informazione, partecipazione, condivisione

Obesità: più consapevolezza ma poca aderenza alle cure

L’INIZIATIVA

Obesità: più consapevolezza ma poca aderenza alle cure

Sono stati presentati la scorsa settimana a Roma i dati emersi della campagna Federfarma-Cittadinanzattiva sul grado di conoscenza dei cittadini sul tema. Avanzate alcune proposte condivise per la diagnosi e la presa in carico delle persone affette da obesità su tutto il territorio nazionale

30 ottobre 2025

di Rossella Gemma

Due cittadini su tre si dichiarano informati sull’obesità, ma più di uno su tre non ha mai intrapreso un percorso di cura. È uno dei dati emersi dall’indagine realizzata nell’ambito della campagna “Obesità. Non ignorarla, affrontiamola insieme”, promossa da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma e con il contributo non condizionante di Lilly. L’iniziativa, che ha coinvolto oltre 5.500 cittadini e più di 1.500 farmacie in tutta Italia, ha permesso di raccogliere un quadro aggiornato sulla percezione sociale della patologia e sulle difficoltà che ancora ne ostacolano la gestione.

Pregiudizi e poca aderenza alle cure

Secondo i risultati, il 74 per cento degli intervistati si considera informato sull’argomento e per circa due terzi l’obesità è riconosciuta come una vera e propria malattia cronica. Tuttavia, la consapevolezza non basta: solo un quarto di chi si riconosce in una condizione di sovrappeso ha intrapreso un percorso terapeutico, mentre oltre un terzo non lo ha mai fatto e un altro terzo ha interrotto la cura per mancanza di risultati o difficoltà di gestione.

I dati confermano anche la persistenza di stigma e pregiudizi. Quasi la metà degli intervistati ritiene che chi soffre di obesità abbia bisogno di comprensione e supporto, ma molti riconoscono la presenza di discriminazioni a scuola e sul lavoro. Rimane inoltre diffusa l’idea, errata ma radicata, che chi è obeso sia “pigro” o “demotivato”.

Mandorino: continuare a fare informazione

«La collaborazione con Federfarma e con la rete delle farmacie dei servizi ci consente di fare informazione in materia di obesità insieme a professionisti che quotidianamente si occupano di questo tema così delicato», ha dichiarato Annalisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, intervenendo alla presentazione dei risultati la scorsa settimana, presso la sede di Federfarma a Roma. «È fondamentale continuare a unire le forze per superare lo stigma, migliorare la prevenzione e garantire percorsi di cura accessibili a tutti. Ci auguriamo che questo possa essere un incentivo anche a sviluppare la comunicazione e l’informazione, così da ridurre l’impatto sociale di questa patologia».

Cossolo: la farmacia di comunità in dialogo con i cittadini

Durante la campagna, i farmacisti hanno svolto un ruolo di primo piano come punto di ascolto e sensibilizzazione. Molti, tuttavia, hanno segnalato difficoltà legate alla mancanza di spazi dedicati o alla reticenza dei cittadini nel parlare della propria condizione.

«L’obesità è una patologia complessa, con forti implicazioni sanitarie e sociali», ha spiegato Marco Cossolo, presidente di Federfarma. «I farmacisti coinvolti hanno dovuto affinare le proprie capacità comunicative per instaurare un dialogo efficace con i cittadini, ma questo rientra pienamente nel ruolo della farmacia di comunità, impegnata nella presa in carico del paziente cronico».

Non solo comunicazione, ma anche risorse

A sottolineare l’importanza di un’azione condivisa anche da parte del settore privato è Federico Villa, associate vice president Corporate Affairs & PA president Italy Hub di Lilly: «Per noi è fondamentale superare lo stigma che accompagna l’obesità. Per riuscirci servono formazione e informazione, e grazie alla farmacia – che è un primo presidio sanitario sul territorio – si può generare conoscenza su una patologia che accompagna oltre duecento comorbilità e che oggi costa al sistema Paese quasi un punto percentuale di Pil».

Un intervento, quello di Villa, che sottolinea l’importanza di un approccio culturale e informativo, ma che apre anche una riflessione più ampia: dopo il riconoscimento legislativo, occorre mettere in campo risorse adeguate. La legge di bilancio può essere il primo passo per rendere concreti i nuovi diritti dei pazienti con obesità finanziando i centri specialistici, rendendo uniformi le cure sul territorio e garantendo ai pazienti pari accesso ai trattamenti.

La campagna si chiude dunque con un messaggio chiaro: l’obesità non va ignorata, ma affrontata insieme, con un approccio integrato che metta al centro persone, cure e dignità.

0 Condivisioni

Altre news

30 Ottobre 2025 ,