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Le farmacie sono pronte, si attende una maggiore integrazione nel Ssn

IL RAPPORTO

Le farmacie sono pronte, si attende una maggiore integrazione nel Ssn

Dal Rapporto Annuale sulla Farmacia di Cittadinanzattiva emerge una rete già strutturata e riconosciuta dai cittadini, ma ancora non pienamente integrata nei percorsi di cura e nella logica del Servizio sanitario nazionale

7 maggio 2026

di Gianni Scancariello, farmacista

Il 29 aprile 2026, nella Sala Angiolillo di Palazzo Wedekind a Roma, è stato presentato l’VIII Rapporto Annuale sulla Farmacia, promosso da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma, con il contributo non condizionato di Teva e il patrocinio di Inps. L’appuntamento si conferma come uno dei principali momenti di analisi e confronto sul ruolo della farmacia di comunità all’interno del Servizio sanitario nazionale, in una fase in cui la sanità territoriale è oggetto di una ridefinizione progressiva, spinta dai cambiamenti demografici, dall’aumento della cronicità e dalla necessità di modelli assistenziali più prossimi e continuativi.

A moderare l’incontro è stato Luciano Fassari, accompagnando lo sviluppo degli interventi e favorendo un confronto che ha coinvolto istituzioni, professione e industria, restituendo una visione articolata delle dinamiche in corso.

La trasformazione del presidio farmacia

Nel suo intervento, Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, ha richiamato il percorso evolutivo avviato nel 2018, evidenziando come in questi anni si sia progressivamente trasformato sia il presidio farmacia sia il ruolo del farmacista. Una trasformazione sostenuta dalla fiducia dei cittadini e accompagnata da una crescente strutturazione dei servizi. In questo contesto, la prossimità assume un significato più ampio, che supera la dimensione geografica per includere la relazione, la conoscenza del paziente e l’utilizzo di strumenti digitali. Si tratta di un passaggio particolarmente rilevante nei contesti rurali, dove la farmacia rappresenta spesso l’unico punto di accesso al sistema sanitario.

I temi della prevenzione e dell’aderenza terapeutica emergono in questo scenario come ambiti nei quali la farmacia può esprimere un valore crescente. Tuttavia, questo potenziale è strettamente legato alla capacità di costruire integrazione con il territorio e con gli altri attori della sanità, trasformando servizi oggi disponibili in strumenti effettivi di continuità assistenziale.

Su una linea coerente si colloca l’intervento del presidente di Federfarma Marco Cossolo, che ha ribadito il ruolo del farmaco equivalente come leva di sostenibilità del sistema e ha sottolineato l’importanza dei servizi, in particolare nelle farmacie rurali. In questi contesti, la farmacia si configura sempre più come presidio sanitario di riferimento, con una funzione che tende a superare la dispensazione per avvicinarsi a logiche di presa in carico. Si tratta di un’evoluzione che richiede non solo un ampliamento delle attività, ma una ridefinizione del ruolo all’interno del sistema.

Sostenibilità e nuove direttrici operative

Il contributo dell’industria, rappresentato da Umberto Comberiati, General Manager Italia di Teva Pharmaceuticals, ha riportato l’attenzione su un elemento strutturale del sistema: la sostenibilità dei costi dei farmaci nel tempo, in particolare in relazione alla crescita dei pazienti cronici. Questo tema introduce una dimensione che attraversa l’intero dibattito, ponendo in relazione organizzazione dell’assistenza, appropriatezza terapeutica e sostenibilità economica.

Nel suo intervento, il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha delineato alcune direttrici operative che riflettono questa esigenza di evoluzione. Il rafforzamento delle farmacie rurali, lo sviluppo dei servizi e l’introduzione della diagnostica a bassa complessità in farmacia rappresentano strumenti concreti per avvicinare le prestazioni sanitarie ai cittadini. L’integrazione della telemedicina, anche con il supporto dell’intelligenza artificiale, si inserisce in questo percorso come leva per ampliare l’accesso e migliorare la continuità assistenziale. Parallelamente, il possibile ritorno di farmaci dalla distribuzione per conto alla convenzionata Ssn e l’introduzione di un tetto al prezzo dei farmaci evidenziano la volontà di intervenire anche sui meccanismi di sostenibilità e governance del sistema.

