Nuovi orizzonti per la compliance terapeutica
IL DEBLISTERING IN FARMACIA
Nuovi orizzonti per la compliance terapeutica
Sistemi di dosaggio personalizzato per ottimizzare la gestione dei malati cronici. Così, grazie a una tecnologia modulare e scalabile, il presidio sanitario riduce gli errori, recupera tempo prezioso e consolida il legame di fiducia con i pazienti. Luca Leban e Andrea Calabrese di Innova 365 raccontano filosofia e obiettivi del Progetto Aderenza
Una rubrica nata in collaborazione con Progetto Aderenza e Innova dedicata agli aspetti legali e fiscali, alle esperienze di altri Paesi, alle case history di una pratica sempre più diffusa e importante per la gestione delle terapie e il miglioramento dell’aderenza. Tutte le puntate qui.
12 febbraio 2026
di Claudio Buono
Prescrivere una terapia non basta: perché funzioni davvero, deve essere seguita correttamente e supportata nel tempo. Da questa esigenza nasce “Progetto Aderenza” di Innova 365, che mette al centro il paziente politrattato, valorizza il ruolo del farmacista come professionista sanitario e integra una tecnologia pensata per semplificare la gestione delle terapie complesse. Luca Leban, amministratore unico di Innova 365 – Progetto Aderenza, e Andrea Calabrese, responsabile del progetto, spiegano come modularità, sistemi di dosaggio personalizzato e un approccio basato sulla fiducia reciproca stiano ridefinendo il concetto di aderenza, rafforzando il ruolo della farmacia come presidio sanitario di prossimità.
Come nasce Progetto Aderenza e con quale obiettivo?
LL: Nasce da un percorso di analisi dei mercati esteri (Francia, Germania, Olanda, Inghilterra, Spagna) avviato nel 2018-2019, che ha portato nel 2024 alla creazione di una business unit dedicata. L’obiettivo centrale non è proporre semplicemente un’apparecchiatura o un prodotto, ma promuovere l’aderenza alla terapia come approccio strutturato alla gestione della cura. Il che significa supportare il paziente politrattato nel seguire correttamente le indicazioni del medico, riducendo dimenticanze ed errori attraverso un sistema scalabile di deblistering o Sdp (Sistema di dosaggio personalizzato).
Uno dei suoi punti di forza è la modularità: perché avete scelto un percorso graduale per le farmacie anziché una soluzione unica e standardizzata?
LL: Questa nostra soluzione consente alla farmacia di investire in modo proporzionato alla crescita del servizio, eliminando barriere all’ingresso. Il nostro modello è scalabile: si può partire da una gestione manuale integrata con il software cloud per poi adottare dispositivi semiautomatici come DualBlist o automazioni complete Jvm. Questo approccio permette di ottimizzare risorse umane ed economiche in base ai reali volumi di attività, sia per il servizio ai pazienti in farmacia sia per l’erogazione verso strutture terze come le Rsa.
La componente emotiva ha un ruolo importante nella mancata aderenza alle terapie. Quanto contano ascolto, relazione e fiducia nel successo di un progetto come il vostro?
LL: Sono elementi centrali. Se il paziente non si sente ascoltato o non si fida, è più facile che interrompa o gestisca male la terapia. In un progetto come il nostro, ascolto, relazione e fiducia sono quindi elementi strutturali, non “soft”. Una ricerca Ipsos condotta per Fofi (Il ruolo del farmacista e la farmacia del futuro in Italia), mostra un capitale di fiducia già molto alto: il 77 per cento degli italiani si affida al farmacista e lo considera un riferimento competente e accessibile per la gestione della salute. In questo contesto, l’Sdp può amplificare la fiducia: rende la terapia più chiara e gestibile, aumenta la sicurezza percepita dal paziente e riduce l’ansia organizzativa di caregiver e familiari.

Tecnologia e automazione sono cruciali nel progetto: come diventano alleate del farmacista?
AC: La tecnologia libera tempo prezioso. Dati alla mano, la gestione manuale di 20 pazienti richiede circa 22 ore al mese, mentre con l’ausilio dei nostri sistemi semiautomatici e automatici i tempi si riducono drasticamente, garantendo al contempo una tracciabilità completa e una gestione ottimizzata delle scorte. In questo modo il farmacista può concentrarsi sul proprio ruolo di professionista sanitario e sulla relazione con i pazienti e le strutture.
Intelligenza artificiale e medicina di precisione stanno ridefinendo il futuro delle terapie: quale ruolo gioca Progetto Aderenza in questo scenario?
LL: Oggi si parla giustamente di prescrittomica, farmacogenetica e AI applicata alle decisioni cliniche, come evidenziato anche dal dibattito in ambito Aifa. Tuttavia, anche le tecnologie più avanzate perdono efficacia se il paziente non assume correttamente la terapia: l’aderenza è infatti il prerequisito della medicina di precisione, non la sua conseguenza. Progetto Aderenza opera proprio su questo livello, trasformando la terapia prescritta in una cura realmente seguita. Attraverso i sistemi di dosaggio personalizzato, al deblistering professionale e alla completa tracciabilità, rendiamo la gestione quotidiana comprensibile, gestibile e verificabile. Il che permette di generare dati affidabili, ridurre errori, individuare criticità e garantire continuità terapeutica.
In che modo il Sistema di dosaggio personalizzato incide sulla quotidianità dei pazienti in terapia complessa e di chi li assiste?
AC: L’Sdp elimina l’ansia dell’errore e della dimenticanza. Al paziente politrattato garantisce sicurezza nell’assunzione del farmaco corretto al momento giusto; ai caregiver riduce, se non azzera, il rischio di errori di somministrazione e semplifica notevolmente il controllo dell’aderenza, favorendo anche una maggiore autonomia dei pazienti con mobilità ridotta o non pienamente autosufficienti. Mentre nelle Rsa consente di liberare risorse dalle attività di sconfezionamento e preparazione dei “bicchierini” per dedicarle maggiormente alla cura del paziente, con un miglioramento significativo della qualità assistenziale.
Dal vostro punto di vista, che cosa cambia in farmacia quando il deblistering entra stabilmente nella pratica clinica?
AC: Quando diventa parte della routine, il deblistering valorizza il ruolo del farmacista come professionista sanitario e segna un passaggio decisivo verso la farmacia dei servizi. Da semplice attività tecnica si trasforma in un potente strumento di fidelizzazione, aumentando la frequenza di visita (+22 per cento) e l’ampiezza della spesa (+65 per cento), rafforzando altresì in modo significativo il legame del paziente con la propria farmacia e la propensione a sceglierla come punto di riferimento stabile.
Quale impatto ha Progetto Aderenza sul ruolo della farmacia come presidio sanitario di prossimità?
LL: Il progetto posiziona la farmacia come pilastro fondamentale del Ssn nella gestione della cronicità. In Italia, dove si contano 14 milioni di politrattati cronici e la scarsa aderenza genera costi enormi tra ospedalizzazioni e pronto soccorso, Progetto Aderenza consente alla farmacia di intervenire attivamente per migliorare la salute pubblica, ridefinendola non solo come luogo di dispensazione, ma come vero centro di monitoraggio e supporto al percorso terapeutico.
