L’identità professionale va rimessa al centro
L'INTERVISTA
L’identità professionale va rimessa al centro

E lo si può fare, secondo il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Roma Giuseppe Guaglianone, introducendo nel contratto dei collaboratori l’indennità di specificità sanitaria, ma anche fissando chiare tariffe per i liberi professionisti. E ripartendo dalla dispensazione del farmaco, dalla prescrizione per i cronici, dalle preparazioni galeniche e dalla farmacovigilanza
19 giugno 2025
di Laura Benfenati
«Non possiamo sottovalutare il senso di frustrazione che sta colpendo i colleghi in questo momento»: esordisce così Giuseppe Guaglianone, presidente dell’Ordine dei farmacisti più grande d’Italia, quello di Roma, all’inizio della nostra chiacchierata a tutto tondo sul futuro della professione. «L’identità professionale va rimessa al centro e lo si può fare solo rivalutando le prestazioni del farmacista: nei momenti di crisi bisogna ritornare alle origini, ripartiamo da chi siamo per trovare un nuovo percorso».
L’indennità di specificità sanitaria
La farmacia dei servizi, ci spiega il presidente, è di certo di grande utilità per il cittadino, ma oggi serve ascoltare di più i colleghi che lavorano al banco: «La casa di comunità non si può occupare di assistenza farmaceutica, non parliamo poi dell’aberrante consegna a domicilio, quindi la farmacia dei servizi con la sua capillarità ha un ruolo fondamentale: i pazienti vogliono vedere e ascoltare i consigli dei farmacisti», ci dice. «D’altra parte, però, sul territorio non possiamo fare quello che non vogliamo essere, cioè i commercianti, deve essere riconosciuto l’atto sanitario del farmacista. La soluzione, a mio parere, è l’introduzione nel contratto di lavoro dei farmacisti collaboratori dell’indennità di specificità sanitaria: questa indennità non è un privilegio, ma un doveroso riconoscimento. La laurea abilitante e la legge Lorenzin (n.3/2028) inquadrano il farmacista tra le professioni sanitarie. Inoltre, i farmacisti ospedalieri beneficiano già di tale indennità, il che ne configura chiaramente il ruolo all’interno dell’area medica. Introdurre questa clausola specifica per i collaboratori significherebbe ottenere un riconoscimento di ruolo scritto nel contratto. Ciò permetterebbe anche di distinguere chiaramente il farmacista dalle altre figure impiegate in farmacia, come tecnici o magazzinieri. Sebbene non sia compito dell’Ordine quantificare tale indennità, la sua introduzione è fondamentale per un pieno riconoscimento professionale».
E l’assistente farmacista?
Stiamo parlando di ruoli in farmacia e sorge spontaneo porre la domanda al presidente su cosa pensa sia dell’assistente farmacista sia dell’introduzione della laurea breve in farmacia, proposta da alcuni esponenti di categoria. Pollice verso per entrambi: «L’assistente sanitario è un ruolo obsoleto, perché la maggior parte dei suoi compiti li potrà svolgere l’intelligenza artificiale. Per quel che riguarda la laurea breve, non la ritengo utile perché dobbiamo rendere più attrattivo il mestiere di farmacista, più professionalizzanti le mansioni, mettere al centro etica professionale, preparazioni galeniche, dispensazione e consulenza al paziente. Se scindiamo il consiglio e l’attenzione al paziente dalla dispensazione del farmaco, questa perde valore». Ben vengano dunque per Guaglianone le specializzazioni post laurea ma anche i tirocini dei neolaureati nelle strutture pubbliche, perché il futuro sarà caratterizzato da una maggiore integrazione pubblico-privato: l’ospedale sarà sempre più in connessione con le farmacie territoriali e lo scambio di informazioni, non soltanto con i medici ma anche con altre figure sanitarie, è un valore aggiunto per tutto il comparto sanitario.
Linee guida validate e prescrizione del farmacista
Proprio con altre figure sanitarie non sono mancate negli ultimi tempi le polemiche, basti pensare a quella dei biologi sui test diagnostici in farmacia. «Servono protocolli di intesa e linee guida sulle procedure e sui processi, linee guida condivise e validate da un soggetto terzo e periodicamente riesaminate per garantire standardizzazione e qualità», spiega Guaglianone. «Un’altra attività molto importante per il farmacista, e già diffusa in altri Paesi, è quella della prescrizione di farmaci ai malati cronici. Il decreto di erogazione dei medicinali in regime di urgenza lo consente già ma sarebbe molto importante registrare e conoscere il numero di queste dispensazioni urgenti, per far comprendere quanto diffuso sia il fenomeno. L’atto sanitario, l’atto clinico del farmacista, in questo contesto sono evidenti. Ci sono poi altre due attività fondamentali per la professione: la farmacovigilanza e le preparazioni galeniche, che dovrebbero essere potenziate».
La libera professione va regolamentata
Tornando ai collaboratori e alle loro frustrazioni, una è sicuramente quella – per i dipendenti – di lavorare con colleghi “saltuari” che guadagnano molto più degli assunti e sicuramente si sentono meno parte di una squadra. La libera professione sta alterando non solo il mercato ma anche la qualità del lavoro in farmacia? «A mio parere i liberi professionisti sono da tenere in considerazione ma è un ambito professionale che va regolamentato. Sicuramente è compito degli Ordini vigilare – non si può per esempio lavorare in un’unica farmacia – e prevedere chiare tariffe per impedire un mercato Far West, peraltro molto diversificato da Regione a Regione. Per quel che riguarda la qualità della prestazione professionale e la passione per il proprio lavoro, credo che esuli dal tipo di contratto».
Anche se ci saranno in futuro meno laureati in farmacia, il presidente Guaglianone è profondamente convinto delle enormi potenzialità che ha oggi la professione di farmacista: «Il servizio della farmacia è essenziale sul territorio e lo sarà sempre di più nell’ambito di un sistema sanitario che sarà sempre più decentrato. L’importante è che la categoria non disperda energie e si concentri sui fondamentali, ovvero la dispensazione del farmaco e la consulenza farmacologica. E sia consapevole della sua identità e del suo valore».