Intolleranze alimentari, on line il nuovo hub informativo
L'INIZIATIVA
Intolleranze alimentari, on line il nuovo hub informativo

EG STADA lancia stopintolleranze.it, un portale dedicato a lattosio, istamina e glutine. Il progetto punta su contenuti autorevoli, orientamento alla diagnosi corretta e strumenti pratici, comprese ricette e consigli, per supportare la gestione quotidiana del disturbo
26 febbraio 2026
a cura della Redazione
Si chiama stopintolleranze.it ed è il nuovo progetto digitale con cui EG STADA Group amplia il proprio impegno nell’area della salute e del benessere quotidiano. Il sito nasce con un obiettivo preciso: offrire a chi sospetta o convive con un’intolleranza alimentare un punto di riferimento affidabile, capace di coniugare rigore informativo e fruibilità.
Le intolleranze alimentari rappresentano un tema sempre più presente nella pratica quotidiana, anche al banco. Disturbi gastrointestinali ricorrenti, cefalea, gonfiore, malessere diffuso: sintomi che incidono sulla qualità di vita e spingono molte persone a rivedere in autonomia la propria alimentazione, talvolta senza un corretto inquadramento clinico. In questo contesto, la piattaforma si propone come strumento di educazione e orientamento, con l’intento di contrastare semplificazioni e falsi miti.
Il portale è strutturato in tre macroaree tematiche, ciascuna dedicata a una delle intolleranze più diffuse – lattosio, istamina e glutine. Ogni sezione affronta in modo chiaro e puntuale che cos’è l’intolleranza, quali sono i sintomi più comuni, quali differenze esistono rispetto alle allergie alimentari e a quali professionisti sanitari rivolgersi per arrivare a una diagnosi corretta. L’accento è posto sull’importanza di un percorso guidato, evitando autodiagnosi e restrizioni non necessarie.
Accanto ai contenuti informativi trovano spazio strumenti pratici per la quotidianità: una sezione dedicata alle ricette propone soluzioni adattabili alle diverse esigenze, accompagnate da consigli utili per gestire la preparazione dei pasti senza rinunciare al gusto. L’obiettivo è trasformare la gestione dell’intolleranza in un percorso sostenibile nel tempo, non solo in un elenco di divieti.