L’educazione alla salute va guidata
IL RAPPORTO
L’educazione alla salute va guidata
Secondo il Rapporto Censis, promosso da Assosalute, l’alfabetizzazione sanitaria dei cittadini è in crescita. Nell’era dell’intelligenza artificiale anche l’informazione sulla salute diventa più “digitale”, con rischi di esposizione alle fake news. Si conferma però la fiducia in farmacisti e medici
6 novembre 2025
di Rossella Gemma
Nell’epoca dell’intelligenza artificiale e dell’informazione sempre più accessibile, cambia il modo in cui gli italiani si informano, si curano e prendono decisioni sulla propria salute. È quanto emerge dal nuovo Rapporto Censis, che fotografa un Paese in evoluzione, ma ancora saldo nei valori di responsabilità, fiducia e prossimità. Dei risultati dell’indagine si è parlato nel corso dell’evento “Educare alla salute: verso una strategia condivisa”, che ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, professionisti sanitari e rappresentanti del mondo dell’informazione.
Il Rapporto, realizzato per Assosalute – Associazione nazionale farmaci di automedicazione (parte di Federchimica), sottolinea come la crescente alfabetizzazione sanitaria degli italiani rappresenti un pilastro culturale consolidato, in grado di orientare le scelte di benessere e di favorire un uso consapevole dei farmaci da banco. L’automedicazione, di fatto, si conferma così un modello virtuoso, fondato sulla collaborazione tra cittadini, medici e farmacisti.
Automedicazione e responsabilità condivisa
Secondo i dati del Censis, l’86,6 per cento degli italiani consulta almeno occasionalmente medici o farmacisti in caso di dubbi, e quasi la metà (47,9 per cento) si rivolge direttamente al farmacista per informazioni. Nonostante l’ampia diffusione di internet, solo il 24,1 per cento dichiara di affidarsi a fonti on line, segno che il contatto umano e la competenza professionale restano un punto fermo per il cittadino. «L’automedicazione responsabile – ha dichiarato il presidente di Federchimica-Assosalute, Michele Albero – ha un valore sociale e sanitario straordinario: consente ai cittadini di gestire in autonomia i piccoli disturbi, contribuendo a un uso più efficiente delle risorse del Servizio sanitario nazionale. Oggi è fondamentale preservare la qualità dell’informazione e distinguere il dato scientifico dai contenuti fuorvianti».
AI e salute, affidabilità e rischio
Il rapporto mette in luce come l’intelligenza artificiale stia diventando una fonte informativa sempre più utilizzata: il 49,6 per cento degli italiani ha già sperimentato chatbot basate su AI per ottenere informazioni su piccoli disturbi o farmaci da banco, con un tasso di fiducia che supera il 70 per cento tra i più giovani. Purtroppo cresce anche la quota di chi si affida in modo acritico alle nuove tecnologie, esponendosi al rischio di fake news. «Non possiamo permetterci di restare inattivi – ha sottolineato Francesco Maietta, responsabile dell’Area Consumi, Mercati e Welfare del Censis – è il momento di investire nell’alfabetizzazione sanitaria e nella promozione di fonti affidabili, accompagnando i cittadini nell’uso consapevole delle nuove tecnologie».
Mandelli: farmacista presidio di salute e fiducia
Per Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, è importante consolidare la collaborazione tra professionisti sanitari e cittadini. «I farmacisti si confermano un presidio di salute, prossimità e fiducia – ha affermato Mandelli – con un ruolo centrale di informazione, erogazione di servizi sanitari e orientamento verso il medico. Nell’era dell’iperinformazione e dell’intelligenza artificiale, diventa essenziale garantire un’informazione di qualità e certificata. In questo contesto, la competenza e la vicinanza del farmacista sono fondamentali per rafforzare l’educazione sanitaria e supportare i cittadini nelle scelte quotidiane di salute».
Mandorino: l’educazione sanitaria inizia dalla scuola
Sul tema dell’alfabetizzazione sanitaria è intervenuta anche Anna Lisa Mandorino, segretaria nazionale di Cittadinanzattiva: «Un atteggiamento consapevole – ha spiegato Mandorino – è il risultato di un percorso che comincia fin dall’infanzia. Per questo lavoriamo con le scuole, insieme ad Assosalute, per promuovere progetti di alfabetizzazione sanitaria che coinvolgono docenti e studenti. L’obiettivo è aiutare le nuove generazioni a sviluppare conoscenze e comportamenti adeguati al contesto attuale dei servizi sanitari. Tra i temi affrontati, anche la salute mentale, che oggi incide profondamente sui più giovani».
Verso una strategia condivisa
Il dibattito ha messo in luce la necessità di un’azione coordinata per rafforzare l’alfabetizzazione sanitaria degli italiani, promuovere l’uso consapevole delle nuove tecnologie e valorizzare il ruolo dei professionisti della salute come garanti di affidabilità e prossimità. Dalla collaborazione tra cittadini, medici e farmacisti può nascere una nuova cultura della salute: più consapevole, informata e capace di integrare le opportunità dell’intelligenza artificiale senza rinunciare al valore umano che resta il cuore della cura.

