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Obesità, una guida europea per cambiare il modo di parlarne

L'INIZIATIVA

Obesità, una guida europea per cambiare il modo di parlarne

In occasione del World Obesity Day, Parole O_Stili e Lilly presentano “Non c’è forma più corretta”, un progetto che analizza 25 parole chiave legate alla patologia e invita media, istituzioni e professionisti della salute a riflettere sull’impatto delle parole nella relazione di cura

5 marzo 2026

a cura della Redazione

Quasi il 60 per cento degli adulti europei e circa un bambino su tre convivono con sovrappeso o obesità. In questo contesto, il modo in cui la patologia viene raccontata – nei media, nelle istituzioni e talvolta anche nel linguaggio sanitario – può incidere sulla percezione sociale della malattia e sull’accesso alle cure. Per questo, in occasione del World Obesity Day, l’associazione Parole O_Stili – realtà nata nel 2016 con l’obiettivo di promuovere un uso consapevole e non ostile del linguaggio nella comunicazione pubblica e digitale – in collaborazione con Lilly ha promosso il primo glossario europeo dedicato al linguaggio sull’obesità.

Il progetto si intitola “Non c’è forma più corretta” ed è una guida che raccoglie e analizza venticinque parole e concetti chiave utilizzati nel dibattito pubblico sul tema, con l’obiettivo di favorire una comunicazione più consapevole e rispettosa. Tra i termini presi in esame figurano espressioni come “body shaming”, “grassofobia”, “stigma clinico” e “taglia forte”. Per ciascuno, il glossario evidenzia come alcune formulazioni – anche di uso comune o apparentemente neutre – possano risultare stigmatizzanti o denigratorie, invitando a riflettere sull’impatto che il linguaggio può avere sulle persone che vivono con obesità.

Dal progetto italiano alla diffusione europea

Pubblicato inizialmente in Italia con il patrocinio dell’Associazione Pazienti Amici Obesi, il glossario è ora disponibile anche in altre lingue europee. Oltre alla versione italiana, sono infatti state realizzate traduzioni in polacco, rumeno e ceco, mentre sono in preparazione anche le versioni croata e ungherese.

L’iniziativa coinvolge associazioni di pazienti dei diversi Paesi, chiamate a contribuire alla validazione culturale e linguistica dei contenuti, con l’obiettivo di estendere il dialogo sul tema oltre i confini nazionali e promuovere una maggiore consapevolezza sul ruolo delle parole nella relazione di cura.

«Le parole hanno un peso reale – commenta Rosy Russo, presidente di Parole O_Stili – possono ferire, escludere o colpevolizzare chi vive con obesità, ma possono anche diventare strumenti di cura. Con questo glossario vogliamo offrire strumenti linguistici consapevoli e rispettosi, perché cambiare le parole è il primo passo per cambiare lo sguardo e restituire dignità alle persone».

Una patologia associata a stereotipi

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’obesità è una malattia cronica complessa e multifattoriale, determinata dall’interazione di fattori biologici, genetici, ambientali, sociali e culturali. Nonostante questo, nel racconto pubblico continua a essere associata a colpa individuale o mancanza di volontà.

Anche sul piano sanitario lo stigma può avere conseguenze concrete. Dati dell’Istituto Superiore di Sanità indicano infatti che la stigmatizzazione legata all’obesità può influire negativamente sull’accesso ai servizi sanitari, sulla qualità delle diagnosi e sull’aderenza ai trattamenti. Le persone che convivono con la patologia riportano frequentemente esperienze di giudizio o semplificazione clinica che possono portare a ritardare le diagnosi o a evitare il contatto con il Servizio sanitario.

«Lo stigma associato alla patologia continua a rappresentare una delle principali barriere per le persone con obesità. In questo contesto, il linguaggio che utilizziamo ha un ruolo determinante: può favorire accoglienza e sostegno, oppure alimentare esclusione e giudizio», dichiara Federico Villa Ass. Vice President Corporate Affairs & Patient Access Lilly Italy Hub. «In occasione della Giornata Mondiale di sensibilizzazione sull’obesità, la diffusione europea del glossario “Non c’è forma più corretta”, una guida al linguaggio rispettoso e inclusivo, rappresenta un passo concreto per sensibilizzare sul tema e riaffermare la responsabilità che, come azienda, sentiamo verso chi vive con obesità e verso il sistema salute nel suo complesso».

Un video-manifesto e una campagna digitale

A supporto dell’iniziativa, Parole O_Stili e Lilly hanno realizzato anche un video-manifesto diffuso a partire dal 4 marzo sui canali social, a cui seguirà una campagna digitale di sensibilizzazione. Il video traduce visivamente il messaggio del progetto, richiamando la responsabilità delle parole nel racconto dell’obesità e invitando a superare stereotipi e semplificazioni che alimentano stigma e giudizio.

Il glossario è consultabile on line ed è pensato come uno strumento pratico per media, istituzioni, professionisti della salute e cittadini, con l’obiettivo di migliorare la qualità della comunicazione pubblica su una patologia che coinvolge milioni di persone in Europa.

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