associata a rischio di danno neurologico permanente in bambini altrimenti sani. Gli antipiretici sono indicati quindi esclusivamente per mitigare il disagio percepito associato allo stato febbrile.

Il paracetamolo e l’ibuprofene sono gli agenti di prima scelta. La selezione tra i due deve essere guidata dall’età del paziente e dal suo profilo di rischio individuale. Entrambi gli agenti dimostrano una equivalente efficacia clinica nella riduzione della temperatura; pertanto, ci si deve concentrare sul profilo di rischio.

Ibuprofene e disidratazione

Nel periodo in cui mancavano sciroppi con ibuprofene, ci accorgemmo che molti genitori non prendevano neppure in considerazione l’utilizzo di paracetamolo sciroppo. Questo, tra l’altro, senza che il/la pediatra ne fosse a conoscenza, dal momento che si tratta di farmaci di libera vendita. Questa preferenza per ibuprofene è rischiosa, dal momento che esistono molte prove che suggeriscono attenzione sulla sua sicurezza nei bambini in condizioni di deplezione di volume (disidratazione), con particolare riferimento al potenziale sviluppo di insufficienza renale acuta (AKI, Acute Kidney Injury). Ricordiamo come molti bambini, quando sono ammalati, rifiutino cibi e bevande, aumentando i rischi renali.

AKI indotta da Fans

Il danno renale in presenza di disidratazione è spiegato dalla modulazione del flusso sanguigno renale (RBF) da parte delle prostaglandine (PG):

  1. Dipendenza dalle prostaglandine: in uno stato di ridotto volume circolante efficace (come nella disidratazione dovuta a ridotto apporto idrico, vomito o diarrea), la sintesi delle PG a livello renale aumenta in modo compensatorio. Queste PG mediano la vasodilatazione dell’arteriola preglomerulare, un meccanismo essenziale per mantenere l’RBF e la filtrazione glomerulare, proteggendo il rene dall’ischemia.
  2. Interferenza farmacologica: l’ibuprofene, come Fans, agisce inibendo la sintesi delle PG. Questo blocco della vasodilatazione mediata dalle PG riduce drasticamente l’RBF nella corteccia renale.
  3. Esito istologico: la conseguente ipoperfusione può portare a ischemia renale e, nei casi più gravi, a necrosi tubulare acuta, manifestandosi come AKI.

Raccomandazioni cliniche per il farmacista

Data l’associazione consistente tra ibuprofene, deplezione di volume e AKI, la raccomandazione clinica è di esercitare cautela nell’uso dell’ibuprofene in bambini che presentano segni di disidratazione (per esempio scarsa ingestione orale, vomito/diarrea prolungati) o in presenza di malattie complesse. Quando si valuta la somministrazione di un antipiretico a un bambino a rischio di disidratazione, il paracetamolo si configura come l’opzione più sicura, in quanto privo del meccanismo di inibizione renale delle prostaglandine. Il nostro ruolo è di identificare questi pazienti a rischio e indirizzare il caregiver verso l’opzione farmacologica con il profilo di sicurezza più appropriato. In ogni caso, alla dispensazione di ibuprofene sciroppo ai genitori, ricordare sempre l’importanza che il bambino si idrati con regolarità.

Key takeaways

  • Aiutare i genitori a focalizzare sul comfort, non sulla temperatura: suggerire l’antipiretico solo se il bambino manifesta disagio o sofferenza, non per abbassare la piressia in modo assoluto.
  • Valutare il rischio di disidratazione: chiedere sempre ai genitori se il bambino ha vomito, diarrea o scarso apporto orale.
  • Preferire il paracetamolo in caso di rischio AKI: in presenza di segni o rischio di disidratazione, indirizzare il caregiver verso il paracetamolo, che non ha il meccanismo di rischio di danno renale acuto (AKI) legato alla deplezione di volume.
  • Enfatizzare l’idratazione con ibuprofene: se viene dispensato ibuprofene, ricordare sempre l’assoluta importanza di garantire che il bambino si idrati con regolarità

Bibliografia minima:

Janice E. Sullivan, Henry C. Farrar, The section on clinical pharmacology and therapeutics, committee on drugs; Fever and Antipyretic Use in Children. Pediatrics March 2011;

Chiappini E, Bortone B, Galli L, de Martino M. Guidelines for the symptomatic management of fever in children: systematic review of the literature and quality appraisal with AGREE II. BMJ Open. 2017 Jul 31;

Misurac, Jason M. et al., Nonsteroidal Anti-Inflammatory Drugs are an important cause of Acute Kidney Injury in children. The Journal of Pediatrics, Volume 162, Issue 6, 1153 – 1159.e1

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