Non solo wholesale e retail
LA FILIERA
Non solo wholesale e retail
Phoenix Pharma Italia non vuole essere soltanto il primo distributore intermedio del farmaco in Italia, un network leader di farmacie indipendenti e una catena di farmacie di proprietà: nella sede rinnovata di Novate Milanese il racconto dei manager di un anno di crescita grazie alla forte integrazione tra i diversi asset del Gruppo
16 luglio 2026
di Laura Benfenati
C’è un albero della vita all’ingresso della storica sede appena rinnovata di Phoenix Pharma Italia a Novate Milanese e Vincenzo Masci, Group Commercial & Marketing Director ci spiega che simboleggia il punto di incontro tra il farmacista e il suo cliente-paziente. Perché il core business del Gruppo è sicuramente la distribuzione del farmaco, con 25 magazzini e la gestione di reti di farmacie, ma all’incontro con i giornalisti Masci, Lorenzo Clerici, Group Customers & Channels Director, e Raffaele Testa, Group Operations, Logistics & Pharma Services Director, ci hanno raccontato che l’azienda è molto di più e che continua a crescere. Il fatturato di Phoenix Pharma Italia rispetto all’esercizio precedente registra infatti un +6,5 per cento grazie a un attento controllo di gestione e a una strategia sinergica tra le tre anime del gruppo: wholesale, retail e pharma service.
Phoenix Pharma Italia conta oggi 25 centri per la distribuzione del farmaco distribuiti in tutta Italia, garantisce 28mila consegne giornaliere (l’80 per cento delle quali a tre ore dall’ordine), ha oltre 3.000 dipendenti e un fatturato di 3 miliardi e 407 milioni. Gli investimenti del Gruppo nel nostro Paese hanno toccato nell’anno fiscale 2025-2026 la quota di 14,9 milioni, fra restyling delle farmacie di proprietà e rinnovo progressivo degli headquarter.
Il terzo asset del Gruppo
Ci ha colpito particolarmente il comparto del pharma service, il cosiddetto terzo asset del Gruppo, che contribuisce al budget per il 15 per cento e di cui si parla meno rispetto agli ambiti wholesale e retail: «Il pharma service è cresciuto del 30 per cento con nuovi canali dedicati ai clinical trial e al representation business, con il pre-wholesale, prodotti tailor made per l’industria, distribuzione ospedaliera», ha spiegato Raffaele Testa. «Anche il business wholesale segna una crescita costante, raggiungendo una quota di mercato media superiore al 23 per cento. Recentemente abbiamo dedicato un’area esclusivamente alla distribuzione ospedaliera all’interno del polo di Carinaro, in Campania».
Fra gli asset portanti del wholesale, i servizi di approvvigionamento per ospedali, cliniche, case di cura e Rsa, e il portale B2B per il canale ospedaliero (Pharmaigo); e-commerce avanzato e rafforzato e home delivery, il “portale clienti” che ottimizza l’interazione con farmacie e partner; il recente servizio di representation business per l’industria e Tif, la società di servizi tecnologici per le farmacie, dedicata alla digitalizzazione e all’innovazione nel punto vendita.
«Il 2025 ha segnato una nuova, decisiva fase per le nostre Operations», ha spiegato Testa. «Abbiamo visto una crescita delle operatività pari al 7 per cento e abbiamo potuto percepire sul campo, più che mai tangibile, il mindset che ha reso possibile l’importante e ulteriore evoluzione delle attività di tutti i nostri magazzini, nessuno escluso. Si tratta di un livello di performance e di produttività capace di distinguersi anche a livello internazionale».
Obiettivo: eccellenza operativa
La distribuzione intermedia del resto non è immune da grandi scosse e, come ha raccontato Lorenzo Clerici, la questione energetica ha avuto un impatto di 1 milione e 800mila euro annuo di costi sull’area wholesale: «Sono essenziali una reale vocazione all’avanguardia, continui investimenti in automazione, il presidio dei più avanzati strumenti di analisi predittiva per l’evoluzione della pianificazione, la diffusione dei principi lean in tutti i processi e tecnologie sempre più avanzate per la tracciabilità. Stiamo davvero valorizzando appieno il nostro asset logistico e distributivo, che ci distingue oggi, forse come mai prima. Le esigenze del cliente sono state e saranno sempre al centro e l’obiettivo è perseguire l’eccellenza operativa attraverso l’ottimizzazione dei flussi e la decisa contrazione degli sprechi. Siamo una learning organization: Benu Farmacia performa meglio del mercato e meglio delle altre reti, e Phoenix Pharma Italia è il primo player per servizi integrati per la salute nel nostro Paese». Costi occulti del personale, ha spiegato Clerici, sono stati ridotti grazie alla tecnologia, al sistema di riordino intelligente, al risponditore automatico, alla gestione informatica dei prezzi a scaffale, a quella centralizzata delle presenze dei farmacisti: «I liberi professionisti sono scesi al 9 per cento dal 17 per cento su 1.000 farmacisti del Gruppo: possono essere preziosi ma noi investiamo sui dipendenti, con formazione, ottimizzazione dell’organizzazione, coinvolgimento nello sviluppo della private label. Il personale incide per il 15 per cento ora, prima era il 13,4».
Sprechi e indubbi ostacoli alla sostenibilità rappresentati anche dalle eccessive consegne al giorno in farmacia: in quelle di proprietà Benu sono scese a una al giorno, ma come ci ha detto Vincenzo Masci sul commerciale potrebbero ridursi ulteriormente.
Lo scatto del franchising
Il Franchising Benu è ormai presente in quasi tutte le Regioni d’Italia, sono complessivamente 680 le farmacie affiliate tra Franchising Benu e Valore Salute Platinum, e l’obiettivo è 750 entro fine anno. Benu Farmacia vede nel primo semestre 2026 una crescita complessiva del +2,6 per cento con +3,6 milioni di euro di fatturato rispetto all’anno precedente e una marginalità in costante miglioramento. La private label registra oltre 2 milioni di pezzi venduti nel corso dell’anno nelle farmacie Benu, con un + 110 per cento di vendite nel canale franchising rispetto all’anno precedente.
«Le performance che vediamo confermate giorno per giorno sono straordinarie, sia sul fronte delle nostre Benu Farmacia di proprietà sia sul fronte dell’affiliazione Franchising Benu e Network Valore Salute», ha spiegato Masci. «Siamo sempre più convinti che la strada che abbiamo intrapreso sia quella giusta. Ci rivolgiamo ai farmacisti indipendenti con un panel di proposte unico, in grado di esprimere al meglio le loro potenzialità. Lo vediamo anche nell’integrazione dell’on line con la farmacia fisica: l’omnicanalità e il digital, di cui siamo stati pionieri e su cui continuiamo a investire, anche con la recente introduzione del Marketplace Benu. Le vendite on line oggi pesano circa il 9 per cento del fatturato di Benu Farmacia, ma intendiamo sviluppare e consolidare il nostro posizionamento, sempre in integrazione con la farmacia. Integrazione è la parola chiave e la nostra missione, anche nel rapporto fra l’insegna e il network».



