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Ipertensione, aderenza a rischio

LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE

Ipertensione, aderenza a rischio

(c) freepik.com

Se nella puntata precedente abbiamo parlato di come si effettua una corretta misurazione della pressione, oggi ci concentriamo sulla terapia farmacologica, mettendo ordine nelle occorrenze principali e nei consigli da dispensare assieme ai farmaci

Questa è una rubrica quindicinale che parla – da farmacista a farmacista – di aderenza terapeutica, che vuole trasmettere nozioni ma essere anche pratica, per poterne sfruttarne i consigli tutti i giorni al banco. Tutte le puntate qui

22 maggio 2025

di Sergio Cattani,
farmacista e formatore
www.sergiocattani.it

Il 17 maggio di ogni anno è la giornata dedicata all’ipertensione. Per questo motivo, in prossimità di questa data ho scelto di parlare di questa importante patologia, che vede il farmacista in prima linea per prevenzione, terapia e aumento dell’aderenza.

Secondo il rapporto OsMed 2024, le persone con un’alta aderenza alla terapia in campo ipertensivo sono il 52 per cento del totale. La bassa aderenza tende ad aumentare con l’età (25 per cento oltre gli 85 anni), con performance peggiori delle femmine rispetto ai maschi. La percentuale dei soggetti persistenti si riduce al crescere del tempo di osservazione: dal 52,3 per cento a 12 mesi dall’inizio del trattamento al 45,4 per cento a 24 mesi e al 33,3 per cento a 36 mesi dall’inizio del trattamento. A 36 mesi, i maschi sono maggiormente persistenti delle femmine, probabilmente per la presenza di caregiver più attenti al mantenimento della terapia.

La terapia farmacologica

Mentre due settimane fa abbiamo parlato di come si effettua una corretta misurazione della pressione, secondo la letteratura e le linee guida, oggi analizziamo la terapia dell’ipertensione e gli aspetti sui quali occorre focalizzarsi per aumentare l’aderenza.
Il farmacista deve educare il paziente su tre aspetti principali:

  • reazioni avverse: come riconoscerle, prevenirle, trattarle, poiché gli effetti collaterali dei farmaci antipertensivi sono comuni e possono scoraggiare l’adesione;
  • risposta del farmaco: aiutare a pazientare in attesa dell’effetto, in quanto la probabilità di non aderenza è maggiore se si è verificata una scarsa risposta terapeutica;
  • problematiche eventuali: come gestire dimenticanze, malattie ecc.

Reazioni avverse

Partiamo dagli effetti collaterali: vediamo quali sono i principali per ogni classe terapeutica, assieme a consigli utili da utilizzare al banco al momento della dispensazione:

  • Diuretici tiazidici (idroclorotiazide, clortalidone, indapamide): iperuricemia, iponatremia, ipomagnesemia, ipokalemia, iperglicemia, fototossicità. Consigli utili: bere molto, fare monitoraggio sangue/urine annuale e usare spesso filtro solare.
  • ACE-inibitori (ramipril, perindopril, enalapril, quinopril ecc.): iperkalemia, mal di testa, ipotensione, angioedema, tosse. Consigli utili: attenzione ad alzarsi da sedia/letto (soprattutto all’inizio), evitare integratori di potassio e riferire sintomi tussivi prolungati.
  • Sartani (olmesartan, irbesartan): ipotensione, problemi intestinali (olmesartan), iperkalemia. Consigli utili: attenzione ad alzarsi da sedia/letto (soprattutto all’inizio), evitare integratori di potassio e riferire sintomi intestinali prolungati.
  • Calcioantagonisti (amlodipina, felodipina, lercanidipina): edema malleolare, vertigini, mal di testa, vampate, nausea, stanchezza. Consigli utili: bere molto, camminare e riferire gonfiore alle gambe prolungato, evitare succo di pompelmo e riferire se prescritti macrolidi e itraconazolo (pericolo ipotensione).
  • Betabloccanti (bisoprololo, atenololo, metoprololo): vertigini, bradicardia, ipotensione. Consigli utili: monitorare regolarmente la pressione, riferire bradicardia prolungata e fare attenzione quando ci si alza da sedia/letto.

Risposta al farmaco

“Quando comincia a fare effetto?”: in generale, dai primi giorni (ACEinibitori) a due settimane (calcioantagonisti). Risposta in sintesi: a seconda del farmaco; in linea di massima, senza reazioni avverse sensibili, occorre aspettare almeno una settimana.

Problematiche e imprevisti

“E se mi dimentico?”: la gestione delle dimenticanze per questa classe di farmaci è generalmente semplice. Risposta in sintesi: mai prendere dose doppia. Appena si riscontra la dimenticanza, misurare la pressione. Eventualmente assumere la dose dimenticata a meno di 12 ore dalla prossima.

“E se mi ammalo?”: gli antipertensivi sono dei farmaci piuttosto facili da gestire, è sufficiente monitorare la pressione arteriosa per capire se fanno l’effetto terapeutico atteso, oppure se hanno un effetto minore (pressione alta) o maggiore (pressione bassa). Quando si è ammalati e magari a letto, la pressione arteriosa è generalmente più bassa. Inoltre, la mancata idratazione può peggiorare gli effetti avversi renali di questi farmaci. Risposta in sintesi: in questi casi, le sick day rules emanate da diversi organizzazioni invitano a sospendere il farmaco.

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