Omeopatia, nel primo semestre 2026 volumi in calo del 9,8 per cento
IL CONGRESSO
Omeopatia, nel primo semestre 2026 volumi in calo del 9,8 per cento
Costi produttivi e approvvigionamenti sotto pressione, ma anche nodi normativi: Omeoimprese individua due criticità per il comparto
8 ottobre 2026
a cura della Redazione
Il mercato italiano dei medicinali omeopatici ha registrato nel primo semestre del 2026 una flessione del 9,8 per cento a volume. A comunicarlo è Omeoimprese, l’associazione che riunisce le aziende produttrici e distributrici di medicinali omeopatici e antroposofici in Italia, secondo cui il risultato è legato alla sovrapposizione di due criticità: una congiunturale, riconducibile allo scenario economico e geopolitico, e una strutturale, legata alle condizioni normative e regolatorie del comparto.
Criticità per la produzione e la logistica
Sul fronte produttivo, Omeoimprese segnala l’impatto dell’aumento dei costi delle materie prime, dell’energia, dei trasporti e dei materiali per il confezionamento. La filiera omeopatica, spiega l’associazione, utilizza materie prime di origine vegetale, minerale e animale e dipende da una rete articolata di fornitori e materiali. Nei mesi scorsi alcune imprese associate hanno segnalato aumenti dei costi del packaging fino al 7 per cento per la plastica e al 3 per cento per il vetro, oltre a maggiorazioni per logistica e trasporti legate all’aumento dei carburanti. Per una delle aziende del comparto, i corrieri hanno introdotto un contingency fuel adjustment del 3,8 per cento.
Anche i tempi di approvvigionamento si sono allungati: per alcuni materiali, tra cui l’alluminio, le consegne sono passate da sei a nove settimane, mentre i tempi di programmazione richiesti dai fornitori sono arrivati a nove-dodici mesi, rispetto ai precedenti quattro-sei. Secondo Omeoimprese, la situazione richiede alle imprese di rivedere programmazione produttiva, scorte e organizzazione logistica e potrebbe, se protratta, determinare ulteriori pressioni sui costi e sulla capacità di garantire regolarità e puntualità delle forniture.
Normativa penalizzante
Accanto alle difficoltà produttive, l’associazione richiama una criticità di carattere normativo. In Italia, sottolinea Omeoimprese, nessun medicinale omeopatico attualmente autorizzato da Aifa dispone di indicazioni terapeutiche approvate. Il comunicato cita il confronto con Francia e Germania, dove sono attivi strumenti specifici di valutazione che hanno consentito ad alcune specialità di riportare ambiti di utilizzo, posologia e informazioni approvate per il paziente.
Secondo l’associazione, la normativa italiana prevede la possibilità di definire un percorso autorizzativo che tenga conto delle caratteristiche e della tradizione omeopatica praticata nel Paese, ma tale possibilità non è stata finora resa operativa. Omeoimprese sostiene che ciò determini margini informativi più limitati rispetto ad altri comparti del mercato farmaceutico, con conseguenze anche per cittadini e professionisti sanitari alla ricerca di riferimenti chiari e autorizzati sui medicinali.
«Non chiediamo regole meno rigorose», afferma Silvia Nencioni, presidente di Omeoimprese. «Chiediamo un quadro chiaro, coerente e capace di riconoscere le specificità del comparto, nel pieno rispetto delle garanzie previste per tutti i medicinali». Secondo Nencioni, «l’informazione corretta» è una condizione necessaria perché cittadini e professionisti possano orientarsi in maniera consapevole.
I dati del mercato
Il dato dell’omeopatia viene inoltre confrontato da Omeoimprese con l’andamento del mercato Retail della farmacia italiana. Secondo i dati Iqvia citati, nei primi mesi del 2026 il mercato è cresciuto del 3,6 per cento a valore, mentre il Consumer Health è rimasto sostanzialmente stabile, con un incremento dello 0,1 per cento. A volume, la contrazione complessiva del mercato è stata dell’1,5 per cento, contro il -9,8 per cento dei medicinali omeopatici.
Il comunicato richiama anche i dati del Rapporto OsMed 2025, pubblicato da Aifa nell’agosto 2026. La spesa farmaceutica complessiva italiana ha raggiunto 39,3 miliardi di euro, in aumento del 6 per cento rispetto al 2024, mentre la spesa pubblica si è attestata a 28,4 miliardi, con una crescita del 5,8 per cento. Nell’assistenza convenzionata il consumo medio è cresciuto dell’1 per cento rispetto all’anno precedente.
«Mentre cresce l’attenzione verso prevenzione, appropriatezza e uso responsabile dei medicinali, un comparto che può contribuire alla pluralità degli approcci terapeutici registra una contrazione molto più forte rispetto al mercato nel suo complesso», conclude Nencioni. Per la presidente di Omeoimprese, l’obiettivo è creare le condizioni perché le diverse opzioni riconosciute dall’ordinamento possano essere conosciute e valutate «all’interno di un quadro regolatorio chiaro e di un’informazione corretta».



