La casa di prossimità della salute italiana
PHARMEVOLUTION 2025
La casa di prossimità della salute italiana

Alla fiera di Catania la parola chiave è stata “collaborazione”: intergenerazionale e di filiera per una farmacia sempre più centrale nella sanità. Cossolo: «Dobbiamo gestire questa trasformazione con un cambio di visione che coinvolga tutti i colleghi»
16 ottobre 2025
di Laura Benfenati
“Insieme”: è questa la parola simbolo di PharmEvolution 2025, la manifestazione ideata da Gioacchino Nicolosi e Federfarma Catania che ogni anno riunisce in Sicilia il mondo della farmacia italiana. Un concetto che diventa visione: solo lavorando insieme, tra generazioni e protagonisti della filiera, si potrà costruire il futuro.
Lo abbiamo raccontato all’evento del sabato mattina dedicato all’edizione 2025 di Numbers, in cui è stata protagonista la multigenerazionalità ma si è discusso anche di rapporti della farmacia con l’industria e con la distribuzione intermedia. E se ne è poi parlato al convegno “Stabilizzazione della Farmacia dei servizi come punto di accesso al Servizio sanitario nazionale”, organizzato da Federfarma al pomeriggio, a cui hanno partecipato Ornella Barra e il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. «Il 2026 sarà l’anno della stabilizzazione dei nuovi servizi, perché si concluderà la fase di sperimentazione», ha dichiarato Gioacchino Nicolosi. «Il sindacato e il Governo stanno facendo la loro parte, ma tutti devono contribuire: serve lavorare sui livelli organizzativi, sulla comunicazione e soprattutto su un cambiamento culturale. Dobbiamo imparare a collaborare di più con gli altri professionisti sanitari».
Punto di riferimento in Europa
Ospite d’onore al convegno Federfarma è stata Ornella Barra, Chief executive officer di The Boots Group, che ha ribadito con forza il valore del presidio farmacia in un contesto macroeconomico globale in profonda trasformazione: «La farmacia italiana può essere fiera dei passi fatti sul fronte dei servizi ma non possiamo prescindere da ciò che accade in America: per ora i nostri farmaci sono esenti dai dazi, ma potrebbero arrivare tassazioni fino al 100 per cento per le aziende che non hanno in America un sito produttivo». Barra ha sottolineato che in ambito europeo la farmacia italiana è sicuramente più avanti delle altre e il nostro Paese, grazie al suo Servizio sanitario nazionale, mantiene un modello di sanità di prossimità e di accessibilità ai servizi che molti Paesi europei guardano con invidia: «In Francia si fanno tutti i vaccini e il farmacista partecipa nelle cure oncologiche, ma le farmacie soffrono. In Germania la ricetta elettronica è realtà e si remunerano molti servizi ma la risposta dei cittadini è stata inferiore alle attese e negli ultimi anni hanno chiuso 4.000 farmacie. In Inghilterra, pur con molti servizi in farmacia, ci sono milioni di persone in lista d’attesa. Come farmacisti italiani, e io mi sento tale – ha precisato Barra – abbiamo raggiunto un buon livello, siamo un punto di riferimento a livello europeo ma dobbiamo continuare: cambiare vuol dire evolvere ed evolvere vuol dire vita».
In Spagna tanti servizi ma non remunerati
Interessante il confronto con la “Federfarma” spagnola: ospite al convegno c’era il presidente della Federazione imprenditoriale dei farmacisti spagnoli (Fefe), Luis María De Palacio Guerrero: «Guardiamo con invidia alla farmacia italiana, perché ha finalmente quel giusto riconoscimento dal Governo che in Spagna manca».
Le farmacie in Spagna sono 22.281, una ogni 2.161 abitanti, con 26 miliardi di euro di fatturato globale. C’è una farmacia sempre a meno di dieci minuti da ogni cittadino, ma non tutte hanno la stessa forza economica: 11.000 farmacie non superano i 500.000 euro di fatturato annuo. «Il sistema spagnolo sta puntando sui servizi professionali gratuiti, come la dispensazione, la consulenza per l’aderenza terapeutica e il deblistering, ma soffre una grave crisi della medicina di base, con carenza di medici e infermieri», ha detto De Palacio Guerrero. «Le farmacie spagnole erogano servizi ma non sono rimborsate, perciò è difficile che i servizi siano generalizzati e sostenibili. Io mi auguro che, com’è avvenuto in Italia, il Governo inizi a investire e a credere nelle farmacie. Grazie alla loro rete si potrebbero risparmiare fino a 10 miliardi di euro solo migliorando l’aderenza terapeutica».
La trasformazione oltre al cambiamento
Nel suo intervento, Marco Cossolo, presidente di Federfarma, ha ripercorso il lavoro svolto in questi ultimi anni: dal sostegno alle rurali all’avvio della sperimentazione della farmacia dei servizi, alla possibilità di effettuare tutti i vaccini in farmacia, misura all’esame del Parlamento: «Quando abbiamo iniziato, c’erano 600 farmacie in crisi. Abbiamo lavorato per correggere inefficienze, alzare i tetti dei rurali, avviare la sperimentazione dei servizi, arrivare a una nuova remunerazione delle farmacie, firmare la nuova convenzione. Ora dobbiamo andare oltre: serve un cambio di visione, dobbiamo gestire la trasformazione, non solo il cambiamento. Abbiamo la possibilità di immaginare il futuro, abbiamo cambiato la nostra mission, va cambiata la vision. Come Federfarma dobbiamo guidare il processo, pianificare e garantire il futuro ai nostri figli: la farmacia diventerà la casa della prossimità della salute italiana».
E per “mettere a terra” questo modello è necessaria una formazione dei farmacisti più multidisciplinare e al passo con i tempi, come ha sottolineato il segretario della Fofi Maurizio Pace, nonché strategie di filiera che non lascino indietro i soggetti più deboli, come i distributori intermedi, come ricordato dal presidente di Federfarma Servizi Antonello Mirone.
Alzare l’asticella
La farmacia dei servizi, del resto, è una misura che viene richiesta dai cittadini: lo ha ribadito il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, a cui è stata più volte tributata una standing ovation dai colleghi: «Difendendo la farmacia italiana il Governo difende la salute del cittadino. In forza della pianta organica le farmacie sono presenti sul territorio e chi governa non può non tenere conto di questo. C’è una grande attenzione nei confronti delle farmacie: tutte le professionalità, anche quella del farmacista, devono essere sfruttate per rendere la sanità territoriale migliore. Con il Decreto Semplificazioni che diventerà legge potremo fare tutti i vaccini in farmacia e la ricetta per le terapie dei cronici varrà un anno. Stiamo cercando di cambiare radicalmente l’idea di farmacia, con provvedimenti che ne rivedano il futuro stesso. Insieme a voi stiamo alzando l’asticella. Ora siete voi che dovete tenere il passo rispetto a questa accelerazione, che potrà avere orizzonti fino a ieri insperati».


