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Integratori, farmacia sempre primo canale di acquisto

IL MERCATO

Integratori, farmacia sempre primo canale di acquisto

Cresce l’on line, ma conta molto la consulenza professionale di medici e farmacisti: i dati emersi da un’indagine di AstraRicerche per Integratori & Salute

19 marzo 2026

a cura della Redazione

Più di 8 italiani su 10 (85 per cento) hanno utilizzato integratori nell’ultimo anno e uno su tre li assume regolarmente tutti i mesi. Mentre una parte (17 per cento) lo fa per esigenze specifiche, solo il 15 per cento dei nostri connazionali non li ha mai usati. In ogni caso, si tratta di un’esperienza d’uso che viene considerata pienamente positiva: quasi 8 su 10 ritengono che gli integratori abbiano migliorato il proprio benessere.

Sono questi alcuni dei punti chiave dell’indagine “Italiani e Integratori alimentari” realizzata da AstraRicerche per conto di Integratori & Salute. Tra le tipologie di integratori più diffuse, troviamo in testa quelli per le difese immunitarie (39 per cento) e per l’energia fisica (37 per cento), seguiti dagli integratori per bisogni più specifici, come aiuto per le ossa, supporto alla dieta, bellezza, intestino. Anche quelli per sonno, stress o umore (18 per cento) e concentrazione (16 per cento) raccolgono una buona fetta di mercato.

L’acquisto non è di impulso

«Come emerge dalla ricerca, gli italiani mostrano una crescente fiducia verso gli integratori alimentari», afferma Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute. «Non si tratta di un acquisto impulsivo, ma di un utilizzo fatto con frequenza e metodo, basato sulla percezione di un reale giovamento per il benessere fisiologico e il miglioramento della qualità della vita. Gli italiani hanno compreso che l’integrazione, se inserita in uno stile di vita corretto e supportata dal parere di medici e farmacisti, è un investimento sulla longevità attiva. Il nostro impegno come associazione è da un lato continuare a investire in ricerca scientifica e innovazione nelle formulazioni per garantire prodotti sempre più efficaci e specifici; dall’altro, promuovere una corretta cultura di prodotto per abbattere i luoghi comuni che ancora ci sono».

Il consiglio di medici e farmacisti

La farmacia rimane il luogo di elezione per l’acquisto di integratori alimentari per il 61 per cento degli italiani. L’on line segue a distanza, con il 33 per cento, segno che la consulenza professionale conta ancora molto. Gli acquisti sul web superano comunque quelli effettuati presso la Gdo, che si piazzano al terzo gradino del podio con 21,5 per cento.

Il consiglio su quali integratori assumere arriva per due utilizzatori su tre (65 per cento) da medici e farmacisti, che rappresentano le figure professionali più influenti sull’acquisto. Solo un italiano su tre (34 per cento) è solito seguire il “fai da te”. Per approfondire la conoscenza di questi prodotti, i nostri connazionali seguono in primis medici (41 per cento) e farmacisti (40 per cento).  Ma anche i canali digitali stanno acquistando un ruolo importante, in particolare per la Gen Z e i Millennials. Tra questi, spiccano la ricerca attiva su Google (22 per cento) e i siti web dei produttori (12,5 per cento); marginali risultano, invece, i social network (8 per cento) e gli influencers (5 per cento).

«Se la farmacia è un punto di riferimento per il consumatore è perché il cittadino riconosce nel professionista della salute un importante filtro di attendibilità», prosegue Scarpa. «Occorre continuare a investire nella formazione, in quanto la qualità del prodotto deve sempre camminare di pari passo con la qualità del consiglio. Il farmacista deve conoscere la biochimica dell’integratore, essere in grado di spiegare il concetto di biodisponibilità e suggerire il momento migliore della giornata per l’assunzione: solo così si combatte la disinformazione, anche del web».

Luoghi comuni e fake news

Spesso, quando si parla di integratori alimentari, ci si imbatte in luoghi comuni, fake news, o informazioni incomplete. Le più ricorrenti sono che “curano” le malattie, si prestano tranquillamente a un uso “fai da te”, “sono come i farmaci”. E poi ancora: sono solo “palliativi”; “non servono a nulla” o – di contro – sono “elisir miracolosi di lunga vita”.

Dall’indagine realizzata da AstraRicerche emerge che i nostri connazionali legano l’utilizzo degli integratori al mantenimento del benessere generale e sono d’accordo con il fatto che questi prodotti servono a sostenere la salute generale (42 per cento), aumentare l’energia (34 per cento) e aiutare il sistema immunitario (33 per cento). Tuttavia, su altre questioni c’è ancora molto da fare per diffondere una corretta informazione.  Per esempio, solo 4 italiani su 10 (40 per cento) sanno – correttamente – che nessun integratore richiede una prescrizione. Mentre poco più della metà (51 per cento), crede – erroneamente – che sia necessaria la ricetta di un medico almeno per alcuni di essi.

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