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Federfarma Servizi e Federfarma.Co: siamo la maglia della salute

LA CONVENTION

Federfarma Servizi e Federfarma.Co: siamo la maglia della salute

Decima convention congiunta a Bari: lo spirito mutualistico delle società di distribuzione intermedia di proprietà dei farmacisti è un prezioso pilastro per il Servizio sanitario

6 novembre 2025

di Laura Benfenati

La decima edizione della convention congiunta Federfarma Servizi – Federfarma.Co dal titolo “La maglia della salute” quest’anno si è tenuta a Bari, nella Puglia del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che in apertura ha sottolineato come le misure introdotte nella Finanziaria dello scorso anno a vantaggio della distribuzione intermedia saranno stabilizzate per l’anno prossimo nell’interesse di tutta la filiera.

«La misura dello 0,65 per cento per noi è una boccata di ossigeno», ha detto il presidente di Federfarma.Co Vittorino Losio. «La distribuzione intermedia è la maglia della salute del Paese, il solo mercato con le sue regole non consentirebbe il servizio farmaceutico in luoghi remoti». Losio ha sottolineato che la distribuzione intermedia garantisce continuità, sicurezza e prossimità, nessuna sanità territoriale potrebbe funzionare davvero senza una forte distribuzione intermedia del farmaco nelle mani dei farmacisti: «Chi governa la distribuzione, che è un pilastro dell’Ssn, governa una parte rilevante della salute del Paese, perciò questo comparto deve rimanere nelle mani dei farmacisti, non dei fondi e delle multinazionali. Oggi anche la più piccola farmacia può contare su una rete efficiente: non siamo solo un operatore economico ma un alleato strategico dello Stato. Federfarma.Co è la casa naturale dell’alleanza delle farmacie con le istituzioni e ne è garante». Tre le direttrici dell’azione futura: integrazione e innovazioni per processi più sostenibili; alleanze con le istituzioni; rafforzamento del ruolo delle cooperative.

Una rete di protezione

Il direttore di Federfarma.Co Fabio Mascherpa ha sottolineato quanto la società sia solida e nel 2024 abbia avuto un consuntivo di + 30 milioni (il 2025 è un anno particolare senza i ricavi di Unico nel bilancio) e costituisca una rete di protezione per i soci. Ha poi annunciato il Progetto pilota Piattaforma Logica per il 2026 per gestire in modo virtuale ciò che oggi viene fatto in modo fisico: Federfarma.Co diventa l’unico gateway di flussi informatici, grazie alla possibilità per le cooperative di aprire un “account Dafne” delegandone la gestione alla centrale. Federfarma.Co inoltra alle mandanti ordini a nome della consociata, destinando la merce direttamente verso i depositi.

Alessandro Rosso, head of marketing e private label di Federfarma.Co, ha raccontato invece che il fatturato del prodotto a marchio Profar è arrivato a 10 milioni: «In farmacia la marca privata vale solo il 3,6 per cento ma cresce dell’8 per cento. Tirano integratori e personal care. La percentuale di penetrazione Profar verso la marca privata per paniere è del 26 per cento nel parafarmaco, molto meno in autocura, igiene e bellezze e integratori, c’è ancora tanto lavoro da fare. La marca privata non tocca solo la leva del di prezzo ma rafforza l’identità di una farmacia ed è una finestra strategica di crescita».

Mirone: un patto tra società di farmacisti e farmacie indipendenti

Mercoledì mattina con grande commozione è stato ricordato, alla presenza della sua famiglia, Raffaello Recchia, che di Federfarma Servizi è stato consigliere, scomparso di recente a 60 anni. La moglie l’ha descritto curioso, bravo in ogni ambito della farmacia, attentissimo alla formazione e con una sensibilità politico-istituzionale non scontata. A Raffaello Recchia gli amici e colleghi di Federfarma Servizi dedicheranno un premio di 5.000 euro per neolaureati e laureandi in farmacia e Ctf che approfondiranno il ruolo della distribuzione e della farmacia come servizio pubblico.

