Mirone: filiera instabile, bene farmaco a rischio
LA FILIERA
Mirone: filiera instabile, bene farmaco a rischio

All’Assemblea annuale di Federfarma Servizi il presidente dell’associazione di distributori lancia l’allarme: nel silenzio assordante del comparto, la Distribuzione intermedia che va in crisi è un rischio per la salute dei cittadini
27 giugno 2024
a cura della Redazione
«Non vi è dubbio che il periodo che sta attraversando la Distribuzione intermedia sia uno dei più difficili degli ultimi decenni». All’Assemblea Nazionale di Federfarma Servizi, l’associazione che riunisce 19 società di distribuzione con 57 magazzini operanti su tutto il territorio nazionale, il presidente Antonello Mirone lancia l’allarme sulla filiera del farmaco: «La concomitante stretta di diversi fattori rischia di spezzare l’anello più debole della catena, quello che però permette la maggior parte delle attività che attraverso la rete delle farmacie vengono offerte ai cittadini/pazienti sull’intero territorio nazionale. L’impennata dei costi organizzativi – indica Mirone – in particolare di quelli legati al trasporto, alle utenze, alle materie prime e al personale, unitamente alla corsa dei tassi di interesse per il ricorso al credito, stanno mettendo a dura prova le capacità gestionali di coloro che sono chiamati ad amministrare le nostre aziende».
41mila consegne al giorno
La Distribuzione intermedia, quell’ingranaggio complesso che porta in farmacia farmaci, parafarmaci e dispositivi medici, vaccini e test diagnostici per migliaia di referenze, macina numeri importanti: 610 milioni di confezioni di farmaci e 205 milioni tra parafarmaci e dispositivi, per un totale di 15 milioni di consegne e 150 milioni di chilometri percorsi, più di 41mila consegne al giorno, tutti i giorni, per arrivare alla massima prossimità con i cittadini.
Un impegno che non si limita alla logistica e alla distribuzione ma prevede il coordinamento delle attività e la partecipazione a tavoli istituiti dal Ministero della Salute, come il Tavolo Tecnico di lavoro nel settore dell’approvvigionamento dei farmaci, quello sulla tracciabilità europea con il Sistema Nazionale Verifica del Farmaco, quello sulla vendita on line e quello sulle indisponibilità dei farmaci.
L’amarezza di Mirone
In un momento così critico, il presidente di Federfarma Servizi in particolare ha lamentato la poca attenzione degli altri attori del comparto, «che sembrano non rendersi conto che senza la Distribuzione intermedia la grande trasformazione che sta vivendo la Sanità territoriale e in particolare l’evoluzione che sta vivendo la farmacia italiana non è possibile». «Purtroppo – ha concluso Mirone – sembra che i riconoscimenti del nostro ruolo non producano comportamenti consequenziali volti a risolvere lo stato di difficoltà, né da parte del decisore politico, né da parte degli altri protagonisti del settore, che pure dovrebbero maggiormente avere a cuore le nostre sorti, considerandoci partner essenziali per lo sviluppo delle nuove strategie e giungendo quindi a condividere soluzioni, compatibili con l’urgenza del momento, che portino alla definitiva stabilizzazione dell’intera filiera».