LIPHE, la nuova identità di Assoram
LA FILIERA
LIPHE, la nuova identità di Assoram

L’associazione, da sessant’anni al fianco delle aziende della distribuzione healthcare in Italia, evolve in Logistica Integrata Pharma Healthcare. Al centro, il ruolo strategico di una filiera essenziale per la sanità del futuro
6 novembre 2025
di Rossella Gemma
C’è un filo invisibile che ogni giorno tiene insieme la salute del Paese. È la rete della logistica healthcare: oltre 10mila professionisti, 220 magazzini e 130 aziende che garantiscono che un farmaco o un dispositivo medico arrivino in tempo, intatti, dove servono. Da oggi questa rete ha un nuovo nome e una nuova identità: LIPHE – Logistica Integrata Pharma Healthcare, evoluzione di Assoram, l’associazione che da 60 anni rappresenta la distribuzione e i servizi sanitari in Italia.
Il debutto di LIPHE è stato al centro dell’evento “Le nuove rotte della salute. Il futuro della distribuzione healthcare”, ospitato all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis. Un incontro che ha riunito istituzioni, imprese e rappresentanti della filiera per tracciare la rotta di un settore che cambia volto: non un semplice rebranding, ma una ridefinizione del ruolo della logistica come hub di sistema, infrastruttura strategica capace di integrare innovazione, sostenibilità e prossimità al paziente.
Un’eccellenza assoluta
Tra i numerosi interventi istituzionali, il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha ricordato come la logistica healthcare rappresenti «una filiera essenziale, che consente di far arrivare i farmaci a tutti i 60 milioni di cittadini italiani, ovunque si trovino». Grazie al lavoro quotidiano delle aziende aderenti ad Assoram – da ora LIPHE – «l’accesso alle terapie è garantito non solo a chi vive nelle grandi città, ma anche a chi risiede in aree interne, montane o più difficili da raggiungere». Un messaggio che ha ribadito il valore di una rete silenziosa ma vitale, capace di connettere ogni giorno i diversi livelli del sistema salute. Un concetto ripreso dal vicepresidente della Commissione Affari Sociali, Luciano Ciocchetti, che ha definito la filiera italiana «un’eccellenza assoluta».
Punti di forza e di vulnerabilità
Al centro della giornata, la presentazione della ricerca realizzata da LIPHE in collaborazione con Iqvia, dal titolo “La distribuzione healthcare tra trasformazioni e nuove sfide”. Un’indagine che fotografa con chiarezza il momento di transizione che vive la logistica sanitaria italiana e ne individua i punti di forza e le vulnerabilità, restituendo una visione precisa dei trend che stanno ridisegnando la filiera: dalla crescente complessità dei prodotti al nuovo equilibrio tra efficienza, qualità e sostenibilità. Lo studio evidenzia come la logistica farmaceutica stia evolvendo verso modelli sempre più specializzati, in grado di gestire terapie avanzate, farmaci biologici e prodotti biotech che richiedono condizioni di conservazione e trasporto altamente controllate. A questo si aggiunge la necessità di maggiore flessibilità operativa, per rispondere alla frammentazione degli ordini e alla riduzione delle scorte ospedaliere, con consegne on demand e tempistiche sempre più serrate.
Una spinta all’innovazione
Iqvia segnala inoltre l’importanza di una logistica capillare e orientata al paziente, capace di supportare la transizione verso modelli di cura territoriali e domiciliari. La sfida è costruire un sistema in grado di unire efficienza, sicurezza e prossimità, valorizzando il ruolo delle farmacie come presidio sanitario e punto di riferimento per il cittadino. A tutto ciò si aggiunge la spinta verso la sostenibilità ambientale, con la riduzione delle emissioni e degli sprechi, e verso la trasformazione digitale, che apre la strada a nuovi canali di relazione con il paziente, dall’e-commerce sanitario al click & collect, fino ai locker per la consegna di farmaci e dispositivi.
Il quadro tracciato da Iqvia restituisce l’immagine di una filiera che non solo regge l’urto del cambiamento, ma cerca di anticiparlo, investendo in innovazione, formazione e tracciabilità dei flussi.
Non solo pacchi da spostare
«La logistica healthcare non è un semplice spostamento di pacchi, ma una catena complessa, regolamentata in ogni dettaglio, dove ogni fase ha responsabilità chiare e pesanti conseguenze in caso di irregolarità», ha spiegato Pierluigi Petrone, riconfermato pochi giorni fa per la terza volta alla presidenza dell’associazione. Petrone ha ricordato come nei centri di distribuzione si incrocino ogni giorno tecnologie, competenze e responsabilità che vanno ben oltre la semplice movimentazione: dai dispositivi medici di uso quotidiano ai materiali diagnostici in vitro, fino ai grandi macchinari come le Tac, che richiedono movimentazioni speciali, e ai farmaci a temperatura controllata, come vaccini e terapie avanzate geniche e cellulari. «Gestire tutto questo – ha aggiunto Petrone – significa garantire continuità e sicurezza, ma anche saper innovare di continuo. La nostra risposta alla crescente complessità è il rinnovamento costante: nei processi, nelle tecnologie e nelle competenze delle persone che ne fanno parte».
Un rinnovamento che, come ha evidenziato la direttrice generale Mila De Iure, passa anche da un necessario alleggerimento burocratico e da una maggiore integrazione con la filiera dell’innovazione: «La logistica è il ponte che trasforma la ricerca in cura e l’innovazione in valore per le persone. LIPHE racconta un’associazione viva, che evolve con i propri associati, che non subisce i cambiamenti ma li guida».
Nel sessantesimo anniversario della fondazione, LIPHE raccoglie dunque l’eredità di Assoram e guarda avanti, consapevole del ruolo centrale che la logistica sanitaria ricopre nel garantire la continuità di cura e l’efficienza del sistema salute. Un comparto spesso silenzioso, ma decisivo: la dorsale che tiene in vita la sanità italiana.