Mal di pancia e self-care, un aiuto al consiglio
L'INIZIATIVA
Mal di pancia e self-care, un aiuto al consiglio

Una survey evidenzia incertezza nella gestione di questo diffuso e imprecisato disturbo. Da qui nasce “Capire la Pancia”, iniziativa di Sifac con il contributo di Opella che introduce protocolli validati e algoritmi decisionali per supportare il farmacista
7 maggio 2026
a cura della Redazione
Il “mal di pancia” è un disturbo diffusissimo, ma ancora privo di un inquadramento operativo condiviso in farmacia. È da questo presupposto che prende forma “Capire la Pancia”, un progetto realizzato da Sifac-Società Italiana di Farmacia Clinica con il contributo non condizionante di Opella che ha l’obiettivo di migliorare la comprensione dei disturbi gastrointestinali più comuni e supportare un approccio più consapevole al self-care.
Alla base dell’iniziativa, una survey condotta su 406 adulti nelle farmacie italiane: oltre il 93 per cento degli intervistati ha avuto almeno un episodio definito come “mal di pancia” nell’ultimo anno, circa quattro su dieci riferiscono episodi ricorrenti e più di un terzo segnala un impatto sulla qualità della vita. Nonostante ciò, oltre la metà dichiara di non sentirsi sicura nella gestione autonoma del disturbo.
Il dato evidenzia una criticità precisa: l’ampia diffusione del sintomo non si accompagna a una reale capacità di interpretazione clinica. Il “mal di pancia” si configura infatti come un contenitore eterogeneo di manifestazioni – dal dolore crampiforme al gonfiore, dalla diarrea al bruciore gastrico – che richiedono un inquadramento differenziale non sempre alla portata del paziente.
È proprio su questo scarto tra percezione e comprensione che interviene il progetto, introducendo strumenti strutturati per la pratica professionale: protocolli di consiglio scientificamente validati, algoritmi decisionali e supporti operativi per migliorare il dialogo con il paziente e l’appropriatezza dell’intervento.
Come osserva Corrado Giua, presidente Sifac, «Il mal di pancia è uno di quei disturbi che tutti pensano di conoscere, ma che in realtà richiede una lettura attenta, perché dietro una definizione apparentemente semplice possono esserci condizioni cliniche molto diverse tra loro»; da qui il ruolo del farmacista nell’orientare correttamente il paziente, anche verso il medico quando necessario. Nella pratica quotidiana, aggiunge Carolina Carosio, farmacista clinica e ricercatrice Sifac, «Le persone gestiscono il problema spesso in autonomia, ma non sempre con piena comprensione dei sintomi. La velocità della risposta spesso prevale sulla correttezza della scelta».
L’iniziativa si propone quindi di colmare l’assenza di riferimenti condivisi per la gestione di questi disturbi in farmacia, rafforzando il ruolo del presidio territoriale come punto di orientamento nel self-care. A partire da giugno, il progetto coinvolgerà circa 20.000 farmacisti su tutto il territorio nazionale attraverso attività formative dedicate.
In questo quadro si inserisce anche l’impegno di Opella «come leader di categoria nella gestione dei principali disturbi gastrointestinali in automedicazione – dichiara Maria Chiara Uboldi, Scientific Affairs Head di Opella Healthcare Italy – nel promuovere l’alfabetizzazione sanitaria e una cultura della gestione consapevole della propria salute, con l’obiettivo di mettere a disposizione dei farmacisti strumenti “concreti e validati” per supportare una gestione più appropriata dei sintomi».
Il progetto si colloca così in un ambito ancora privo di linee guida condivise per la farmacia di comunità, con l’ambizione di rendere più strutturato e omogeneo il consiglio professionale su uno dei disturbi più frequenti nel self-care.