Il saluto a Pierandrea Cicconetti
IL RICORDO
Il saluto a Pierandrea Cicconetti

Il collega e sodale Antonino Annetta racconta l’uomo oltre il professionista. Dalla generosità nel supportare la famiglia dell’autore durante difficili vicende burocratiche alla sua straordinaria capacità di oratore, alla sua energia e positività emerge il ritratto di un amico colto e di rara umanità
29 gennaio 2026
di Antonino Annetta
Prima ancora di ricordare le numerose attività che hanno caratterizzato l’attività professionale di Pierandrea – Piero per i familiari e gli amici – e di cui sono stato testimone diretto e spesso collaboratore (eventi, corsi di aggiornamento, seminari, congressi, articoli, libri…), voglio ricordare un episodio personale di tanti anni fa che racconta l’uomo prima che il farmacista.
Nel 1989 mia madre vinse, a seguito di pubblico concorso, una sede farmaceutica a Nettuno, paese confinante con Anzio, dove Piero era titolare della storica farmacia denominata Internazionale. Era il periodo in cui i concorsi venivano espletati molto lentamente e per sopperire alla carenza delle sedi farmaceutiche il legislatore promulgò l’insana norma della “gestione provvisoria”: il Sindaco poteva affidare le sedi senza alcuna selezione e senza alcun criterio professionale a un farmacista che aveva il compito di gestirle fino all’espletamento del relativo concorso. A questa norma si aggiunsero poi le famose “sanatorie”, che a ritmi regolari (ne ricordo almeno quattro ma furono sicuramente più numerose) il Parlamento italiano promulgava appunto per “sanare” le sedi provvisorie trasformandole in definitive. Si comprende bene, quindi, quanto la gestione delle sedi provvisorie fosse attraente per alcuni farmacisti, magari bene introdotti nella politica locale, in quanto consentiva molto spesso di ottenere la titolarità di una farmacia senza alcuna fatica e alcun titolo particolare.
In tale contesto normativo così particolare, mia madre ebbe la sfortuna di vincere la sede di Nettuno gestita in via provvisoria da un collega che attendeva speranzoso l’ennesima sanatoria. Roma dista da Nettuno circa una sessantina di chilometri, ma la mia famiglia era completamente estranea a quella realtà locale e in una situazione normativa così particolare ci trovammo ovviamente in difficoltà. L’unica persona che mio padre conosceva era il dottor Pierandrea Cicconetti: facevano parte della medesima cooperativa di farmacisti, denominata allora Farmauno, e spesso dopo le riunioni amavano conversare dei più disparati argomenti professionali. In quei primi mesi dall’apertura della farmacia di Nettuno, caratterizzati da una lunga guerra giudiziaria con il gestore provvisorio, che non si rassegnava a non essere stato sanato, Piero ci offrì tutta la sua disponibilità, che fu di conforto morale ma anche pratica, con la gestione della contabilità del magazzino al fine di quantificare l’indennità di avviamento.
Le qualità professionali di Piero, così come anche i numerosi incarichi ricoperti nelle varie organizzazioni di categoria, sono ben noti a tutti ed evidenziati da numerosi colleghi. Anche in questo mi piace ricordare alcuni episodi personali: eravamo mi pare nel 2003 o 2004 e avevamo organizzato in Federfarma un corso politematico di aggiornamento professionale. Tenevamo insieme una delle lezioni più interessanti che riguardava la terapia del dolore: io mi occupavo della parte farmacologica per circa un’ora e poi seguiva Piero con quella normativa. Il corso ebbe un tale successo che fu riproposto in almeno dieci edizioni: orbene, Piero era un oratore talmente piacevole e affascinante che, nonostante oramai conoscessi quasi ogni parola della sua lezione, mi trattenevo ogni volta, al termine del mio intervento, ad ascoltarlo. Alla fine del corso pubblicammo – insieme con il figlio Andrea – un volume dal titolo Gli stupefacenti in farmacia, che a seguito dei successi della prima edizione riproponemmo due anni dopo in versione aggiornata.
Diversi anni più tardi, durante una riunione del Direttivo della Società Farmaceutica del Mediterraneo Latino di cui Piero era attivissimo vicepresidente, mentre stavamo preparando insieme un poster sull’azione terapeutica delle acque minerali da presentare a FarmacistaPiù, aprì la borsa e con orgoglio e soddisfazione tirò fuori un piccolo volume di colore bianco e verde. «Te lo ricordi, Nino?», mi disse e lo girò dalla parte del titolo: era Sole e Salute, un opuscolo divulgativo che avevamo pubblicato insieme diversi anni prima, quando Piero coordinava la Commissione “Farmacisti oggi” in Federfarma, poi distribuito da tutte le farmacie italiane.
Quelli che ho citato sono solo alcuni dei tantissimi episodi che ho vissuto insieme a Piero e mi piace ricordarlo così, mentre coordina uno dei tanti gruppi di lavoro di cui faceva parte, sempre molto professionale, ricco di idee e iniziative e assolutamente disponibile ad ascoltare il parere di tutti, anche degli ultimi arrivati. Mi sembra ancora di sentirlo mentre si rivolge a me con una delle sue frasi più comuni: «Che ne dici Nino, la fai tu questa cosa?»…
L’Editore Ismaele Passoni, il direttore Laura Benfenati e tutta iFarma sono vicini al presidente di Federfarma Roma Andrea Cicconetti e alla sua famiglia in questo momento di dolore.