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«Per il tappo di cerume proverei i coni di cera»

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«Per il tappo di cerume proverei i coni di cera»

Immagine generata con AI
Immagine generata con AI

I coni auricolari rimangono un rimedio popolare molto richiesto al banco, ma la letteratura scientifica internazionale ne smentisce l’efficacia. Privi di capacità terapeutica, presentano rischi documentati di lesioni

I luoghi comuni in farmacia sono duri a morire. In questa rubrica partiamo da un’affermazione che sentiamo ripetere quotidianamente al banco, la smontiamo con le evidenze disponibili e infine offriamo strumenti pratici per trasformare un concetto poco robusto in un momento di counseling reale. Tutte le puntate qui

9 luglio 2026

di Sergio Cattani,
farmacista e formatore
www.sergiocattani.it

I cosiddetti “coni per le orecchie” sono tubi cavi di tessuto impregnato di cera d’api, che si utilizzano inserendo l’estremità più stretta nel condotto uditivo e accendendo quella più larga, con l’idea che il calore e la pressione negativa generata dalla fiamma aspirino il cerume verso l’esterno.
Il consiglio circola da decenni nell’area della medicina alternativa, ed è abbastanza diffuso da raggiungere il banco della farmacia attraverso i pazienti. La logica – calore, pressione, aspirazione – ha un’apparenza di senso. Il problema è che non corrisponde a nulla di verificabile.

Cosa dice la scienza

Lo studio fondamentale sull’argomento è quello di Seely et al., pubblicato su The Laryngoscope nel 1996: misurazioni timpanometriche su un modello di condotto uditivo hanno dimostrato che i coni auricolari non producono pressione negativa. Un trial clinico su otto orecchie ha mostrato che nessun cerume veniva rimosso dal condotto uditivo esterno. In alcune orecchie inizialmente prive di cerume erano invece comparsi depositi di cera della candela. L’analisi del residuo scuro che si forma all’interno del cono bruciato – spesso mostrato ai pazienti come “prova” dell’avvenuta rimozione – è compatibile con cera della candela stessa e non con cerume. Lo stesso residuo si forma quando il cono viene bruciato senza inserirlo nell’orecchio.

La linea guida dell’American Academy of Otolaryngology – Head and Neck Surgery (AAO-HNSF, aggiornamento 2017) classifica i coni auricolari come intervento controindicato e raccomanda esplicitamente ai clinici di sconsigliarli sia per il trattamento sia per la prevenzione dell’impatto da cerume. È una delle poche voci nelle linee guida sul cerume a ricevere una raccomandazione negativa esplicita, non solo l’assenza di supporto.

La FDA statunitense ha emesso un avvertimento formale ai consumatori contro l’uso dei coni auricolari, classificandoli come dispositivi medici commercializzati in modo non autorizzato, in grado di causare lesioni gravi anche se usati secondo le istruzioni del produttore.

La zona grigia

In questo caso la zona grigia è ridotta: non esiste un contesto clinico in cui i coni auricolari abbiano mostrato efficacia, e il profilo di rischio è documentato. Nella survey di 122 otorinolaringoiatri riportata da Seely et al., 14 professionisti avevano trattato complessivamente 21 pazienti per complicanze dall’uso di coni per le orecchie: ustioni del padiglione, occlusioni del condotto da cera della candela e una perforazione timpanica. Otite esterna e ipoacusia trasmissiva temporanea erano complicanze secondarie in alcuni di questi casi. Attenzione particolare ai pazienti con timpano già perforato, pregressa chirurgia auricolare o tubi di ventilazione: in questi casi anche l’irritazione da calore rappresenta un rischio aggiuntivo rispetto alla popolazione generale.
Vale la pena notare che molti pazienti riferiscono una sensazione soggettiva di benessere o “pulizia” dopo il trattamento. Questo non è sorprendente: il calore locale, la posizione distesa e il momento di rilassamento possono generare una percezione positiva del tutto indipendente da qualsiasi effetto auricolare reale.

Al banco

Quando il paziente chiede consiglio sui coni di cera o arriva già convinto di volerli usare:

  • «I coni auricolari non rimuovono il cerume: gli studi hanno dimostrato che non aspirano nulla dal condotto uditivo».
  • «Il residuo scuro che si vede nel cono dopo l’uso è cera della candela stessa, non cerume: si forma ugualmente bruciando il cono fuori dall’orecchio».
  • «Le linee guida internazionali li classificano come intervento controindicato, perché possono causare ustioni, occlusioni da cera e, in rari casi, perforazione del timpano».
  • «Per il tappo di cerume esistono alternative efficaci e sicure: gocce ceruminolitiche, irrigazione con acqua tiepida o rimozione strumentale da un medico o otorinolaringoiatra».

Riferimenti bibliografici

Seely DR, Quigley SM, Langman AW. Ear candles — efficacy and safety. Laryngoscope. 1996;106(10):1226–9. doi:10.1097/00005537-199610000-00010. PMID: 8849790

Schwartz SR et al. Clinical Practice Guideline (Update): Earwax (Cerumen Impaction). Otolaryngol Head Neck Surg. 2017;156(1_suppl):S1–S29. doi:10.1177/0194599816671491

Schwartz SR et al. Clinical Practice Guideline (Update): Earwax (Cerumen Impaction) Executive Summary. Otolaryngol Head Neck Surg. 2017;156(1):14–29. doi:10.1177/0194599816678832. PMID: 28045632

McCarter DF, Courtney AU, Pollart SM. Cerumen impaction. Am Fam Physician. 2007;75(10):1523–8. PMID: 17555144

Roland PS et al. Clinical practice guideline: Cerumen impaction. Otolaryngol Head Neck Surg. 2008;139(3 Suppl 2):S1–21. doi:10.1016/j.otohns.2008.06.026

FDA. Consumer Warning: Don’t Use Ear Candles. U.S. Food and Drug Administration. (avviso pubblico, novembre 1998, confermato negli aggiornamenti successivi).

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