Il presidente di Federfarma Servizi, Antonello Mirone, ha poi sottolineato con forza che la farmacia italiana si sta riservando un ruolo ben più roseo di quanto avrebbe avuto se fosse prevalsa la deriva commerciale. E ha raccontato i numeri di Federfarma Servizi in un anno:

– 10 milioni di consegne;

– 838 milioni di confezioni (farmaci, dispositivi medici, parafarmaci) recapitate;

– 138 milioni di chilometri percorsi.

«Le cooperative e le società di farmacisti sono caratterizzate da spirito mutualistico, raggiungono anche le farmacie nelle aree interne, come Roccaromana, 750 abitanti in provincia di Caserta, a 95 km dal sito di stoccaggio. Le aziende di Federfarma Servizi si riconoscono nella teoria del valore condiviso di Michael Porter, per il valore che un’impresa crea per la società in cui opera».

Mirone ha poi toccato un tema che gli è caro, quello delle catene di farmacie: «Hanno appena iniziato il loro cammino con un modello antagonista al nostro. Va rafforzato il patto tra le società di farmacisti e le farmacie indipendenti, i destini e le fortune delle prime sono strettamente connessi a quelli delle seconde, che non hanno futuro senza le società di farmacisti».

Voce alle istituzioni di categoria

I consueti dati di Iqvia sul mercato, un focus sulla serializzazione e sulle grandi novità che porterà nella filiera: molti i contenuti della convention di Federfarma Servizi, di cui vi daremo conto in specifici articoli sui prossimi numeri.

La giornata si è poi conclusa con una tavola rotonda che ha dato voce ai rappresentanti delle istituzioni di categoria. «Sono intimamente convinto dell’importanza della distribuzione intermedia gestita dai farmacisti, siamo in un momento in cui la farmacia sta passando dal cambiamento alla trasformazione che guarda al futuro», ha detto il presidente di Federfarma Marco Cossolo. «Oggi c’è a livello governativo una visione d’insieme volta a trasformare la farmacia da un punto di contatto con il Ssn a demoltiplicatore del Ssn, presidio in cui si dispensano farmaci, si erogano servizi, si prendono in carico i pazienti, vere e proprie case di comunità spoke in sinergia con le case di comunità hub istituite con il Pnrr». In questo scenario per Cossolo la distribuzione intermedia è società di scopo funzionale: «L’impresa gestita da farmacisti ha funzione di fare profitto, ma anche di essere di supporto all’attività della farmacia non solo nella dispensazione del farmaco, ma anche in attività di servizio e sociali».

Concorda il presidente di Assofarm Luca Pieri, che ha definito «eccezionale questa stagione della farmacia basata su rete, servizi e capillarità sul territorio».

Serve però far conoscere di più alla base della categoria quanto faccia la distribuzione intermedia, come ha sottolineato il vicepresidente della Fofi Luigi D’Ambrosio Lettieri: «Io credo che non ci sia contezza da parte dell’intera comunità professionale del ruolo fondamentale della distribuzione intermedia, che evolverà ulteriormente oltre l’approvvigionamento di merci, sintonizzandosi sull’evoluzione della farmacia».

Quanto la distribuzione intermedia di proprietà dei farmacisti sia preziosa per le piccole farmacie lo ha ricordato il presidente del Sunifar Gianni Petrosillo: «Dobbiamo preoccuparci di dare risposte alle nuove domande delle farmacie nelle aree interne, più sperdute, in cui non ci sono più i medici di medicina generale. Il modello della mutualità, della solidarietà di cui si è parlato oggi va declinato anche nei confronti di queste piccole farmacie in difficoltà, dobbiamo cercare modalità di aiuto e di supporto, usando strumenti di compensazione interna».

Partnership, nuovi servizi anche per esempio di supporto all’attività galenica: «La distribuzione intermedia dei farmacisti intercetta i bisogni reali della farmacia perché li conosce e porta valore aggiunto», ha detto Federica Faccitondo, tesoriere di Fenagifar. «Il miglior partner per noi è colui che ci restituisce tempo da dedicare alla professione».

Concetto ripreso da Antonello Mirone in chiusura di convention: «Vogliamo creare valore di filiera sempre di più, noi la maglia della salute non l’abbiamo mai tolta, saremo sempre al fianco delle farmacie indipendenti».

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