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Lombardia: farmacie e innovazione al centro nella prevenzione cardiovascolare

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Lombardia: farmacie e innovazione al centro nella prevenzione cardiovascolare

(c) freepik.com

Il coinvolgimento delle farmacie territoriali e l’introduzione di nuovi trattamenti per l’ipercolesterolemia favoriscono migliori risultati clinici e una maggiore continuità terapeutica

15 gennaio 2026

di Claudio Buono

La gestione appropriata dell’ipercolesterolemia costituisce uno dei pilastri fondamentali della prevenzione cardiovascolare. In questo ambito, le farmacie e i farmacisti di comunità rappresentano un presidio territoriale imprescindibile: attraverso il monitoraggio, la relazione continuativa con i pazienti e l’attività di counseling, contribuiscono in modo determinante a garantire la continuità delle cure e a individuare precocemente eventuali segnali di scarsa aderenza terapeutica. Nonostante ciò, la non aderenza rimane una criticità diffusa nel trattamento dell’ipercolesterolemia e delle dislipidemie, spesso legata a una ridotta percezione del rischio cardiovascolare e alla natura prevalentemente asintomatica della patologia. In questo contesto, la disponibilità di terapie innovative – se utilizzate in modo appropriato e in pazienti selezionati – può favorire un miglioramento dell’aderenza, con ricadute positive sugli esiti clinici.

Questi temi sono stati al centro della conferenza “Ipercolesterolemia e aderenza terapeutica: le evidenze dal territorio lombardo” tenutasi a dicembre a Milano, promossa da Value Relations in collaborazione con Federfarma Lombardia e con il contributo non condizionante di Daiichi Sankyo Italia. All’incontro hanno partecipato Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, Michele Brait e Stefano Del Missier, direttori generali rispettivamente dell’IRCCS San Gerardo di Monza e dell’Azienda Multiservizi Farmacie, e Fabio Romeo, Senior Medical and Value & Access Director SBD di Daiichi Sankyo Italia.

Aderenza incostante: la conferma dai dati

Nel corso dell’evento è stata presentata un’analisi dei dati real-world provenienti dalle ATS lombarde Val Padana e Città Metropolitana di Milano, integrata con il punto di vista delle farmacie attive sul territorio. L’indagine conferma che un miglior livello di aderenza si traduce in esiti di salute più favorevoli e in una riduzione dei costi a carico del Servizio sanitario regionale. Inoltre, le evidenze emerse indicano che nella pratica clinica le terapie farmacologiche innovative – tra cui l’acido bempedoico, anche in associazione con ezetimibe – sono correlate a livelli di aderenza elevata superiori rispetto alle cure tradizionali. Un differenziale che riflette barriere ben note ai farmacisti, come la percezione degli effetti collaterali e la complessità della gestione quotidiana di trattamenti per condizioni spesso prive di sintomi.

Questo scenario è in linea con quanto riportato dal Rapporto OsMed Aifa sull’uso dei farmaci in Italia, che evidenzia come meno della metà dei pazienti riesca a mantenere nel tempo un’elevata aderenza alle terapie, sottolineando la necessità di strategie integrate basate sull’innovazione e sul supporto alla continuità di cura. La collaborazione tra innovazione terapeutica e supporto di prossimità offerto dalle farmacie si configura dunque come un’opportunità concreta per rafforzare l’efficacia e la sostenibilità della prevenzione cardiovascolare in Lombardia.

Un quadro coerente

In tema di aderenza terapeutica, Annarosa Racca ha dichiarato come questa rappresenti ancora una sfida concreta nella gestione dell’ipercolesterolemia e delle dislipidemie. «Il quadro emerso oggi conferma l’importanza di strategie che facilitino l’accesso all’innovazione e supportino i pazienti nel percorso di cura. La farmacia di comunità è un presidio essenziale per intercettare tempestivamente le criticità e accompagnare il monitoraggio della terapia. E le farmacie lombarde sono pronte a rafforzare il proprio ruolo di prossimità, integrando prevenzione, innovazione e monitoraggio a sostegno della continuità terapeutica».

Sul perché l’aderenza debba essere un obiettivo di sistema, Stefano Del Missier ha affermato che «in un contesto di cronicità e politerapie, non basta sapere che cosa prescrivere: conta garantire come i farmaci vengono usati nel tempo. In questo quadro, il ruolo del farmacista è centrale in quanto professionista più competente in materia, che svolge una presa in carico continuativa del paziente e realizza la ricognizione delle terapie, indispensabile per prevenire errori, interazioni e abbandoni. Ridurne il ruolo indebolisce il sistema e aumenta inefficienze e costi. Rafforzarlo, invece, significa migliorare aderenza, sicurezza delle cure e sostenibilità complessiva».

Circa il ruolo della farmacia nelle terapie cardiovascolari, Michele Brait ha sottolineato come le malattie inerenti questa sfera, spesso legate a fattori silenziosi come il colesterolo alto, richiedono diagnosi anticipata e continuità terapeutica. «In questo contesto la farmacia è centrale: è un presidio territoriale fondamentale per intercettare i pazienti, supportare l’aderenza alle cure, oggi ancora molto bassa, e affiancare medico e ospedale nel monitoraggio e nell’educazione del paziente, soprattutto in terapie croniche e complesse come quelle con statine».

Da parte sua, Fabio Romeo ha aggiunto come le terapie cardiovascolari siano soprattutto preventive, quindi l’aderenza è determinante per ridurre eventi e costi sanitari. Tuttavia, quest’ultima è penalizzata dalle disparità di accesso ai farmaci tra Regioni (farmacia vs ospedale). «La farmacia territoriale è quindi essenziale per garantire equità di accesso alle cure e continuità terapeutica, elementi fondamentali per migliorare l’aderenza».

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