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Life Sciences, servono nuove alleanze tra ricerca e industria

L'INNOVAZIONE

Life Sciences, servono nuove alleanze tra ricerca e industria

All’evento romano promosso da Sanofi, istituzioni, accademia e imprese hanno discusso le priorità per una strategia nazionale delle Scienze della Vita. Focus su immunologia, AI, infrastrutture e partnership pubblico-privato per rafforzare l’ecosistema italiano

27 novembre 2025

a cura della Redazione

A Roma si è svolto l’evento “Guidare l’Innovazione verso una Strategia italiana delle Scienze della Vita”, promosso da Sanofi, che ha riunito rappresentanti del Governo, istituzioni scientifiche, mondo accademico e realtà industriali e non profit, tra cui il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, Guido Liris, capogruppo Commissione Bilancio del Senato, Alberto Mantovani, presidente Fondazione Humanitas per la Ricerca, Alberto Siracusano, presidente Consiglio Superiore Sanità, Ilaria Villa, direttore generale Fondazione Telethon. E ancora Angela Zampella, prorettrice, Università degli Studi di Napoli Federico II e presidente del Consiglio di Sorveglianza del Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia RNA, Paola Zaratin, Direttore della ricerca scientifica Aism-Fondazione Fism e Giovanni Tria, presidente della Fondazione Enea Tech e Biomedical, che ha collaborato all’organizzazione dei tavoli di lavoro tecnici con personalità del mondo accademico e imprenditoriale, rappresentanti delle istanze dei pazienti, centri e fondazioni di ricerca, start-up.

Obiettivo dell’incontro: individuare le priorità per rafforzare la competitività nazionale in uno scenario globale caratterizzato da instabilità geopolitica, pressione sui sistemi sanitari e forte accelerazione tecnologica.

Il confronto nasce in un momento in cui immunologia, medicina di precisione e applicazioni dell’intelligenza artificiale stanno modificando profondamente ricerca, sviluppo e filiere produttive. Temi che per l’Italia – primo Paese europeo per export farmaceutico – rappresentano una leva strategica per consolidare il ruolo nelle Scienze della Vita.

Le priorità per l’ecosistema italiano

Aprendo i lavori, Giovanni Tria ha richiamato la necessità di un approccio unitario: «L’Italia ha un’opportunità reale: trasformare il potenziale delle Scienze della Vita in un asset strategico. Nuove forme di collaborazione pubblico-privato possono valorizzare le eccellenze già presenti e creare un ecosistema capace di attrarre talenti e investimenti».

Una visione condivisa anche da altri relatori dei tavoli tecnici, che hanno posto al centro temi come infrastrutture biomediche, competenze, trasferimento tecnologico e modelli di partnership in grado di accelerare l’introduzione di soluzioni a elevato contenuto scientifico.

I numeri della ricerca

Durante l’incontro sono stati presentati i dati del Report d’Impatto 2024. Nel corso dell’ultimo anno, in Italia sono stati attivati 108 studi clinici in 563 centri, che hanno coinvolto 1.517 pazienti. Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo hanno raggiunto 45,2 milioni di euro e generato un beneficio complessivo stimato in 133 milioni per il Servizio sanitario nazionale, soprattutto grazie ai percorsi clinici più appropriati e alla disponibilità di terapie innovative.

Tre aree – immunizzazione contro RSV, patologie infiammatorie di tipo 2 e prevenzione cardiovascolare – sono state oggetto di un’analisi specifica: nel complesso, i benefici per il Ssn superano gli 80 milioni di euro in costi evitati tra ospedalizzazioni e gestione delle cronicità.

Immunologia e intelligenza artificiale come driver

Particolare attenzione è stata riservata all’immunologia, definita da Alberto Mantovani una vera “rivoluzione” scientifica: un cambio di paradigma che non guarda più alle malattie in modo isolato, ma ai meccanismi immunitari alla base di molte condizioni croniche. Un approccio che sta guidando anche la pipeline più avanzata, oggi composta da 93 progetti clinici, di cui 36 in fase avanzata o già all’esame delle autorità regolatorie.

Accanto all’evoluzione scientifica, sta emergendo con forza il contributo dell’AI. Le tecnologie di intelligenza artificiale vengono già utilizzate per il disegno degli studi, l’analisi dei dati clinici e l’identificazione di nuovi target terapeutici. «L’integrazione tra immunologia, genomica e AI consente di accelerare lo sviluppo di soluzioni trasformative», ha ricordato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria e presidente e Managing director Italia & Malta presso Sanofi, sottolineando anche il valore della rete clinica nazionale: «L’Italia ha ricercatori capaci di guidare studi complessi e multidisciplinari, un patrimonio che dobbiamo saper trattenere».

Verso una strategia nazionale condivisa

Dal confronto è emerso un messaggio univoco: per assumere un ruolo di leadership nelle Scienze della Vita, l’Italia ha bisogno di una strategia nazionale che integri ricerca pubblica e industriale, sostenga le competenze e favorisca investimenti capaci di tradursi in benefici reali per la popolazione. «Un ecosistema solido permette di rispondere più rapidamente alle emergenze e di accrescere la sicurezza sanitaria del Paese», ha affermato Tria.

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