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«Non vogliamo omologare: vogliamo valorizzare»

L'INTERVISTA

«Non vogliamo omologare: vogliamo valorizzare»

Questa la sintesi sulla rete Farmacie Specializzate del suo amministratore e presidente Unifarco Luigi Corvi. L’assemblea 2025 conferma un network in forte movimento, sempre più guidato dal binomio formazione/innovazione. I dati sull’andamento economico confermano le ottime performance, con un Net Promoter Score superiore al 74 per cento per qualità e risultati economici

27 novembre 2025

di Carlo Buonamico

Oltre 300 farmacisti in presenza, altri 50 collegati da remoto, due sedi simbolo dell’innovazione – il nuovo Auditorium Unifarco di Villorba e H-Farm a Roncade – e un tema centrale: il futuro della farmacia italiana. L’Assemblea nazionale di Farmacie Specializzate 2025 segna un passaggio importante per la rete Unifarco, che oggi riunisce oltre 700 farmacie in tutta Italia. Ne parliamo con Luigi Corvi, presidente di Unifarco e amministratore della rete Farmacie Specializzate.

Dottor Corvi, qual è il bilancio dell’edizione 2025 dell’Assemblea?

Direi eccezionale. Abbiamo registrato oltre 200 farmacisti il sabato, diventati quasi 300 nella giornata di domenica, più una cinquantina collegati on line. Per una rete di 700 farmacie significa una partecipazione davvero significativa, segno che i farmacisti sentono il valore dell’aggregazione. Il coinvolgimento non si è limitato alla presenza in sala. Abbiamo presentato anche un questionario interno compilato da 650 colleghi: un dato che conferma quanto la rete sia percepita come un punto di riferimento stabile, soprattutto in un contesto che cambia rapidamente tra crescita delle catene, boom dell’e-commerce e modelli di vendita alternativi.

Quali temi avete affrontato?

Formazione e innovazione, come sempre. Da quindici anni la nostra rete sostiene i farmacisti su questi due fronti. Non a caso la seconda giornata si è svolta a H-Farm, un luogo che rappresenta perfettamente la contaminazione tra tecnologia, educazione e imprenditorialità.

I titolari hanno assistito anche a una lezione dedicata all’intelligenza artificiale. Il professor Diego Pizzocaro, Ceo di H-Farm, ci ha offerto una panoramica chiara su come l’intelligenza artificiale stia trasformando il mondo della salute. Il nostro obiettivo è aprire la mente dei farmacisti a ciò che li attende: strumenti che non sostituiranno la relazione umana, ma la rafforzeranno.

Durante l’assemblea sono stati presentati anche i dati sull’andamento economico del network: cosa è emerso?

I nostri controlli di gestione dimostrano che le Farmacie Specializzate performano meglio della media italiana, sia per qualità che per risultati economici. Abbiamo voluto misurare non solo ciò che ci fa piacere vedere, ma anche ciò che conta davvero: la soddisfazione dei clienti. Il risultato? Un Net Promoter Score superiore al 74 per cento. Si tratta di un risultato altissimo, certificato da un modello internazionale. Ci ha reso orgogliosi perché significa che il cliente percepisce un valore reale, non solo declamato.

Quali innovazioni avete presentato ai farmacisti?

Abbiamo mostrato diverse soluzioni già operative: dall’AI che supporta la creazione dei turni di lavoro ai chatbot che rispondono alle chiamate nelle fasce più critiche. Tutte tecnologie pensate per liberare tempo e permettere al farmacista di concentrarsi su ciò che conta davvero: la relazione con il paziente. Al centro c’è il nuovo Digital Hub, un ecosistema digitale unico. Permette di gestire Crm, fidelity card, sito web, social media, sondaggi e comunicazioni con un’unica piattaforma. Aiuta a rimanere in contatto con il cliente prima, durante e dopo la visita in farmacia.

Come si concilia il supporto centralizzato con l’identità della singola farmacia?

La nostra filosofia è chiara: ogni farmacia mantiene la propria individualità, ma rafforzata dall’appartenenza a un gruppo che sostiene le attività cruciali: formazione, eventi, marketing, acquisti, digitale. Non vogliamo omologare: vogliamo valorizzare. La crescita, infatti, non è solo quantitativa. Il nostro obiettivo per il 2026 è aumentare l’aderenza delle farmacie ai progetti della rete e rafforzare ancora di più la trasformazione digitale.

Una delle novità annunciate riguarda il team building: di che si tratta?

Oggi molti titolari fanno fatica a trovare e trattenere personale qualificato. Per questo nel 2026 lanceremo eventi dedicati alla creazione di squadre più coese ed empatiche, sia all’interno della singola farmacia sia all’interno dell’intera rete. Lavoreremo sul territorio, a fianco dei titolari.

Lei ha aperto la giornata con uno speech dal titolo evocativo: “Il futuro presente che non aspetta”: qual è il significato di questa apertura?

Il digitale, l’AI, la gestione avanzata dei dati non sono scenari futuri, sono già qui. La nostra responsabilità è aiutare i farmacisti a cavalcare questo cambiamento, senza perdere ciò che li rende unici: la competenza, la fiducia, la vicinanza alle persone.

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