I farmaci omeopatici piacciono agli italiani
L’INDAGINE
I farmaci omeopatici piacciono agli italiani

Una ricerca commissionata da Omeoimprese conferma la fiducia dei nostri connazionali in questi medicinali, considerati sicuri e affidabili. Il consiglio del farmacista è determinante nella metà dei casi di acquisto
13 marzo 2025
di Claudio Buono
Nel nostro Paese, il 98 per cento della popolazione adulta (circa 49 milioni di persone) conosce i medicinali omeopatici, due italiani su tre (66 per cento, pari a circa 33 milioni di connazionali) afferma di averli acquistati almeno una volta nella vita, mentre a utilizzarli nell’ultimo anno sono state quasi 18,5 milioni di persone (37 per cento). È dunque un quadro positivo quello che emerge dall’indagine “Scenario e consumatori di medicinali omeopatici 2025” condotta dall’istituto di ricerca Eumetra per conto di Omeoimprese, l’associazione di categoria che riunisce le aziende del comparto in Italia. Obiettivo dello studio, analizzare il livello di consapevolezza e i comportamenti degli italiani riguardo ai medicinali omeopatici, mettendo in evidenza le loro percezioni e scelte di salute. A tale scopo sono state effettuate 900 interviste presso un campione rappresentativo della popolazione italiana (complessivamente oltre 1.400 adulti sopra i 18 anni) a cui si è aggiunto un sovracampionamento di altri 500 sondaggi, con lo scopo di analizzare più nel dettaglio quattro Regioni specifiche (Lombardia, Veneto, Toscana e Campania).
Chi la utilizza di più
I principali consumatori di medicinali omeopatici appartengono alla fascia d’età adulta che va dai 35 ai 55 anni (72 per cento), spesso sono genitori (71 per cento, a testimonianza di come l’omeopatia sia di frequente una scelta che coinvolge il benessere dell’intero nucleo familiare), risiedono prevalentemente nel Nord-Est e nel Centro Italia, con un picco in Toscana (75 per cento). Il target è più femminile che maschile (60 vs 40 per cento), trasversale per età e area geografica.
Gli elementi a favore
In linea generale, la ricerca ha evidenziato una percezione positiva dell’omeopatia, con alcuni fattori che si rivelano decisivi nel favorire questa scelta terapeutica. Tra i vari punti di forza riconosciuti ai medicinali omeopatici e che spingono al loro uso, il principale è il fatto di essere prodotti naturali (come riconosce il 54 per cento degli italiani), a cui fa seguito l’assenza di effetti collaterali e controindicazioni che ne rende sicura l’assunzione (secondo il 42 per cento degli utilizzatori).
Una terapia multitasking
Tra gli ambiti terapeutici per i quali si ricorre maggiormente all’omeopatia rientrano sintomi influenzali, raffreddore e mal di gola (33 per cento), insonnia e stress (28 per cento), rafforzamento del sistema immunitario (26 per cento), dolori muscolo-articolari (23 per cento), disturbi gastro-intestinali (20 per cento).
Omeopatici sempre più gettonati
Un dato particolarmente significativo, che evidenzia una maggiore penetrazione dell’omeopatia nel panorama delle scelte di cura degli italiani, emerge dal potenziale di crescita del settore omeopatico nel nostro Paese. Il 35 per cento di coloro che non hanno mai acquistato medicinali omeopatici si dichiara, infatti, comunque favorevole al loro utilizzo. Segno di un livello di fidelizzazione e fiducia nella terapia che si va consolidando.
La farmacia come punto di riferimento
L’indagine mette in luce il ruolo cruciale dei professionisti della salute nella diffusione dell’omeopatia. Dai risultati emerge infatti che, seppur nel 44 per cento dei casi chi ha acquistato medicinali omeopatici lo abbia fatto su prescrizione del proprio medico di medicina generale o del pediatra, il consiglio del farmacista al banco è risultato comunque determinante per il 52 per cento degli utilizzatori. Anche per quanto riguarda i canali d’acquisto, il 92 per cento degli utilizzatori continua a preferire quello fisico delle farmacie e parafarmacie sul territorio all’online, una scelta che testimonia la necessità di un confronto diretto con il professionista della salute e del valore di un consiglio competente al banco per questa tipologia di farmaci.
Occorre maggiore informazione
I dati indicano la necessità, da parte del 31 per cento del campione, di saperne di più in merito ai medicinali omeopatici, cifra che sale al 49 per cento tra gli utilizzatori negli ultimi sei mesi. Secondo gli intervistati, nel 54 per cento dei casi il medico di base è la figura più indicata a fornire queste informazioni, il 40 per cento riconosce questo ruolo al medico esperto in omeopatia, il 34 per cento allo specialista e il 39 per cento al farmacista. Gli italiani si aspetterebbero di ricevere queste informazioni anche dalle strutture sanitarie pubbliche (27 per cento) e dalle autorità sanitarie (26 per cento).
«La mancanza di indicazioni terapeutiche nelle confezioni e sul foglietto illustrativo delle specialità omeopatiche penalizza fortemente gli italiani che, dopo aver acquistato questi medicinali, si trovano spesso in difficoltà nel reperire le giuste indicazioni su posologia e ambiti di utilizzo», commenta Silvia Nencioni, presidente di Omeoimprese. «Da anni abbiamo un dialogo aperto con le Istituzioni e sono fiduciosa che riusciremo a sbloccare questa anomalia che, fra tutti i Paesi europei, riguarda solo l’Italia».