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Integratori, un settore in salute

IL MERCATO

Integratori, un settore in salute

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(c) freepik.com

Un mercato nettamente in crescita, con le farmacie e parafarmacie come principale canale distributivo. Ma per Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute, il comparto va tutelato e normato a livello europeo, per permettere alle aziende di innovare in un contesto dotato di regole coerenti

18 settembre 2025

di Stefania Cifani

Con un mercato a valori di oltre 4 miliardi di euro per il 2023, si stima che il settore integratori abbia generato 4.626 milioni di euro di Pil e un gettito annuo pari a 1.099 milioni di euro. Un settore in salute, con un deciso sguardo alla sostenibilità e all’occupazione femminile, se si considera che nel comparto le donne rappresentano il 50 per cento dell’intera forza lavoro, a fronte di una media nazionale del 42 per cento.

Integratori & Salute, l’associazione di riferimento per il settore degli integratori alimentari in Italia e parte di Unione Italiana Food, con il supporto tecnico e metodologico di PwC Italia, ha dato vita a una inedita analisi sugli impatti socioeconomici che il settore degli integratori alimentari ha contribuito a generare per il sistema Paese nell’anno 2023, realizzata sulla base dell’elaborazione dei dati di bilancio delle oltre 15.000 società di capitali italiane attive nei canali farmacia, parafarmacia e Gdo e di quelli delle aziende italiane associate a Uif che producono e/o distribuiscono integratori in Italia e all’estero.

 Le farmacie primo canale di vendita

Farmacie e parafarmacie si confermano i principali canali di vendita per gli integratori, meno importanti le vendite on line e il canale Gdo. Afferma Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute: «In generale la farmacia rimane il punto di riferimento privilegiato per l’acquisto di integratori alimentari, a dimostrazione di un consumo consapevole, guidato dai professionisti della salute: più dell’80 per cento dei prodotti sono acquistati in questi canali. Soprattutto per alcune categorie di prodotti il consiglio del farmacista resta fondamentale, mentre l’e-commerce è un tipo di modalità di acquisto più recente».

A una seconda survey dal titolo “La voce delle aziende: un’indagine delle loro prospettive ed esigenze”, realizzata sempre da Integratori & Salute con il supporto tecnico e metodologico di PwC Italia, hanno partecipato 50 realtà aderenti all’Associazione, di diverse dimensioni e ambiti di business; emerge che tra gli integratori più proposti dalle aziende al primo posto ci sono vitamine e sali minerali (82 per cento) seguiti da probiotici (80 per cento), integratori per la funzione immunitaria (80 per cento) e per la regolarità intestinale (76 per cento).

Aziende competitive, ma serve un miglior contesto legislativo

Le aziende coinvolte nella survey sono per la maggior parte (60 per cento) operanti in Italia. Il settore presenta una grande impronta innovativa: l’86 per cento delle aziende possiede un’unità di Ricerca e sviluppo e otto aziende su dieci hanno attivato collaborazioni di ricerca con enti specifici o con il mondo accademico. Per il futuro, emerge dalla survey, gli investimenti saranno sempre più orientati a individuare nuove formulazioni di integratori alimentari (84 per cento), alla digitalizzazione dei processi aziendali (68 per cento), alla formazione e allo sviluppo del personale (62 per cento) e all’espansione della distribuzione (48 per cento).

«Il mercato integratori cresce a un ritmo del 6-8 per cento annuo. Dal punto di vista produttivo e operativo – spiega Scarpa – oltre che per la creazione di nuovi prodotti, l’Italia è il primo mercato in Europa, con aziende all’avanguardia e riconosciute a livello internazionale». Ma, sottolinea, «la preoccupazione per il futuro è che le aziende europee, a causa di leggi restrittive, possano essere di fatto sorpassate da aziende di altri Paesi come Usa, Cina, Australia. Il comparto andrebbe tutelato: serve una legislazione ad hoc, a livello europeo, che permetta alle aziende di innovare in un contesto dotato di regole coerenti e omogenee, diverso dall’attuale, nel quale spesso le imprese si devono confrontare con modalità di giudizio soggette a frequenti cambiamenti, e quindi con risultati incerti rispetto alle attività di investimento».

Impatto favorevole sul Ssn

Secondo Scarpa la diffusione dell’utilizzo degli integratori, oltre che a generare ricchezza «può rappresentare una risorsa per i sistemi sanitari nazionali come strumento di prevenzione primaria. In questa direzione va uno dei risultati di una indagine passata, che evidenzia come la fascia dei giovani di età 25-30 anni si sia affacciata a questo mercato, con consumi che riguardano solitamente di più adulti o anziani. Un segnale di una diversa attenzione alla salute e alla prevenzione».

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