I dati del Rapporto: fiducia e fidelizzazione

I principali risultati del Rapporto, presentati da Maria Vitale (Cittadinanzattiva), offrono una base empirica particolarmente solida per comprendere lo stato attuale della farmacia di comunità. L’indagine, che ha coinvolto 1.976 farmacie e 1.034 cittadini, restituisce l’immagine di un presidio caratterizzato da un elevato livello di fiducia e da una forte continuità relazionale. La scelta della farmacia appare infatti fortemente fidelizzata e guidata in larga misura dalla conoscenza delle esigenze del paziente più che dalla semplice prossimità geografica, confermando il valore della relazione come elemento centrale del modello.

Parallelamente, il Rapporto documenta un’evoluzione significativa sul piano dell’offerta. La farmacia dei servizi appare oggi ampiamente strutturata, con una diffusione capillare di esami di prima istanza, screening, vaccinazioni e servizi di telemedicina. La rete delle farmacie si configura quindi come una infrastruttura territoriale in grado, almeno potenzialmente, di intercettare bisogni sanitari diversificati e di contribuire alla gestione della domanda di salute in modo più prossimo e accessibile.

Il nodo critico: integrare l’offerta nei percorsi di cura

Tuttavia, accanto a questa evoluzione, emerge con chiarezza un elemento trasversale che accomuna tutti gli ambiti analizzati. A un’offerta ormai ampia e consolidata non corrisponde un utilizzo altrettanto diffuso e sistematico da parte dei cittadini. Il ricorso ai servizi resta selettivo e spesso legato alla presenza di un bisogno clinico definito, concentrandosi prevalentemente nelle fasce di popolazione più anziane e nei pazienti con patologie croniche.

Questo disallineamento rappresenta uno dei dati più rilevanti emersi dal Rapporto. La limitata fruizione dei servizi non appare più riconducibile principalmente a una carenza di informazione, ma richiama la difficoltà di integrare tali prestazioni nei comportamenti di salute dei cittadini e, soprattutto, nei percorsi di cura. In altri termini, il tema non è più l’attivazione dell’offerta, ma la sua collocazione all’interno di un sistema che sia in grado di renderla parte integrante dei processi assistenziali.

La tavola rotonda che è seguita alla presentazione dei dati, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali e professionali – tra cui Andrea Mandelli (presidente Fofi), Silvestro Scotti (segretario generale Fimmg) e Angelo Tanese (direttore generale Agenas) – ha evidenziato come il riconoscimento del ruolo della farmacia sia ormai acquisito, mentre resta aperta la questione della sua piena integrazione nei modelli organizzativi del sistema.

Oltre la logica dell’offerta: la sfida dell’integrazione

L’VIII Rapporto Annuale sulla Farmacia restituisce quindi un’immagine chiara e allo stesso tempo complessa: da un lato, una rete già evoluta, capillare e riconosciuta dai cittadini, che ha sviluppato negli anni una capacità significativa di offerta di servizi; dall’altro, un sistema che non ha ancora pienamente incorporato questa evoluzione all’interno dei propri meccanismi di funzionamento.

In questo passaggio si gioca il ruolo futuro della farmacia. La sfida non riguarda più la disponibilità dei servizi, ma la capacità di renderli parte di un sistema che funzioni in modo coerente, continuo e orientato alla gestione dei bisogni di salute. Significa passare da una logica di offerta a una logica di integrazione, in cui la farmacia non sia semplicemente un punto di accesso, ma un attore stabilmente inserito nei percorsi assistenziali.

Solo attraverso questo passaggio sarà possibile trasformare una rete già pronta in una componente strutturale dell’assistenza territoriale, capace di contribuire in modo continuativo alla presa in carico dei pazienti e alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

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