One Health Ambassador: molti i farmacisti premiati
LA SOSTENIBILITÀ
One Health Ambassador: molti i farmacisti premiati
102 professionisti della salute, tra farmacisti, veterinari e medici di medicina generale, hanno ricevuto il riconoscimento per il loro impegno nel sostenere i principi del modello One Health. La premiazione degli “ambasciatori” rappresenta l’inizio di un percorso: costruire una rete comune tra professionisti sanitari per affrontare insieme le sfide globali, con l’obiettivo di garantire una salute integrata e sostenibile per le generazioni future
12 dicembre 2024
di Rossella Gemma
Sono i professionisti della prossimità, i volti che ogni giorno si interfacciano con i cittadini e traducono concetti complessi in gesti concreti. I farmacisti, pilastri della salute sul territorio, sono stati al centro della prima edizione di One Health Ambassador, l’iniziativa che ha premiato chi, nel quotidiano, promuove un approccio innovativo e integrato alla salute. Lanciato in primavera da Boehringer Ingelheim, in collaborazione con Edra, il progetto One Health Ambassador ha permesso di intercettare pratiche virtuose in tutto il Paese e di mappare i professionisti più attivi nel rendere concreti i principi di One Health, un modello che sottolinea l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale.
Durante la cerimonia al Senato della Repubblica, 102 professionisti della salute – tra farmacisti, medici veterinari e medici di medicina generale – hanno ricevuto il riconoscimento per il loro impegno. Tra loro, i farmacisti hanno brillato per il loro ruolo di “ambasciatori” nelle comunità.
«I farmacisti sono il cuore della sanità di prossimità», ha dichiarato Karin Ramot, amministratore delegato di Boehringer Ingelheim Animal Health Italia. «Grazie al loro rapporto diretto con le persone, possono davvero fare la differenza nel promuovere un modello di salute circolare che unisca salute umana, animale e ambientale. Rafforzare questo approccio significa lavorare per un futuro più sostenibile e resiliente».
Clara Mottinelli, consigliere nazionale di Federfarma e presidente di Federfarma Brescia, ha spiegato con chiarezza la centralità del farmacista in questa visione: «Il farmacista ha una triplice responsabilità: come cittadino, come sanitario e come azienda. Considerare la sanità come un sistema unico – che integri salute animale, vegetale e umana – è l’unico modo per affrontare le sfide del futuro». Mottinelli ha inoltre sottolineato come il farmacista debba farsi promotore di una salute sostenibile, attenta agli equilibri economici, sociali e ambientali.
Eugenio Leopardi, presidente di Federfarma Lazio, ha posto l’accento sull’importanza della comunicazione: «Il nostro ruolo non si esaurisce tra le mura della farmacia. Dobbiamo essere capaci di dialogare con altri professionisti, ma soprattutto di trasferire queste conoscenze ai cittadini. La formazione reciproca è la chiave per costruire una sanità davvero condivisa».
Un altro tema cruciale emerso dall’iniziativa è quello dell’antibiotico resistenza, che i farmacisti affrontano ogni giorno attraverso la sensibilizzazione sul corretto uso degli antibiotici e la loro capacità di informare i cittadini.
Francesco Zaffini, presidente della X Commissione del Senato (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), ha rimarcato il valore della sanità territoriale nell’approccio One Health: «Quando parliamo di medicina generale e di farmacia parliamo di un pezzo importante del modello One Health sul territorio. Questo significa medicina di precisione, presa in carico del paziente, prevenzione primaria e secondaria».
Alla base del progetto, il Comitato Scientifico coordinato da Stefano Vella, docente di Salute Globale presso l’Università Cattolica di Roma, e Antonio Gaudioso, esperto di politiche sanitarie, che ha stabilito criteri rigorosi per selezionare i candidati. Tra i 102 premiati, i farmacisti hanno avuto una rappresentanza significativa, il 27,7 per cento, accanto ai medici veterinari (55,5 per cento) e ai medici di medicina generale (16,8 per cento). La distribuzione geografica ha mostrato una forte partecipazione da Regioni come Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna, ma ha anche messo in luce una minore rappresentazione in aree con maggiore presenza di fauna, spesso più vulnerabili a zoonosi.
L’iniziativa ha inoltre sottolineato l’importanza di potenziare la collaborazione tra professionisti delle diverse discipline sanitarie. È emerso un chiaro desiderio di sinergia, accompagnato dalla necessità di creare più occasioni di formazione e confronto, supportate dalle società scientifiche e dalle istituzioni.
