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Patologie tiroidee

LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE

Patologie tiroidee

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Il quadro valutativo, prescrittivo e di follow-up di queste problematiche può essere ben gestito dal farmacista territoriale, che può mediare tra paziente e medico per migliorare la compliance al test del TSH e l’aggiustamento della terapia

Questa è una rubrica quindicinale che parla – da farmacista a farmacista – di aderenza terapeutica, che vuole trasmettere nozioni ma essere anche pratica, per poterne sfruttarne i consigli tutti i giorni al banco. Tutte le puntate qui

21 novembre 2024

di Sergio Cattani, farmacista

Gli autori dello studio “Colorado Thyroid Disease Prevalence”, condotto su 25.862 individui nel 2000, conclusero che solo il 60 per cento dei pazienti che assumevano farmaci per la tiroide presentava livelli di TSH nell’intervallo appropriato. Come sappiamo, il TSH (ormone stimolante la tiroide) è uno dei principali outcome che determina il controllo di una patologia tiroidea: se è troppo basso, significa che la tiroide funziona “troppo” (ipertiroidismo o tireotossicosi), se troppo alto invece suggerisce ipotiroidismo. Queste condizioni si possono realizzare anche durante la somministrazione di levotiroxina, l’ormone tiroideo che viene prescritto per correggere l’ipotiroidismo.

Le patologie tiroidee sono molto semplici dal punto di vista farmacologico: levotiroxina quando la tiroide funziona poco, metimazolo quando la tiroide funziona troppo. Due farmaci per due patologie: più facile di così… Per giunta, entrambi hanno ottimi intervalli di sicurezza, che li rendono maneggevoli. Pensate che esistono case report di persone che hanno assunto intere confezioni di levotiroxina (84 compresse!) e si sono riprese perfettamente. Per il metimazolo addirittura esistono persone che ne hanno assunti 5 g (di solito se ne prendono 5 mg) senza particolari effetti collaterali.

Coinvolgere i farmacisti

Il quadro valutativo, prescrittivo e di follow-up di simili patologie si adatta bene ad una gestione territoriale, affidata a un farmacista. Gli studi che hanno trattato questo aspetto non sono molti, ma sono interessanti. Il più recente è del 2023, con i farmacisti che hanno offerto consulenza telefonica ai pazienti in cura con levotiroxina che non erano stati conformi ai test del TSH per più di un anno. È stata condotta un’analisi per valutarne l’impatto sull’aderenza al test di laboratorio del TSH e sui risultati della modifica della dose. 415 pazienti hanno soddisfatto i criteri di inclusione dello studio e hanno ricevuto consulenza dal farmacista con intervento documentato. I farmacisti hanno colmato il divario significativo nella pratica, il tasso di non conformità è sceso dal 79,27 per cento al 17,59 per cento nella popolazione dello studio che non era stata conforme al test TSH per 13 e 24 mesi. Il 66 per cento dei pazienti con valori di TSH anomali ha consultato il proprio medico per un consiglio, e il 60,6 per cento di loro ha avuto la dose di levotiroxina aggiustata.

Gestire la scarsa aderenza

Lo studio suggerisce che i farmacisti possono mediare in modo significativo tra pazienti e medici per migliorare la compliance al test del TSH e l’aggiustamento essenziale della dose nei pazienti a cui è stata prescritta levotiroxina. I problemi di aderenza possono essere un fattore importante nella scarsa risposta al trattamento e, a causa della lunga emivita del farmaco, saltare una dose può avere effetti che durano diversi giorni. Infatti, un grande problema della levotiroxina in compresse (la più prescritta) è la sua bassa biodisponibilità se assunta durante i pasti. Se il paziente la dimentica o la assume nel modo sbagliato, avremo livelli di TSH fuori target, con conseguenti aggiustamenti di dose non necessari, perché sarebbe bastato curare di più l’aderenza alla terapia.

In conclusione

Per curare l’aderenza alla terapia nelle patologie tiroidee, il farmacista potrebbe intervenire nei modi seguenti:

  • spiegare la natura permanente della terapia e chiarire il tempo necessario per osservare i cambiamenti sintomatici;
  • ricordare che il dosaggio non sempre è corretto da subito e va valutato;
  • sottolineare la relazione con i pasti;
  • approfondire se si stanno assumendo altri farmaci;
  • spiegare la non intercambiabilità degli equivalenti;
  • agire sia all’inizio della terapia sia su base continuativa.

Pensiamoci e agiamo: qui e ora, entro i limiti che la legge ci impone.

Key Takeaways

Quando dispensiamo farmaci a base di levotiroxina, chiediamo se all’ultimo controllo il TSH era nei limiti prefissati. Se non fosse così, potrebbe aiutare il paziente approfondire assieme se può essere un problema di aderenza al trattamento. Ricordare che i multivitaminici più venduti contengono iodio, che incide sul controllo della malattia e in caso di co-dispensazione di antiacidi, inibitori di pompa o ferro ricordare che diminuiranno l’assorbimento di levotiroxina. Nel caso del metimazolo invece, ricordiamo al cliente la periodicità del controllo della funzione tiroidea e della conta leucocitaria, prognostica di agranulocitosi.

Bibliografia

Canaris GJ, Manowitz NR, Mayor G, Ridgway EC. The Colorado thyroid disease prevalence study. Arch Intern Med. 2000 Feb 28; Parakkal SA, Hakeem FA, Madathil H, Alabidi RA, Alfaifi AY, Nemr HS, Al-Ghamdi FH. Pharmacist-Mediated Thyroid-Stimulating Hormone (TSH) Test Guideline Monitoring Program- Outcomes of a Retrospective Study in Patients on Levothyroxine. J Pharm Pract. 2023 Dec.

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