Il farmacista di domani
PHARMEVOLUTION 2026
Il farmacista di domani
Cresce la distanza tra i laureati in farmacia e la scelta della farmacia territoriale: a PharmEvolution si è delineato il futuro della professione partendo dall’evoluzione del corso di laurea
15 ottobre 2026
di Laura Benfenati
A PharmEvolution, la fiera della farmacia che Gioacchino Nicolosi e la sua bella squadra hanno creato a Catania e che ogni anno cresce, i giovani farmacisti di Fenagifar hanno parlato del futuro della professione nella farmacia territoriale partendo dall’evoluzione dei corsi di laurea.
Il convegno “L’università di oggi, il professionista di domani. Competenze a sistema per il futuro della farmacia”, moderato da Ludovico Baldessin, AD di iFarma Editore, è stato organizzato sabato mattina per affrontare il tema concreto della crescente distanza tra i laureati in Farmacia e la scelta della farmacia territoriale. Il presidente di Fenagifar Francesco Ferro Russo ha infatti raccontato che se nel 2010 i laureati occupati in farmacia a tre anni dal titolo erano il 72,8 per cento, nel 2024 il 48,1 per cento (dati Alma Laurea). «I laureati in Farmacia sono stati 4.600 nel 2025, ma il 77 per cento delle aziende fatica a trovare farmacisti (dato UnionCamere). Era il 73 per cento nel 2023. E meno laureati scelgono il territorio, più la carenza arriva in ogni farmacia», ha spiegato Ferro Russo.
L’evoluzione del corso di laurea
I corsi di laurea della classe LM-13 sono da poco passati al nuovo ordinamento abilitante, come ha sottolineato Rosario Pignatello del dipartimento di Scienze del farmaco e della salute dell’università di Catania. L’ultima grande riforma era stata nel 1990, quando il corso di laurea era passato a 5 anni, con l’obbligo di un semestre di tirocinio pratico professionale. Nel 2004, poi, con l’adozione dei CFU, Farmacia rifiutò l’adozione del 3+2, mantenendo la struttura a ciclo unico, definita nel 2009/2010: Laurea magistrale a ciclo unico. «Il DM n. 1147 del 10 ottobre 2022 ha ridisegnato i contenuti minimi della classe LM-13 per spostare l’asse formativo verso la farmacia dei servizi. Il piano di studi ha integrato nuove competenze legate alla sanità digitale, alla nutrizione, ai dispositivi medici e alla diagnostica di prima istanza. Il tirocinio semestrale (6 mesi, 30 CFU) è diventato un Tirocinio Pratico- Valutativo (TPV) interno al percorso di studi, con una prova pratica finale integrata nella discussione della tesi». Infine, ha spiegato il professore, il D.L.vo 3 febbraio 2026, n. 17 recepisce la Direttiva UE 2024/782 e il decreto aggiorna i requisiti minimi di formazione focalizzandosi sull’evoluzione tecnologica e scientifica della professione.
«I piani di studio delle università italiane dovranno ora obbligatoriamente garantire quote minime di insegnamento dedicate alla farmacia clinica, all’assistenza farmaceutica, alla sanità pubblica per la promozione della salute, nonché competenze specifiche nella collaborazione interprofessionale con medici e altri operatori sanitari», ha concluso Pignatello.
Un ponte indispensabile
Quanto sanno gli studenti della professione? Come possono scegliere, durante il corso di studio, quello che vorranno fare poi? Cosa possono conoscere della farmacia territoriale?
Il ponte tra università, professione e territorio, è costituito dall’associazionismo fin dagli anni di studio, dalle istituzioni madri (Ordine e sindacato) e da formazione e territorio, come ha spiegato Ginevra Giannantonio, vicepresidente di Fenagifar: «Il primo gradino sono i gruppi studenteschi universitari: un vivaio di futura classe dirigente, da riconoscere e sostenere».
Legge di bilancio, Ddl semplificazioni, deblistering, Testo unico della legislazione farmaceutica, Linee Agenas e Dm 77: il segretario della Federazione dei giovani farmacisti Federica Faccitondo ha raccontato i cambiamenti epocali che investono oggi il mondo farmacia e sottolineato che servono competenze nuove dall’università all’Ecm.
Un tour nelle università
In Francia l’attrattività del corso di laurea in farmacia, per esempio, non è casuale ma frutto di un’intensa attività formativa e divulgativa: nel 2022 erano 1.100 i posti vacanti a Farmacia, nel 2025 sono stati 200 come ha raccontato il tesoriere di Fenagifar Tommaso Emanuelli. Moltissimo coinvolgimento delle università, apertura delle passerelle per chi ha già una laurea, richiesta della prima scelta già all’inizio del percorso universitario – qui da noi molti si iscrivono a Farmacia per poi passare a Medicina dopo il semestre filtro – riserva dei posti a Farmacia dopo il primo anno unico per le professioni sanitarie. Quattro proposte che anche da noi aiuterebbero: «Andare nelle università e nelle scuole, accedere direttamente a Farmacia non come ripiego per Medicina, dedicarsi ai servizi già nel tirocinio, misurare ogni anno iscritti e posti scoperti».
