Il futuro del NHS passa anche dalla farmacia
LA PROFESSIONE
Il futuro del NHS passa anche dalla farmacia

“Fit for the future” è il nome del piano decennale presentato a luglio dal Governo inglese per la riforma del Servizio sanitario nazionale. Una riforma profonda anche sul piano culturale, nella quale i farmacisti giocano un ruolo di coprotagonisti
11 settembre 2025
di Cristiano Colalto,
farmacista
Il servizio sanitario nazionale inglese (Nhs) ha lanciato un piano decennale che potrebbe segnare una svolta storica per l’assistenza sanitaria nel Regno Unito. L’idea di fondo è semplice quanto ambiziosa: portare le cure dove vive la gente, riducendo la centralità degli ospedali e costruendo una rete di servizi di prossimità. E in questo scenario, per la prima volta in modo così deciso, entra anche il farmacista, non più solo come dispensatore di farmaci, ma come figura clinica a pieno titolo.
Il piano, intitolato “Fit for the future”, è stato presentato ufficialmente a inizio luglio 2025 dal Governo guidato da Keir Starmer. Prevede la creazione di circa 300 “Neighbourhood Health Centres” entro il 2035, veri e propri centri di salute di quartiere, aperti fino a 12 ore al giorno per sei giorni a settimana, in cui lavoreranno insieme medici di base, infermieri, farmacisti, operatori sociali, psicologi, consulenti per il lavoro e altri professionisti. L’obiettivo è offrire ai cittadini un punto di riferimento per la salute vicino a casa, accessibile, coordinato, continuo. In altre parole: rendere l’ospedale l’eccezione e non più la regola.
Ma cosa cambia davvero per i farmacisti?
Molto. Per la prima volta vengono esplicitamente inclusi nel disegno strategico dell’Nhs come membri stabili dei team multidisciplinari di assistenza primaria. Il loro ruolo non si limiterà più alla dispensazione di farmaci prescritti dal medico, ma si allargherà a compiti clinici veri e propri: screening per l’ipertensione, gestione dell’ipercolesterolemia, campagne vaccinali, supporto nella gestione delle malattie croniche, fino alla partecipazione attiva nella prevenzione e nella diagnosi precoce di patologie comuni.
Uno dei nodi più importanti riguarda l’accesso ai dati clinici. Oggi, molti farmacisti inglesi lamentano il fatto di non poter consultare in tempo reale la cartella clinica dei pazienti, una barriera che rende difficile un’assistenza realmente integrata. Il nuovo piano prevede di superare questa limitazione, offrendo a tutti i professionisti del team – farmacisti inclusi – l’accesso completo al fascicolo sanitario elettronico.
Percorsi formativi per affrontare la transizione
Il ruolo ampliato dei farmacisti nel Nhs è accompagnato da un’articolata offerta formativa promossa da enti pubblici e università. Il programma principale è il Primary care pharmacy education pathway (Pcpep), sviluppato da Health Education England in collaborazione con il Centre for Pharmacy postgraduate education (Cppe). Questo percorso, della durata di 18 mesi, è pensato per farmacisti che lavorano o desiderano lavorare nei team di assistenza primaria e include moduli su tecniche di consultazione clinica con i pazienti; farmacoterapia ottimizzata nelle condizioni croniche; revisione delle terapie; gestione dell’aderenza e della deprescrizione; preparazione alla prescrizione indipendente (Independent Prescribing, IP); utilizzo del fascicolo sanitario elettronico.
Parallelamente, sono disponibili corsi modulari on line offerti da e-Learning for Healthcare (Nhs e-LfH) che trattano argomenti fondamentali come il ruolo della farmacia nella primary care, il sistema contrattuale dell’Nhs, la gestione delle urgenze minori in comunità e l’interazione con i GP.
