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Longevità e inverno demografico, l’impatto sulla farmacia

IL CONVEGNO

Longevità e inverno demografico, l’impatto sulla farmacia

Convegno longevità Nobile Collegio

L’aspettativa di vita in crescita si scontra con l’incremento di malattie invalidanti e con una costante diminuzione di popolazione attiva. Se da un lato questo promuove il nuovo ruolo della farmacia territoriale, dall’altro si riflette sul ricambio generazionale del settore. Croce (Enpaf): «Serve un nuovo protagonismo previdenziale per sostenere i giovani farmacisti»

17 luglio 2025

di Rossella Gemma

In un’Italia sempre più segnata dall’invecchiamento della popolazione e dal calo delle nascite, il mondo della farmacia è chiamato a ridefinire il proprio ruolo. Questo il messaggio forte emerso dal convegno “Longevità e inverno demografico: impatto per la professione farmaceutica e per la farmacia”, promosso dalla Fondazione Giacomo Leopardi ETS e dall’Ordine dei Farmacisti di Roma, lo scorso 1° luglio presso il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico.

Ad aprire i lavori Emilio Croce, presidente della Fondazione e dell’Enpaf, che, dati alla mano, ha tracciato un quadro realistico ma non rinunciatario: «Nel 2024 – ha detto – il saldo naturale della popolazione in Italia resta fortemente negativo, con circa 281mila persone in meno, a cui si aggiunge l’emigrazione giovanile. Una tendenza che, se non invertita, avrà un impatto strutturale sulla sostenibilità del nostro sistema previdenziale».

Croce ha ricordato come la spesa pensionistica dell’Enpaf sia cresciuta del 7,51 per cento in un solo anno, mentre i nuovi iscritti alla Cassa sono in progressiva diminuzione: nel 2024 appena 3.759, contro i 4.214 del 2022. «Non possiamo più limitarci a gestire le risorse, dobbiamo agire – ha sottolineato – promuovendo politiche di equità intergenerazionale, sostenendo la genitorialità e investendo nella formazione dei giovani farmacisti».

Per dare una risposta concreta a queste sfide, la Fondazione Giacomo Leopardi lancerà in autunno un programma di formazione continua rivolto ai giovani farmacisti, con l’obiettivo di accompagnarli nella costruzione del proprio percorso professionale e previdenziale in modo consapevole. «Solo investendo nei giovani e nel loro futuro possiamo invertire questa tendenza e dare solidità alla nostra professione», ha sottolineato Croce. «È tempo di costruire insieme un modello più sostenibile e inclusivo».

Nella prima sessione del convegno, il professor Ennio Tasciotti (Irccs San Raffaele) ha spiegato come l’aumento dell’aspettativa di vita – oggi circa 83,4 anni – sia accompagnato però da un incremento di malattie croniche che riducono gli anni vissuti in salute. In questo contesto, la farmacia territoriale emerge come presidio fondamentale: dalla gestione delle cronicità alla prevenzione, passando per la diagnostica point of care e la telemedicina (Ecg refertati da remoto, monitoraggio metabolico ecc.), il farmacista è sempre più protagonista della sanità di prossimità orientata alla longevità attiva.

Andrea Pezzi, Ad di Poste Assicura, ha ribadito l’urgenza di puntare sulla diagnosi precoce e sulla sanità integrativa, non solo per migliorare la salute dei cittadini, ma anche per contenere i costi del Servizio sanitario nazionale.

Nella seconda parte del convegno, spazio all’innovazione. Dall’automazione del magazzino alle consulenze nutrizionali digitali, fino alla tele-diabetologia, le soluzioni tecnologiche delineano una farmacia sempre più orientata al servizio, in grado di fidelizzare l’utenza e sostenere l’invecchiamento in salute.

«Non possiamo più restare immobili», ha concluso Croce. «È il momento di rilanciare il ruolo dei farmacisti come attori chiave nella sanità territoriale e nella tenuta del patto tra generazioni».

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