L’antimicrobico-resistenza si combatte dal territorio
IL CONVEGNO
L’antimicrobico-resistenza si combatte dal territorio

Presentati i risultati di una ricerca promossa da Fenagifar sui comportamenti sbagliati in relazione all’AMR e sull’uso dei tamponi per lo streptococco in farmacia. Dati e analisi scientifiche convergono sulla necessità di un controllo tramite il rafforzamento del ruolo della sanità territoriale e della farmacia di comunità
22 gennaio 2026
di Rossella Gemma
La lotta all’antibiotico-resistenza (AMR) passa anche dal territorio, dalle scelte quotidiane e dagli strumenti utilizzati prima ancora della prescrizione. È quanto emerso dal convegno “Antimicrobico-resistenza: evidenze scientifiche, sostenibilità del Ssn e nuovi modelli di sanità territoriale”, promosso dalla Federazione dei giovani farmacisti (Fenagifar) in collaborazione con Federfarma e Sistema farmacia Italia, realizzato dall’Università di Torino con il patrocinio della Fofi presso l’Auditorium Cosimo Piccinno del ministero della Salute.
Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati di una ricerca che ha coinvolto più di 778 farmacie con 14.500 cittadini. La prima fase ha fotografato il livello di consapevolezza dei cittadini sul tema dell’antibiotico-resistenza, mettendo in luce comportamenti sbagliati ancora diffusi come l’uso improprio degli antibiotici, l’interruzione anticipata delle terapie e la conservazione dei farmaci avanzati in casa. La seconda, di taglio operativo, ha riguardato l’impiego dei test rapidi per lo streptococco in farmacia: su 1.914 tamponi eseguiti in 778 farmacie, solo il 45 per cento è risultato positivo, con una percentuale più alta nei bambini sotto i dieci anni.
«Senza un test diagnostico, in molti casi l’antibiotico non serve e per questo le farmacie di comunità possano fare la differenza», ha osservato il presidente Fenagifar, Vladimiro Grieco, sottolineando come il territorio sia spesso il primo luogo in cui si genera l’uso inappropriato dei farmaci. «Il test per lo streptococco in farmacia – ha poi aggiunto – rappresenta una soluzione semplice per evitare inappropriatezza e somministrazioni inutili».
Il confronto si è aperto con i saluti istituzionali del parlamentare europeo Michele Picaro, del presidente Federfarma Marco Cossolo e del presidente Fofi Andrea Mandelli, che hanno richiamato la necessità di un’azione coordinata contro una minaccia che incide su salute pubblica, costi e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Nel suo intervento, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha richiamato il ruolo della farmacia come presidio di prossimità nella lotta all’antibiotico-resistenza. Gemmato ha definito il farmacista una “sentinella sul territorio”, sottolineando come strumenti come i test rapidi consentano di contrastare le richieste inappropriate di antibiotici e offrano l’occasione per intervenire sui comportamenti che alimentano le resistenze, dall’interruzione precoce delle terapie alla conservazione dei farmaci in casa.
Il quadro scientifico è stato delineato da Paolo Levantino, segretario Fenagifar, e dalla professoressa Paola Brusa dell’Università di Torino, che hanno ribadito come l’antimicrobico-resistenza sia il risultato di una somma di comportamenti e come l’appropriatezza terapeutica resti il primo strumento di prevenzione, soprattutto nelle infezioni delle alte vie respiratorie.
Il tema della sostenibilità ha attraversato l’intera giornata. Cossolo ha ricordato l’impatto sanitario ed economico dell’AMR in Europa e in Italia, mentre sul piano farmaco-economico Tommaso Emanuelli, consigliere dell’Ordine dei farmacisti di Torino e componente del Centro studi Fenagifar e Marina Di Giacomo, docente dell’Università di Torino, hanno presentato un’analisi dedicata alle infezioni da streptococco, realizzata con la Fondazione Collegio Carlo Alberto, per valutare l’impatto dei test rapidi sulla riduzione delle prescrizioni inappropriate e dei costi per il Ssn.
Gemmato ha anche ricordato come la Legge di Bilancio 2025 abbia «previsto nella ripartizione del Fondo Farmaci Innovativi, che ammonta a 1,3 miliardi di euro, una quota di 100 milioni destinata agli antibiotici di ultima generazione contro i germi multi-resistenti, i cosiddetti antibiotici “reserve”. Al 30 novembre scorso, risultano nell’elenco nove molecole o associazioni di molecole».
Dal confronto è emerso un messaggio condiviso: senza un rafforzamento del ruolo della sanità territoriale e della farmacia di comunità, la lotta all’antibiotico-resistenza rischia di restare confinata alle dichiarazioni di principio.