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La farmacia solidale a Milano

LA SOLIDARIETÀ

La farmacia solidale a Milano

Fra Marcello Longhi, direttore di Osf
Fra Marcello Longhi, direttore di Osf

A settembre parte la collaborazione dei farmacisti volontari lombardi con l’Opera San Francesco per i Poveri, con attività di supporto in magazzino e di dispensazione allo sportello farmaci

3 luglio 2025

a cura della Redazione

La bella farmacia si è potuta toccare con mano un venerdì pomeriggio all’incontro on line organizzato dall’Associazione farmacisti volontari della Lombardia moderato da Luigi Congi, segretario dell’associazione e consigliere dell’Ordine dei farmacisti di Milano, Lodi, Monza Brianza, con Opera San Francesco per i Poveri (Osf) di Milano, per avviare l’attività di volontariato presso lo Sportello distribuzione farmaci dell’organizzazione. Molto coinvolti i più di 30 farmacisti presenti, tante le domande e le indicazioni operative per avviare la collaborazione. «Ben venga l’aiuto dei farmacisti nelle iniziative di volontariato. L’attenzione alla cura, che passa anche dall’attività dispensazione dei medicinali, è un aspetto insito nella professione di farmacista ed esprime il senso profondo del nostro essere al servizio della salute delle persone», ha esordito il presidente della Fofi Andrea Mandelli. «Siamo orgogliosi del contributo offerto dalle colleghe e dai colleghi dell’Associazione volontari per la protezione civile, che hanno scolpito nel cuore il valore della solidarietà e hanno scelto di mettersi dalla parte di chi ha bisogno, rappresentando una straordinaria risorsa per le nostre comunità. Con la loro presenza, i farmacisti volontari garantiscono l’assistenza farmaceutica e sanitaria e, oltretutto, le ore impegnate nelle attività di volontariato sono riconosciute ai fini dell’acquisizione dei crediti formativi».

L’Associazione è nata nel 2009, intervenendo a L’Aquila dopo il terremoto, come ha ricordato la presidente nazionale Enrica Bianchi: «La nostra è una storia bellissima, riceviamo molto di più di quello che diamo, tutte le nostre attività fanno bene al cuore. L’Associazione opera in tutta Italia anche in momenti non di emergenza e questa collaborazione con Opera San Francesco a Milano per noi è molto importante: l’obiettivo è sempre dare un contributo, riuscire a fare del bene».

La generosità dei farmacisti

«Farmacia è cura e questa attività è una delle tante risposte della generosità dei farmacisti nei confronti di chi ha bisogno», ha spiegato Ernesto De Amici, coordinatore della sezione lombarda dei volontari. «In Lombardia siamo nati da poco, ma siamo in tanti, abbiamo molte idee, iniziative in cantiere: oltre a questa meravigliosa con Opera San Francesco, a Bergamo stiamo creando un format per la raccolta farmaco non scaduto, a Cremona parteciperemo alla festa del volontariato, a Pavia collaboriamo con la Caritas, c’è moltissimo da fare».

Il cuore del poliambulatorio

Lo sportello distribuzione farmaci di Opera San Francesco non è solo luogo di cura ma anche di dialogo, di accoglienza, come ha spiegato Fra Marcello Longhi, direttore di Osf: «I nostri ospiti non ricevono soltanto scatolette ma, stando al banco, i farmacisti entrano in contatto con storie di vita speciali». E la responsabile amministrativa Francesca Bigi ha raccontato in che modo concreto i farmacisti possono supportare Opera nell’attività non soltanto di dispensazione: «Al nostro poliambulatorio si rivolgono circa 100 persone al giorno, gestiamo ogni anno la cura di 7.000 pazienti in difficoltà. È un luogo di cura, con servizi di medicina di base, odontoiatria, psichiatria e lo sportello farmaci: tutte le distribuzioni di farmaco e parafarmaco sono di tipo ambulatoriale e questo permette di chiudere i percorsi di cura. Si rivolgono a noi persone che non possono accedere alle cure perché non hanno la tessera sanitaria o che le cure non se le possono permettere».

Lo sportello farmaci riceve donazioni da aziende e privati cittadini, collabora con il Banco Farmaceutico e la Fondazione Rava, pochi medicinali vengono acquistati o arrivano direttamente dalle farmacie, se non nelle giornate nazionali di raccolta. «La vita del farmaco in Opera è articolata: viene raccolto, selezionato, smistato, controllata la scadenza e l’integrità delle confezioni, inserito a scaffale e distribuito. Lo sportello farmaci è il cuore pulsante del poliambulatorio, punto di incontro con persone che non hanno nessuno e importante momento di educazione sanitaria, soprattutto nel caso dei pazienti cronici».

Tre fronti di intervento

L’attività dei farmacisti volontari si articolerà su tre fronti: innanzitutto al Centro raccolta a Lambrate, dove si effettuano i primi controlli su tipologia del farmaco e scadenze, e si effettua una classificazione interna molto semplice; qui sono richieste presenze una volta alla settimana, mezza giornata o anche spot. Poi negli spazi del poliambulatorio arrivano i farmaci, vengono classificati, controllati e sistemati a scaffale, e anche qui è richiesta mezza giornata alla settimana, anche non regolarmente. E infine una terza attività, che richiede iscrizione all’Ordine a differenza delle prime due e una presenza più costante (una mattina o un pomeriggio alla settimana garantiti), ed è l’attività di dispensazione al paziente allo sportello farmaci. Si inizia affiancati per la formazione – anche sul software gestionale – dagli operatori che già svolgono attività allo sportello.

I medicinali servono sempre

Molte le domande dei colleghi presenti all’incontro, per esempio su chi segnala le persone che accedono al servizio: «Noi chiediamo un documento di identità anche scaduto per accedere al poliambulatorio, domandiamo se hanno un medico di base o una tessera sanitaria. Le persone che si presentano da noi sono tutte in condizioni di grave fragilità o marginalità», ha spiegato Bigi. «Per prima cosa passano dai nostri servizi ad accesso diretto: medico di base, odontoiatria, psicologia, ambulatorio infermieristico, sportello prevenzione. Accedono allo Sportello farmaci con prescrizione dei nostri medici volontari, con storie di difficoltà che emergono gradualmente, e quando arrivano allo Sportello sono già noti alla struttura. Talvolta sono gli enti di assistenza che ce li mandano». Di farmaci c’è sempre bisogno o ce ne sono abbastanza per garantire il servizio? «Servono sempre, soprattutto alcune categorie», ha concluso Bigi. E anche su questo fronte sicuramente i farmacisti volontari potranno dare una mano con progetti ad hoc.

Si parlerà di questa e di tante altre iniziative messe in cantiere quest’anno alla consueta convention annuale dei farmacisti volontari, che si terrà dal 26 al 28 settembre a Casa Regina Montis Regalis, all’ombra della cupola ellittica più grande del mondo, a Vicoforte in provincia di Cuneo.

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