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In farmacia si fa prevenzione

L’INIZIATIVA

In farmacia si fa prevenzione

Farma & Wellness, Roma

Presentato dall’Ordine di Roma lo Sportello nutrizionale per il cittadino, un’iniziativa interdisciplinare che parte dai farmacisti romani ma potrebbe essere estesa a tutta Italia

10 luglio 2025

di Laura Benfenati

Nella splendida cornice del Castello di Torcrescenza a Roma è stato presentato lo Sportello nutrizionale per il cittadino realizzato dall’Ordine dei farmacisti di Roma grazie al supporto di Fenagifar e degli Ordini professionali delle figure sanitarie coinvolte. L’evento “Farma & Wellness – La salute nasce a tavola” e il lancio dell’iniziativa sono stati realizzati da Agifar, Futurpharma, MondoFarmacia e Utifar.

L’obesità costa oltre 13 miliardi all’anno alle casse dello Stato, tra costi diretti e costi indiretti, un bambino su quattro tra i sei e i dieci anni è in sovrappeso o obeso e la prevenzione nelle farmacie può fare la differenza. «L’obesità è una patologia multifattoriale, una pandemia silenziosa e per gestirla e prevenirla serve interdisciplinarità», ha dichiarato Vladimiro Grieco, presidente di Fenagifar. «Partiremo da un questionario per i cittadini dedicato ai corretti stili alimentari, elaborato congiuntamente da tutti i professionisti coinvolti e distribuito in tutte le farmacie aderenti all’iniziativa. Il questionario avrà il compito di far emergere eventuali comportamenti scorretti o fattori predisponenti al sovrappeso e all’obesità. Se emergeranno segnali di rischio o esigenze di approfondimento clinico, il farmacista – tramite un’app dedicata, in via di sviluppo – metterà in contatto il cittadino con il medico più vicino. Promuoveremo inoltre una campagna per le scuole, “Cibo che educa”, con incontri che partiranno in ottobre tenuti da farmacisti, medici, nutrizionisti e psicologi per avvicinare i giovani alla cultura del benessere alimentare. La prevenzione non è dichiarazione di intenti ma un’azione in rete quotidiana nelle farmacie».

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha sottolineato quanto poco si spenda oggi in prevenzione: «Noi finora abbiamo speso il 95 per cento del Fondo sanitario nazionale in cura e il 5 per cento in prevenzione. Il nostro ministero continua a investire in sanità, l’anno prossimo ci saranno 4 miliardi in più del Fondo sanitario nazionale e un aumento al 7 per cento della prevenzione. Farmacie e farmacisti sono sentinelle di prevenzione: mi auguro che questo vostro progetto sia esportato in tutta Italia».

In sinergia con le altre professioni

Giuseppe Guaglianone, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Roma, ha sottolineato quanto sarebbe utile che il progetto venisse ampliato con uno screening dell’obesità: «Tutti in questo contesto hanno cara la tutela dei pazienti. L’unico modo per garantire la sanità di prossimità al cittadino è lavorare in sinergia con le altre professioni, e il farmacista, forte della sua prossimità, con l’attività di screening può dare un contributo sostanziale».

Il rischio di isolamento del paziente con il proliferare di nuove abitudini d’acquisto è stato messo in luce da Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma: «La farmacia è rete di prossimità a favore del cittadino. Le pratiche di home delivery per farmaci e dispositivi medici, che si stanno diffondendo, comportano il rischio di isolamento del paziente. Questo progetto fa il contrario, porta il paziente in farmacia».

Non solo cura

Molto favorevole all’estensione dello Sportello nutrizionale a livello nazionale il presidente di Federfarma Marco Cossolo: «Grazie a chi ha valorizzato la farmacia come presidio sanitario e non come negozio. La sperimentazione della farmacia è giunta al capolinea, sono passati sei anni, meno della metà delle farmacie allora facevano i servizi, ora i due terzi. E non ci vengano a contestare la qualità di alcuni servizi: gli apparecchi sono tarati e garantiamo con timbro e firma i risultati».

«La funzione del farmacista come educatore sanitario è sancita dalla legge», ha aggiunto il presidente della Fofi Andrea Mandelli. «Le case di comunità non sono una soluzione, noi con il percorso universitario adattato ai tempi e la prossimità di una professione che non ha sabati e domeniche, siamo pronti ad aiutare il Servizio sanitario oltre che nella cura anche nella prevenzione».

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