In questo senso il mondo accademico sembra stare a pari passo con l’evoluzione della professione: per esempio, l’Università di Liverpool “John Moores” propone un master in Clinical Pharmacy for Primary Care, part-time, articolato in tre livelli (PGCert, PGDip e MSc), con moduli dedicati a farmacologia clinica avanzata, presa in carico dei pazienti cronici, farmacogenomica e salute pubblica. Inoltre, l’Nhs England finanzia anche corsi di Prescrizione indipendente, accessibili ai farmacisti già operativi nel sistema sanitario che abbiano un mentore abilitato (Designated prescribing practitioner). Questi corsi, della durata di circa sei mesi, preparano i farmacisti a diagnosticare e prescrivere in autonomia per un ambito terapeutico definito.
La formazione è dunque un pilastro fondamentale di questa riforma. La visione del Governo è chiara: un farmacista clinico, integrato nei percorsi assistenziali, che lavora fianco a fianco con il medico e l’infermiere per offrire un servizio territoriale solido, moderno ed efficiente.
Una rivoluzione attesa e necessaria
La risposta del mondo farmaceutico è stata in generale positiva, ma non priva di riserve. Henry Gregg, direttore della National Pharmacy Association, ha sottolineato come le farmacie siano già al centro delle comunità, pronte a svolgere un ruolo più ampio. Anche Alison Jones, rappresentante del Pharmacists’ Defence Association, ha espresso apprezzamento, ma ha ricordato che tutto ciò sarà possibile solo se accompagnato da contratti adeguati, investimenti reali e una formazione mirata.
La Royal Pharmaceutical Society ha accolto con favore la visione sistemica del piano, ma ha messo in guardia su alcuni aspetti chiave: l’integrazione richiede tempo, e non può prescindere da una pianificazione attenta della forza lavoro, dall’ampliamento delle competenze e da infrastrutture moderne e digitali.
Nonostante le difficoltà, alcuni esempi concreti mostrano che il modello può funzionare. Nella zona di East Birmingham, per esempio, l’implementazione di team sanitari integrati ha portato a una riduzione del 30 per cento delle visite ai medici di base e del 14 per cento dei ricoveri ospedalieri, grazie a una presa in carico più tempestiva e capillare.
In definitiva, il piano decennale del Nhs è un segnale importante: riconosce che la salute non si cura solo in ospedale, e che la farmacia può – e deve – essere uno snodo chiave della sanità del futuro. Se l’Inghilterra riuscirà a concretizzare questa visione, potrebbe offrire un modello da osservare anche per altri Paesi europei, Italia inclusa.
Fonti
The Pharmaceutical Journal, “Nhs ten-year plan to include pharmacists in neighbourhood health teams”, 3 luglio 2025.
https://pharmaceutical-journal.com/article/news/nhs-ten-year-plan-to-include-pharmacists-in-neighbourhood-health-teams
The Guardian, “Starmer outlines plan to shift NHS care from hospitals to new health centres”, 2 luglio 2025.
https://www.theguardian.com/society/2025/jul/02/starmer-outlines-plan-to-shift-nhs-care-from-hospitals-to-new-health-centres
Hospital Pharmacy Europe, “How the NHS 10-year plan will affect pharmacy”
https://hospitalpharmacyeurope.com/news/how-the-nhs-10-year-plan-will-affect-pharmacy
Liverpool John Moores University, MSc Clinical Pharmacy for Primary Care
https://www.ljmu.ac.uk/study/courses/postgraduates/2025/36435-clinical-pharmacy-for-primary-care-and-community-pharmacy-msc
Health Education England (HEE), Primary Care Pharmacy Education Pathway
https://www.hee.nhs.uk/our-work/pharmacy/pharmacy-integration-fund
e-Learning for Healthcare, Pharmacy in Primary Care
https://www.e-lfh.org.uk/programmes/pharmacy-in-primary-care
CPSC, Independent Prescribing Training for Pharmacists
https://cpsc.org.uk/news/latest-cpsc-news/independent-prescribing-courses-2025-26-nhs-england-funded-training